biodanza - danza la vita
biodanza - danza la vita
Com'è nata la Biodanza
“Esiste in tutti noi l’urgente bisogno di ricominciare ad incontrarci per vivere insieme l’atto solenne e incondizionato dell’incontro umano
affinché attraverso lo specchio
con altre identità
io possa realmente maturare
un'autentica coscienza di essere.”
(Rolando Toro)
La Biodanza nasce da una meditazione sulla vita fatta da Rolando Toro.
Osservando le contraddizioni della nostra civiltà con ancora troppa ingiustizia e violenza, desiderò creare qualcosa che potesse provocare un cambiamento nella specie umana.
Partendo dalla danza desiderò così offrire un’estetica differente da quelle proposte tradizionalmente. Un accesso alla danza dove ogni persona potesse esprimersi attraverso il movimento senza la necessità di essere un provetto ballerino.
Una danza che ci liberasse, che ci mettesse in contatto profondo con noi stessi e al contempo ci aprisse all’incontro sensibile con l’altro. In altre parole un invito a vivere pienamente la nostra vita.
Il cammino verso questo metodo fu lungo e si trasformò nel tempo.
A partire dagli anni ’50 iniziò le sue ricerche sugli effetti congiunti di musica e movimento, sul benessere e sullo stile di vita. Inizialmente partì come forma d’incontro e gioco tra amici.
Negli anni ‘60, mentre lavorava come docente di Antropologia Medica presso l’Ospedale Psichiatrico di Santiago del Cile, Rolando Toro propose ai pazienti le sue esperienze (nate dalle sue ricerche sugli effetti congiunti della musica e del movimento) con l’obiettivo di “umanizzare la medicina”. Constatò come la musica, il movimento e l’incontro umano portavano effetti benefici sui pazienti.
L’esperienza fu intensa e non priva di sorprese, ma grazie a queste acquisizioni tracciò le basi del suo metodo, che via via si perfezionò.
Le sue osservazioni lo portarono infatti a concludere che proponendo musiche allegre, euforizzanti, dal ritmo sostenuto, veniva stimolata la motricità dando così ai partecipanti il senso della realtà, acquisendo così identità e coscienza di se stessi.
Proponendo invece musiche più lente e melodiche venivano stimolati in modo armonioso e progressivo stati regressivi i quali rafforzavano l’equilibrio interiore.
D’allora la Biodanza, che a quel momento ancora non aveva un nome, cominciò ad assumere una struttura scientifica.
In seguito, passo dopo passo, la Biodanza prese sempre più forma e si diffuse in diversi ambienti. Nacquero così gruppi di Biodanza con persone sane, con malati, con bambini, con adolescenti, con anziani… via via un’infinità di possibili applicazioni atte a favorire uno sviluppo armonico dei partecipanti e migliorare lo stile di vita degli stessi.
Informazioni e contatto: Nadia Richina, 6593 Cadenazzo, Svizzera
nadia.biodanza@hotmail.com