biodanza - danza la vita
biodanza - danza la vita
Biodanza su zoom - Il tempo della pandemia
“Torneremo a brindare per tutto ciò che perduto si ritrova:
la libertà, l’allegria e
quell’affetto nascosto
che ci spinge a cercarci
e a riconoscerci per tutta la terra.”
(Miguel Hernandez)
Come per tutti, il Covid 19 ha condizionato il nostro modo di incontrarci.
La pratica della Biodanza vede l’incontro con l’altro uno degli aspetti fondamentali del metodo. Il non poterci più trovare in sala, il non poterci più esprimere attraverso il movimento, la danza, il non poter più condividere dal vivo le nostre emozioni è stato un momento difficile del nostro percorso.
L’incognita di una malattia nuova, i timori della sua diffusione, le restrizioni, il distanziamento sociale, il doverci adattare a nuovi comportamenti è stato per noi, come per tutti, motivo di disorientamento.
Ciò che prima era scontato, ora non lo era più. Il Covid 19 ci metteva davanti ad una nuova sfida, quella di mettere alla prova un bisogno primario dell’uomo che consiste nella vicinanza con il suo simile. Come sopperire a questa mancanza?
Così, dalla primavera 2020, ci siamo adattati e abbiamo deciso di continuare a proporre i nostri incontri settimanali, ma in forma virtuale.
Certo non è stata la stessa cosa, certo non c’era la vicinanza fisica con le persone, non c’erano gli sguardi, il contatto, né i grandi spazi per potersi liberare nella danza, ma pur se ognuno se ne stava al chiuso della propria stanza, poteva condividere con i compagni del gruppo i suoi pensieri, le sue inquietudini, le sue allegrie e tante, tantissime danze.
Serata dopo serata ci siamo accorti che tante emozioni che la Biodanza ci permetteva di vivere in sala, si potevano in parte ritrovare anche nello spazio privato delle varie case.
Le musiche che proponevo erano conosciute e sapevano ridare ai partecipanti il gusto della danza. E così anche nel loro spazio privato, guidati costantemente dalle consegne che passavano attraverso lo schermo, ecco che la magia si ripeteva: nella prima parte si ritrovava la vitalità nel movimento, poi via via si andava a rallentare fino a raggiungere, a fine serata, un buon grado di rilassamento.
Il nostro incontrarci, anche se in modalità “virtuale” è stata senz’altro una buona valvola di sfogo. Un modo per sopperire a quel senso di vuoto che purtroppo questo periodo difficile ci ha messo tutti di fronte.
Sono felice di aver dato questa possibilità al gruppo e anche a me stessa. Questo nuovo modo di incontrarci, anche se limitato e sicuramente meno coinvolgente rispetto agli incontri in sala, ci ha invitato però ad essere creativi, a tenere duro ed a coltivare sempre la speranza.
Dal mese di maggio 2021 abbiamo ripreso a fare Biodanza in presenza.
Anche se muniti di mascherine e rispettando il distanziamento sociale, abbiamo ancora potuto ritrovare l’atmosfera degli incontri di Biodanza. Questo è stato per tutti noi motivo di felicità e speranza di un avvio verso la normalità.
Le tante difficoltà che questa pandemia ci ha presentato ci portano a riflettere. Il Covid 19 ha mostrato i tanti aspetti della nostra umana condizione come la fragilità, l’insicurezza, la paura, la diffidenza, ma anche il senso di responsabilità verso l’altro, la solidarietà, la compassione.
Le difficoltà hanno forgiato in noi il senso di adattabilità e di resilienza facendoci apprezzare ancora di più le piccole semplici cose della vita, quelle che un tempo erano a portata di mano e per un certo tempo non lo sono più state.
Abbiamo capito come cose scontate come la vicinanza, come un “semplice” sguardo, come un abbraccio siano così importanti e indispensabili per ognuno di noi affinché la nostra vita possa scorrere armoniosa e piena di significato.
Fortunatamente ora siamo ritornati alla cosiddetta normalità. Nella speranza di non dover mai più vivere questa esperienza di chiusura, restiamo comunque consapevoli che da questa prova ne siamo usciti più forti di prima.
Informazioni e contatto: Nadia Richina, 6593 Cadenazzo, Svizzera
nadia.biodanza@hotmail.com