Attività extra
Attività extra
9-12 ottobre 2025, Perugia
Assemblea dell'ONU dei Popoli; Stati Generali delle Dottorande e dei Dottorandi in Peace Studies e Marcia per la Pace PerugiAssisi, Università per Stranieri di Perugia
Dal 9 al 12 ottobre 2025 abbiamo partecipato a quattro giornate molto intense, durante le quali si sono svolti l'Assemblea dell'ONU dei Popoli; gli Stati Generali delle Dottorandi e dei Dottorandi in Peace Studies - dove siamo state chiamate e chiamati a discutere di alcune tematiche di attualità - e la Marcia per la Pace PerugiAssisi. Durante la serata del 3 ottobre abbiamo avuto la preziosa opportunità di aver incontrato Francesca Albanese e di aver dialogato con lei.
Dal 3 al 5 settembre 2025 si è tenuto a Torino, presso il Campus Einaudi e il Castello del Valentino, il XXXIV Congresso Geografico Italiano, dal titolo Era urbana e disordini del mondo. Geografie per interpretare il presente. Il Congresso è stato un'utile occasione per iniziare a muovere i primi passi nell'ambito geografico accademico e non solo. Gli spunti di riflessione sono stati numerosissimi e hanno riguardato diverse tematiche tra cui lo spazio urbano e la memoria, le identità territoriali urbane e i conflitti urbani.
Dal 25 agosto al 4 settembre 2025 ho partecipato in qualità di mentore all'ottava edizione del Laboratorio del Cammino, una rete inter-universitaria che ogni anno organizza una summer school in un territorio italiano differente e con tematiche di ricerca differenti, con l'intenzione di esplorare in che modo l'atto del camminare possa diventare un vero e proprio strumento metodologico di conoscenza lenta, rispettosa e più che umana dei territori e delle loro peculiarità e fragilità. Quest'anno il cammino ha avuto luogo nel territorio delle Madonie e abbiamo camminato da Geraci Siculo (paese dell'entroterra, area interna, da sempre considerato marginale e marginalizzato) fino a Cefalù (esempio concreto delle tendenze massive del turismo costiero, ma non solo, in Italia). L'idea è quella di entrare lentamente nei luoghi per iniziare a conoscerli ascoltandoli e ascoltando le persone che vi abitano e per cambiare il nostro sguardo su di essi, superando gli stereotipi, gli immaginari e le retoriche dominanti sull'internità, ed individuando potenziali forme di conflitto e resistenze o fermenti di trasformazione.
Il gruppo da me seguito aveva il non semplice compito di approfondire il tema delle memorie e dopo giorni di ragionamenti, osservazioni, interviste e percezioni ha deciso di realizzare una mappa del territorio attraversato, non fatta semplicemente di geosimboli localizzati nello spazio, bensì di storie e di tutti quei racconti di vita che vivificano e risignificano costantemente il territorio e gli elementi tangibili e intangibili che lo costituiscono. Il progetto è stato chiamato Cuntalulocu (canta/racconta il luogo in dialetto siciliano) e attraverso la mappatura condivisa ha voluto raccogliere ed indagare le memorie del luogo attraverso le storie di chi quelle memorie non le ricorda nostalgicamente, ma le racconta e le fa vivere nel quotidiano.
La scuola, organizzata dalla Londa School of Economics in collaborazione con il gruppo Riabitare l'Italia, si è focalizzata sulla teoria, modellizzazione e progettazione dei processi di rigenerazione territoriale delle aree interne e montane. Dall’architettura alla pianificazione urbanistica, dalle scienze sociali alle discipline tecnico-scientifiche, il tema è stato declinato in relazione all’analisi teorica e alla progettazione nelle aree montane e interne. Le energie rinnovabili, il settore primario, le piccole e medie imprese, i servizi essenziali, le trasformazioni del territorio e del paesaggio in relazione al cambiamento climatico, sono stati alcuni dei temi della Scuola. Purtroppo il grande assente è stato il patrimonio culturale e in generale il comparto cultura.
La conferenza, a carattere internazionale e interdisciplinare è stato uno stimolante momento di apprendimento, scambio e confronto. Gli interventi delle relatrici e dei relatori sono stati molto diversificati e hanno abbracciato diverse discipline (archeologia, storia dell’arte, architettura, antropologia) permettendomi di conoscere nuova letteratura, utili strumenti metodologici e interessanti iniziative e progetti attivi sul tema, come per esempio il progetto di terza missione dell'Università di Roma La Sapienza Abitare il patrimonio scomodo a Roma, o le attività di guerriglia odonomastica ideate dal collettivo Wu Ming e sparse in diverse città italiane.
Parte della mia ricerca sarà volta a comprendere se e in che misura le narrazioni e i discorsi dominanti abbiano agito e/o agiscano con il tentativo — più o meno consapevole — di monopolizzare il discorso artistico/culturale, relegando ai margini quei patrimoni considerati “minori”. Le cosiddette aree interne, vista la loro “perifericità” sono infatti da sempre considerate come luoghi di ricezione tardiva delle innovazioni artistiche e ancora oggi questo retaggio influenza il discorso pubblico e le politiche territoriali. Una lettura decoloniale (interna) della questione potrebbe quindi risultare utile e interessante. Visto questo aspetto del mio progetto ho ritenuto utile — in accordo con la mia tutor professoressa Annalisa Giampino — la partecipazione in qualità di uditrice alla succitata conferenza.
Nell'ambito del progetto RE-PLACE (REframing Place-based Approach through the Cultural Ecosystem Services of inner areas) abbiamo costruito una mappa di comunità con le studentesse e gli studenti di due istituti superiori di Sorgono (NU), nel cuore della Barbagia (Gennargentu Mandrolisai).
Il progetto si concentra su alcune aree pilota della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) con l'intento di ripensare il funzionamento delle politiche di sviluppo territoriale, attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità locali invitate ad individuare i Servizi Ecosistemici Culturali del proprio territorio, nonché le sue potenzialità e criticità.
Attraverso l'analisi del legame tra le comunità e i luoghi di appartenenza l'auspicio è che sia possibile attivare processi di valorizzazione delle risorse culturali e naturali che costituiscono le identità locali.