Il progetto "Dentro un seme un tesoro" prevede la realizzazione di orti didattici nelle diverse tipologie (in cassetta, in cassoni, in piano) in tutte le scuole dall'infanzia alla primaria sino alla secondaria.
Nella "Pedagogia della Lumaca" G. Zavalloni, insegnante e dirigente scolastico ha redatto il manifesto “I diritti naturali di bambini e bambine”. Alcuni di questi diritti trovano spazio di realizzazione nelle esperienze di coltivazione degli orti scolastici.
L’orto diventa così un’aula didattica a cielo aperto, dove bambini e bambine possono approfondire ogni disciplina a partire dalle osservazioni e dalla ricerca, mediante lo studio dei cicli vitali delle colture, della loro provenienza geografica, degli usi e tradizioni culinarie nella storia dei popoli, dell’accostarsi alla pittura en plein air.
Ad ogni età bambini e bambine, inoltre, acquisiscono competenze specifiche portando a termine, individualmente e a piccoli gruppi, compiti significativi interdisciplinari. C'è una circolarità fra teoria e pratica che rende motivante ed efficace l'apprendimento.
L'orto è uno spazio sensoriale dove si utilizzano il corpo e i sensi per l’esplorazione, sollecitati dalla diversità di stimoli:
Le sfumature di colore che la natura assume a seconda delle stagioni
Gli odori e i profumi che aleggiano nell'aria,
La diversa composizione delle zolle di terra e degli altri elementi naturali
La sonorità che si esprime nei silenzi, nelle voci delle persone e degli strumenti, nei suoni del laborioso lavoro degli abitanti dell'orto.
L'orto è un importante ecosistema in cui i diversi biotopi intrecciano legami biologici fra le piante, gli animali, le persone e il clima. Le interazioni stimolano lo sviluppo del pensiero sistemico.
Lo scienziato Fritjofju Capra scriveva che “il miglior posto per la formazione ecologica è l’orto”.
L’osservare i cicli naturali fa capire che gli organismi viventi dipendono l'uno dall'altro, sia a livello di cibo sia di energia, e riconoscere che la vita è una rete di relazioni e di connessioni. Ed è proprio in questo spazio che si evidenziano le consociazioni, esempio di comunità cooperativa in natura. Qui s’impara dalle piante la ricchezza della diversità, la collaborazione e la cura reciproca, l'arte dell'attesa e della pazienza.
L'orto è strumento di educazione alimentare perché suggerisce l'assunzione di una dieta diversificata ed equilibrata, costituita da frutta e ortaggi freschi, di stagione.
I bambini e bambine che coltivano l'orto sono più disponibili all'assaggio e al consumo di ricette della tradizione, magari preparate con i prodotti raccolti.
Imparano a mangiare sano e a rispettare la natura, prestando attenzione ai cicli di produzione, alla rotazione delle colture, all'uso di concimi naturali, alla ricchezza della biodiversità.
L'orto è laboratorio di cittadinanza attiva in quanto favorisce le relazioni fra le diverse età, e fra scuola, famiglia e territorio:
La comunità scolastica mette a disposizione saperi, abilità manuali, tecniche agricole per avvicinare bambini/e e i ragazzi/e al consumo di cibo sano.
Le famiglie affiancano la scuola, la sostengono nelle iniziative.
Con la scuola creano Rete gli Enti locali e le associazioni, i produttori e negozianti locali di prodotti biologici.