Cenni storici

Le origini

 

Prima che il mondo conoscesse la storia, dove ora c’è Sottovalle c’era il mare. Quel mare che poi è scomparso lasciando emergere le montagne e la pianura che oggi racchiudono il paese. Il nome antico di Sottovalle è Ceptualla. La radice latina, Cepi è il perfetto del verbo capio che vuol dire “giungere in”; un’altra versione significativa potrebbe essere Sette Valli, cioè la settima valle prima del giogo mentre, secondo alcuni testi, il significato sarebbe da cercarsi nel nome volgare Setvala che significherebbe “sotto la valle” o dalla traduzione greca “sito in valle”. Verso il periodo rinascimentale il nome diventa Settualla.

Tutta la zona da Luni a Marsiglia e nelle valli interne compreso il Po, era occupata dai Liguri, antica popolazione europea, presente già in età preistorica.

L’origine dei liguri è molto discussa, ma la loro lingua rivela somiglianze con quella degli iberici ed ha infiltrazioni galliche. Questa lingua, con il passare del tempo, si pensa si sia poi confusa ed arricchita con il latino per poi trasformarsi a seguito delle invasioni barbariche e si sia espansa ben oltre i confini attuali della Liguria come l’Oltregiogo alessandrino fra Gavi, Novi e la Valle Borbera.

La popolazione ligure era suddivisa in clan. Sottovalle ha radici liguri da ricercarsi in due clan: la tribù dei Dectunini e la tribù dei Cavaturini che abitava la zona della valle del fiume Lemor (Lemme) e i monti circostanti. Le tribù dei Liguri dominarono la zona fino all’invasione dei Celti avvenuta nel V e VI secolo a.C.

La presenza celtica nel nostro territorio, secondo gli studi effettuati dal dr.Antonino Lai, trova testimonianza in un masso tuttora visibile in una zona antistante la chiesa. Detta roccia, fatta a cuneo, presenta due aperture rotonde nella parte frontale ed un triangolo, mentre nella retrofaccia presenta soltanto un triangolo con la punta rivolta verso il basso. Le incisioni sono ben visibili anche se parzialmente coperte da muschio e licheni.

La leggenda narra che le rocce celtiche non devono essere rimosse in nessun modo e per nessun motivo, al fine di evitare tremende sciagure.

 

Le origini

 

Nel 196 a.C. l’esercito romano guidato da Quinto Minuccio Termo, partì da Genova per recarsi in Valle Scrivia, per domare un’insurrezione. Dieci anni dopo, Spurio Postumio Albino, arrivò in Liguria con le sue legioni per costruire la strada Genova-Libarna-Tortona.

Il più antico scritto inerente il territorio di Sottovalle si può trovare nella tavola di bronzo del 117 a.C. In questa tavola, nelle quale erano riportati i regolamenti circa i confini e il pagamento dei pedaggi, troviamo descritta la controversia tra Genuati e Langati (altre tribù liguri). La vicenda riguardava il confine fra alcuni terreni privati e pubblici, nonché le norme d’usufrutto degli stessi da parte delle due tribù. Così, nell’anno 637 del  calendario romano, vale a dire il 117 cristiano, giunsero a Langasco due noti magistrati romani: Quinto e Marco Minuccio Rufo accompagnati dai loro tecnici. I magistrati, dopo aver fatto un accurato sopralluogo, composero la controversia e impartirono le disposizioni per la sistemazione definitiva dei termini confinari.

Da allora Sottovalle fu un crocevia importante poiché vicino vi passava la bretella che dalla via Postumia portava al congiungimento, presso Sezzadio, con la via Jiulia Augusta che giungeva fino al mare nei pressi di Vado. La via Postumia congiungeva nel modo più breve Genova con la valle del Po per arrivare fino ad Aquileia.

 

Nei secoli successivi, con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e il successivo periodo delle  invasioni barbariche, non sono reperibili documenti da cui si possono rilevare le condizioni del territorio e, ovviamente, di Sottovalle. Tutta la zona era stata popolata dagli Ostrogoti e diversi anni dopo, da alcuni insediamenti Longobardi

 

Dopo il IV secolo incominciò a diffondersi il cristianesimo anche in Valle Scrivia e Val Lemme, introdotto molto probabilmente dai fedeli che percorrevano la consolare Via Postumia. Le prime unità monastiche erano a Milano e Vercelli, ma a partire dal VI secolo l’evangelizzazione si espande e reperti archeologici testimoniano la presenza cristiana nel territorio di Libarna. L’Abbazia di San Siro già nel 1007 possedeva décime e beni a Gavi, voltaggio e Carrosio.

 

Il 3 giugno 1248 il Pontefice Innocenzo IV della famiglia Fieschi, decretava il passaggio dalla diocesi di Tortona a quella di Genova di tutte quelle pievi d’Oltregiogo che civilmente erano soggette a Genova. Fra tutte le altre, la pieve di Gavi di S.Maria di Lemore con le sue suffraganee e la pieve di Voltaggio con le rispettive suffraganee di Pratolungo, Rigoroso e Sottovalle. Uno dei primi insediamenti cristiani a Sottovalle è stato in località Valmanzini con una piccola comunità di frati.

 

In seguito la storia e le origni di Sottovalle sono legate a quelle di Montalto e, in seconda battuta a quelle di Rigoroso in quanto facenti parte del Marchesato di Gavi.

 

Dal 1121 d.c. con una operazione militare Genova si assicurava il possesso della Postumia Anteriore e della strada del Lemme e, quindi, anche del territorio di Sottovalle. Il dominio genovese durerà diversi secoli. Il paese seguì le sorti dei casati presenti a Gavi e Arquata, rimanendo sempre punto nevralgico di passaggio anche di grossi personaggi: imperatori, re, eserciti. Fra i tanti personaggi che transitarono per le vie di Sottovalle, ricordiamo la moglie di Federico Barbarossa, Beatrice che il 12 febbraio 1178 passò dal castello di Gavi per Piona-Sottovalle-Bocchetta verso Genova dove, oltre a vedere il mare che non aveva mai visto, avrebbe incontrato il marito. Due giorni dopo accompagnato dalla guardia imperiale, passava per le vie del paese suo figlio, il futuro Enrico VI. Dopo alcuni giorni, il 9 marzo 1178, tutta la corte imperiale, ripercorrendo la stessa strada, partì da Genova e giunse a Pavia, capitale dell’Impero

 

Medioevo

 

Nel 1218 Montalto (nei pressi di Rigoroso) passò stabilmente sotto il dominio di Genova, con questo accordo Genova avrà giurisdizione su tutte le terre e i castelli posti sulla sinistra della Scrivia compresa la podesteria di Gavi con Rigoroso e Sottovalle. Nello stesso periodo parte dell’Italia settentrionale, tra cui i paesi di Pietrabissara, Arquata Scrivia, Isola e Ronco facevano parte del Sacro Romano Impero

Nel 1313 l’Imperatore Enrico VII, per controllare meglio il territorio, emanò un diploma con il quale di fatto istituì i feudi imperiali che cessarono di esistere nel 1797 con l’arrivo di Napoleone. Sempre in quegli anni, si succedettero diverse epidemie di peste; A Sottovalle si allestì un lazzaretto ai confini del paese verso Carrosio in località San Martino.

 

La Storia Moderna

 

Nel 1447 i marchesi di Gavi e Gli Spinola rinunziavano a tutti i loro diritti su Gavi e sul suo territorio. Il documento conteneva le diverse convenzioni che disciplinavano i rapporti tra Gavi e le comunità di Sottovalle, Pratolungo e Rigoroso. IL 28 marzo 1468 per 14.000 scudi do’oro, Antonio I Guasco, signore di Bosio acquistò da Genova il feudo di Gavi ed i luoghi di Voltaggio, Parodi, Rigoroso e Sottovalle.

Nel 1520 Sottovalle fu interessata dalla guerra tra Carlo V re di Spagna e Francesco I re di Francia. Il re francese sconfitto a Pavia fu tradotto a Genova e tutta la zona fu attraversata dai due eserciti.

Dopo la liberazione, Francesco I, radunò nuovamente il suo esercito a Gavi per una spedizione contro Carlo V. Durante l’avanzata transitò anche da Sottovalle per giungere in Valle Scrivia.

Intorno al 1625, a seguito della guerra condotta da Carlo Emanuele I contro la repubblica di Genova, per avere uno sbocco al mare, le truppe di  Casa Savoia durante il loro passaggio devastarono parte del territorio dell’oltregiogo; il borgo di Voltaggio venne dato alle fiamme, come pure la chiesa di Rigoroso e Sottovalle, dove nei campi sottostanti si svolse una cruenta battaglia.

Già nella seconda metà del 1600, Sottovalle aveva l’attuale configurazione. Non ci furono avvenimenti degni di nota, a parte le incursioni degli eserciti, soprattutto durante le campagne napoleoniche. Con la sconfitta di Napoleone, il Congresso di Vienna del 1815 decretò l’annessione della Liguria al regno di Savoia e alla fine del Risorgimento, con la proclamazione del Regno d’Italia, Urbano Rattazzi stacca Arquata, Serravalle, Novi, Gavi e la Valle Borbera dalla Liguria e annette tutta la zona la provincia di Alessandria.

Alla fine dell’800 la popolazione di Sottovalle raggiunse  circa 400 abitanti.

In paese è presente l’ufficio del dazio per il pagamento delle imposte sulla circolazione ed il consumo delle merci.

E’ fiorente la commercializzazione della legna, delle castagne e dei funghi particolarmente pregiati.

Dopo la Grande Guerra, per la quale ha pagato un pesante contributo, anche Sottovalle conosce la recessione. Tanti abitanti sono costretti ad emigrare nelle Americhe. Quelli che rimangono continuano nelle loro attività agricole, sviluppando anche la coltura dei bachi da seta che vengono portati per la filatura nella vicina Filanda di Voltaggio.

 

Il dopo guerra e la ricostruzione

Anche Sottovalle, come altri paesi, subì le incursioni dei tedeschi. Nella primavera del ’45, durante la ritirata da Genova veso il nord, l’esercito passò anche da Sottovalle. Doveva essere solo una perlustrazione, invece comportò morti e feriti.

All’arrivo dell’esercito ci fu una sparatoria. I tedeschi incominciarono a perquisire le case in cerca di partigiani. Durante le perquisizioni in una casa alle porte del paese furono ferite due donne, una di soli sei anni che porta ancora sul braccio il segno della pallottola. Alcuni scapparono, anche per la paura e ci furono due morti. L’impressione per i tedeschi fu di trovarsi in una zona di guerra, anche se i partigiani si erano limitati negli anni precedenti al solo passaggio dei rifornimenti. Comunque la decisione fu quella di distruggere il paese. Fortunatamente arrivò prima il 25 aprile e tutto finì bene.

 

Finita la guerra, la gente ritornò al lavoro dei campi, ma le nuove necessità familiari portarono molte persone a cercare lavoro, ad Arquata e nei paesi limitrofi, ma soprattutto a Genova nel porto o nelle industrie siderurgiche. Questo portò inizialmente ad un nuovo benessere, ma nei primi anni sessanta molte persone, costrette dalle difficili vie di comunicazione e dalla mancanza di servizi, emigrarono verso i posti di lavoro lasciando un vuoto nel paese.

L’attività agricola, poco remunerativa rispetto al lavoro dell’industria venne gradualmente abbandonata, in compenso, grazie al lavoro remunerativo dell’industria, e alla nuova strada per Arquata e alla costruzione dell’acquedotto, molte persone incominciarono a costruire nuove abitazioni oltre a ristrutturare quelle vecchie. A poco a poco negli anni settanta il paese si ingrandì e assunse quasi la fisionomia attuale. Nello stesso tempo sparirono le zone coltivate a vigneti e i numerosi animali, mucche e buoi, che non si utilizzavano più in agricoltura.      

 

Le attività esistenti sul territorio erano rappresentate da due negozi di alimentari, ridotti a uno alla fine degli sessanta, tuttora esistente e funzionante molto utile soprattutto per i residenti. Fino agli anni settanta era presente anche una trattoria.

 

Le “grandi opere

La particolare posizione geografica della frazione di Sottovalle, ha costituito nel corso degli anni il presupposto per la formazione di un particolare carattere dei suoi abitanti.

Sottovalle nei tempi moderni è sempre stata una frazione del comune di Gavi.  Purtroppo la sua posizione, molto lontana dal concentrico e mal servita dalle vie di comunicazione, ha portato gli abitanti a pensare in modo indipendente dal resto del comune. Questo ha portato ad assumere diverse iniziative pubbliche o sociali, che nelle altre frazioni  erano prerogativa delle amministrazioni pubbliche. E’ per questo motivo che nel corso degli anni gli abitanti hanno affrontato direttamente diverse opere a favore della frazione.

 

La strada per Arquata

Come noto, Sottovalle si trova sul crinale che divide la Val Lemme dalla Valle Scrivia. Essa era inizialmente collegata con il comune di Gavi direttamente dalla strada di Piona. Successivamente fu costruita la strada di collegamento con il comune di Carrosio, che fu in seguito utilizzata come strada principale abbandonando la precedente strada di Piona, ormai da tempo inutilizzabile. Negli anni trenta per ovvi motivi di comodità e di vicinanza con il comune di Arquata, gli abitanti di Sottovalle avvertirono la necessità di un nuovo collegamento con la Valle Scrivia (dove già allora erano in funzione la ferrovia e la statale per Genova).

 

Si formò un gruppo di volontari che con la loro opera e con l’aiuto di alcune famiglie emigrate in America, capeggiate dal Parroco di allora, Don Grosso, procedettero alla tracciatura di una strada carrabile che collegasse il paese con Rigoroso e quindi Arquata. Questa via di comunicazione permise di accedere a nuovi posti di lavoro ed a un più veloce collegamento con i paesi vicini. Ancora oggi, la strada  è percorribile al 90% sul tracciato di allora e in seguito a successivi interventi a alla più recente asfaltatura, praticabile da ogni tipo di automezzo.
 
La Luce Elettrica
Alla fine degli anni trenta Sottovalle era ancora priva della luce elettrica. Le case erano illuminate con lumini ad olio o petrolio. In quel periodo Giuseppe Canepa aveva appena terminato la costruzione della famosa "Villa Paradiso". In seguito ad un suo iteressamento si riuscì ad ottenere l'assenso alla costruzione dell'impianto che avrebbe portato l'energia elettrica da Rigoroso a Sottovalle con un sostanziale contributo di allacciamento da parte della popolazione. Gli abitanti, inoltre, si impegnarono a reperire gratuitamente nei boschi i pali che avrebbero dovuto sostenere i cavi elettrici al fine di diminuire tale contributo economico, che alla fine risultò essere di Lire 1.000, una cifra comunque molto onerosa per quell'epoca.
L'impianto definitivo ed il conseguente allacciamento fu inaugurato nel 1943.
 
La nuova linea elettrica.

 Nei primi anni sessanta, la frazione era ancora servita dal vecchio impianto elettrico costruito negli anni della IIa guerra mondiale. L’elettricità era ancora 125 volt. Grazie alla disponibilità dell’Enel, venne costruita una nuova linea con pali in cemento proveniente da Pratolungo, attualmente ancora in esercizio.

 

L’Acquedotto

Nei primi anni sessanta, Sottovalle non aveva ancora l’acqua corrente. Per espletare tutte le necessità giornaliere era necessario recarsi con il secchio alle due fontane poste in paese.

Anche qui un gruppo di volontari affrontò il problema fondando un Consorzio destinato a portare l’acqua in casa a tutti gli abitanti.

Raccontiamo questa storia direttamente nelle pagine  dell’Acquedotto.

 

L’asfaltatura delle strade

 A cavallo degli anni settanta, si era conclusa la asfaltatura della strada che porta ad Arquata. Rimaneva da completare l’opera nelle strade del paese. Purtroppo, come spesso succede, i fondi finiscono. Anche in questo caso, dopo innumerevoli discussione con l’amministrazione comunale, si stabili che il comune avrebbe fornito il materiale e che gli abitanti avrebbero impiegato la mano d’opera per la posa in opera dei tombini stradali e del relativo asfalto. Cosa che puntualmente avvenne con grande partecipazione.

 

 La Pro Loco

Dopo la chiusura dell’Osteria esistente in paese, i giovani di allora sentirono la necessità di organizzare qualcosa che potesse intrattenerli nel tempo libero. Nacque cosi, nel 1974 la Pro Loco. La prima associazione pro loco esistente nella zona in una frazione, fino ad allora prerogativa solo del capoluogo.

Raccontiamo la storia direttamente nelle pagine della Pro Loco.

 

Il cambio del comune.

Dal novecento in poi, Sottovalle ha sempre avuto una propensione per la Valle Scrivia  e Arquata. Prima con la costruzione della strada, poi  con una raccolta di firme caldeggiata dal parroco Don Cuneo, con una seconda raccolta di firme negli anni settanta e quindi con una raccolta di firme nei primi anni 2000.
I primi due tentativi fallirono, ma l’ultimo nonostante tutti gli impedimenti burocratici, politici e tecnici dopo diversi anni si concluse in modo positivo.

La frazione di Sottovalle dal 2008   (Deliberazione del Consiglio Regionale è passata con il suo territorio dal comune di Gavi al comune di Arquata Scrivia.

Questa è stata l’ultima grande impresa messa in atto dai sottovallesi, anche se non ha previsto nessuna costruzione o impianto da edificare, ma un solido rapporto con il vicino Comune di Arquata Scrivia che poteva e potrà portare molti benefici alla frazione e ai suoi abitanti.