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Acquedotto Rurale

 

Nei primi anni sessanta Sottovalle non aveva ancora l’acqua corrente. Il paese era dotato di due fontane che servivano per prelevare l’acqua ad uso domestico con i secchi, per abbeverare gli animali e con due lavatoi per lavare la biancheria di casa. Strutture ormai insufficienti per soddisfare i nuovi bisogni degli abitanti.

 

Il Comune di Gavi si era detto impossibilitato a fornire l’acqua alla frazione. L’unica agevolazione concessa, la vendita della sorgente cosiddetta “della Fontana” che serviva il paese al prezzo simbolico di Lit. 1 e il pagamento dell’atto costitutivo di un consorzio, pari a Lit. 40.000.

Così un gruppo di sottovallini decisero, con notevole coraggio di costituire fra di loro un consorzio per poter procedere poi alla costruzione di un acquedotto.

Il tre dicembre 1961 si riunirono nello studio del notaio Rinaldo Torelli di Gavi e procedettero alla costituzione del “Consorzio di miglioramento fondiario” avente come scopo principale quello di costruire un acquedotto per la frazione in modo di dotare ogni abitazione di acqua corrente. La durata del consorzio era prevista per 30 anni.

Il Consorzio era necessario per accedere ai fondi governativi rappresentati a quel tempo dal cosiddetto “Piano verde”, gestito dall’Assessorato all’Agricoltura Provinciale con il Genio Civile.

A quel punto incominciarono gli innumerevoli viaggi ai vari uffici di Alessandria per cercare di sveltire la pratica. La cosa fu più difficile del previsto, sia per l’eccessiva burocrazia di quei tempi e che per la poca esperienza a frequentare gli uffici preposti.

Nonostante queste difficoltà, i soci incominciarono lo stesso i lavori con quei pochi soldi a disposizione che avevano versato all’atto della costituzione; Lire 35.000 o 45.000 a testa, non poco per quei tempi e senza nessuna garanzia di riuscire a completare l’opera. Il resto a proprie spese in attesa del finanziamento statale che doveva essere di Lire 3.000.000. Si iniziò con la costruzione di un pozzo alla sorgente “Terrarossa”,  la posa della tubazione fino al paese e la costruzione di una nuova vasca per la distribuzione dell’acqua.

L’opera fu terminata nell’anno 1965 e costò oltre 5.000.000 di lire. Nello stesso anno fu inaugurata dalle autorità locali e provinciali.

Con il passare degli anni e con la nuova comodità dell’acqua “in casa” molte persone incominciarono a costruire nuove case, o a ristrutturare quelle esistenti così che nei primi anni settanta ci ritrovammo con una carenza di acqua, soprattutto nel periodo estivo.

Il consorzio si attivò per recuperare nuova acqua nelle sorgenti che si trovavano nei boschi di Sottovalle e vennero costruiti due nuovi pozzi: Carpenè e Bruciate. Per raccogliere tutta l’acqua che arrivava in paese fu costruita una nuova vasca per avere una scorta di acqua da usare nel periodo estivo, quando la popolazione del paese era molto più numerosa. Alcuni anni dopo si attivò un’altra sorgente chiamata Bruciate 2.

Il 7 settembre 1991, nei locali della Pro Loco, i soci del consorzio si riunirono in assemblea straordinaria alla presenza del notaio Dott. Giacomo Velina, per prorogare la scadenza del consorzio a tutto il 2 dicembre 1991.

Nel 1995, le cosiddette “cascine”, ovvero le case sparse alla periferia del paese fecero richiesta di allacciamento. Anche in questo caso il Consorzio si attivò per recuperare altre sorgenti in quanto la disponibilità di acqua era appena sufficiente per i fabbisogni del momento. In quel periodo si predispose un piano per il recupero delle sorgenti del Monte Zucchero. Dopo lunghe trattative con i proprietari e una lunga trafila burocratica, il consorzio riuscì a costruire tre nuovi pozzi, della Fontana, Campi e Di mezzo. Con l’acqua raccolta si procedette quindi agli allacciamenti per Cascina Valle (due abitazioni), Cascina Valmansini (due abitazioni) e Cascina San Martino (quattro abitazioni). Ancora una volta si era provveduto al fabbisogno richiesto. Passarono alcuni anni quasi di inattività, cercando di mantenere efficiente quanto realizzato nel corso del tempo.

Nei primi anni del duemila, con la prevista costruzione del terzo Valico dei giovi, il Consorzio dovette affrontare una lunga questione con le ferrovie. Nel progetto preliminare era previsto dalle stesse ferrovie che le due gallerie previste avrebbero sicuramente danneggiato le sorgenti del consorzio poste sul monte Zucchero. Dopo vari incontri in Regione e Provincia con gli Enti istituzionali e i rappresentanti delle ferrovia, coadiuvato da validi consulenti, il consorzio è riuscito ad ottenere un accordo siglato da tutti gli Enti, in cui si prevede la costruzione di un acquedotto alternativo prima che le gallerie arrivino sotto il monte Zucchero. Questo dà una discreta garanzia sulla disponibilità di acqua in futuro, anche se la costruzione del Terzo valico dei giovi è prevista ma non ancora certa.

Nel corso degli anni 2005/2006 i residente di località Lazai, fecero richiesta di allacciamento. Anche in questo caso, visto che la disponibilità di acqua non era abbondante, il Consorzio si attivò per recuperare un’altra sorgente nel monte Zucchero, “chiamata Zucchero 3”, dopodiché nel corso del 2007 si procedette alla costruzione di un considerevole tratto di acquedotto per collegare gli abitanti di Lazai.

Attualmente il Consorzio distribuisce l’acqua alla totalità delle abitazioni, sia del concentrico che alle case sparse e ha raggiunto le 191 utenze fra residenti e non, fornendo acqua di sorgente di buona qualità ad un prezzo assolutamente conveniente, rispetto ai paesi limitrofi.

L’anno scorso, dopo che il comune di Arquata Scrivia ha dato in concessione alla Gestione Acqua la gestione delle fognature della frazione, il Consorzio gestisce l’incasso e il pagamento dei canoni di fognatura e depurazione per conto di Gestione Acqua.

L’impianto del consorzio è costituito ormai da tubazioni in PVC, non ha impianti di pompaggio funziona interamente a caduta. L’impegno è quello di mantenerlo efficiente e di garantire la disponibilità di acqua per il fabbisogno dell’intera frazione di Sottovalle.