Dopo alcune prove ed esperimenti, sono arrivato alla seguente soluzione per collegare la massa alla struttura del palo (segnale, palo della luce, ecc...):
Utilizzo una connessione femmina tipo "faston" che si inserisce perfettamente nel tondino di ottone da 2 mm; se la connessione dovesse risultare lenta basta stringere leggermente con le pinze l'aletta ripiegata del faston. Questo sistema prevede però che il palo sia mantenuto saldo in qualche maniera: interferenza con il foro nel legno o basamento fissato al palo e successivamente incollato.
Ho preferito curare il fissaggio perfetto del basamento al palo (garantendo la perpedicolarità dei piani) e forare con un diametro leggermente maggiore per lasciare un po' di mobilità al tutto. Essendo il basamento il garante della perpendicolarità del palo, una goccia di vinavil fissa il tutto.
In precedenza avevo utilizzato una soluzione alternativa: il palo rimaneva quasi fermo grazie all'interferenza del legno e il basamento era infilato nel palo e lasciato libero; la massa era collegata ad una pinzetta elettrica (tipo coccodrillo) che stringeva il palo sottoplancia, fissata con una piccola vite al piano inferiore della base del plastico. Il sistema funziona ma richiede spazio per l'installazione del tutto in posizione scomoda. Inoltre prevede che il foro nel legno sia fatto perfettamente perpendicolare, cosa non sempre possibile.
Il sistema del faston è più rapida, richiedendo solo un po' di lavoro in più per fissare il palo al basamento, e quest'ultimo al piano del plastico, verificando che tutto sia in squadro.
Ho anche sperimentato che il "mammuth" è la migliore soluzione per collegare i terminali dei segnali alle connessioni elettriche in arrivo dalle schede che li comandano, lasciando perdere saldature effettuate in posizioni improbabili e dalla dubbia tenuta. Il mammuth rende anche molto più agevole una eventuale sostituzione del segnale.