Nuovo giorno, nuove avventure, nuova guida: il simpatico Simon che ci chiama gruppo sexy lama (!?!).
Nella valle si trovano vari villaggi coloniali, tra i quali spicca Pisac, posto ai piedi di una spettacolare fortezza inca abbarbicata a un contrafforte. E' altresì famoso per il mercato più grande e turistico della regione, il quale occupa praticamente tutti i giorni Plaza de Armas e le vie circostanti. La sosta per noi turisti è pressoché d'obbligo, così che possiamo rifocillare l'economia locale con svariati acquisti di souvenir per i parenti lontani.
Nel villaggio di Maras si trovano delle stupefacenti saline. Risalenti al periodo degli inca, e tuttora funzionanti, le saline nascono dalla scoperta di un piccolo rivolo che fuoriesce dal fianco di una montagna. L'acqua è calda perché sotto la montagna c'è un vulcano, così che passando da un giacimento di sale lo scioglie portandolo in superficie. Da qui l'uomo ha incanalato l'acqua portandola in migliaia di vasche, che vengono con antica sapienza riempite più volte per far evaporare l'acqua e lasciare sedimentare il prezioso minerale.
Racconta un'antica leggenda che il nome di Ollantaytambo derivi da Ollanta, capo militare della regione e grande amico di Pachacutec, suo alleato durante la guerra contro i Chankas. L'Inca per riconoscenza e gratitudine gli donò il Tambo, ossia il luogo di riposo e di rifornimento. Ollanta, nel frattempo, si innamorò della principessa Curi Cayllor Alegre, sorella dell'Inca, il quale contrario a questa relazione confinò Ollanta a Tambo. Da qui il nome. Poco lontano dalla Plaza de Armas si raggiunge l'ingresso del complesso archeologico dove, nel 1536, si trincerò Manco Inca dopo la sconfitta inflittagli da Pizarro a Saqsaywaman, erigendo l'ultimo baluardo di resistenza contro i colonizzatori. La fortezza è composta da vaste e ripide terrazze, in cima alle quali si erge il tempio. All'epoca della conquista era però ancora in costruzione e, con la fuga di Manco Inca nella selva, alla roccaforte di Vilcabamba, non fu mai ultimato.
Grazie alla competenza di Simon, quanto abbiamo imparato in questo sito archeologico! I muri costruiti con pietre enormi dal perfetto incastro e dalla perpetua resistenza agli eventi naturali più devastanti, grazie al loro esser giunti con degli incastri maschio-femmina e per essere dotati di geniali e avveniristici cuscinetti antisismici. In cima al tempio del Sole, la seduta in pietra del sacerdote che guarda la montagna: a un certo sperone corrisponde il solstizio d'estate, alla cima quello d'inverno; nel mezzo tra loro, quindi, un preciso calendario! E molto altro ancora, tutto a dir poco suggestivo ed interessante.
Ciò che non ho ancora detto è che oggi e domani sarà un po' come fosse una scampagnata: lasciati i bagagli in albergo a Cuzco, siamo in giro con lo stretto necessario per una notte in un semplice zaino. Il motivo è che dobbiamo stare leggeri per poter prendere qui a Ollantaytambo il treno delle 19.04 che costeggerà il Rìo Urubamba nel fondo della El Valle Sagrado.
Nota anche col nome di Machupicchu Pueblo, Aguas Calientes si trova nella profonda El Valle Sagrado del Rìo Urubamba, proprio sotto le antiche rovine del famoso sito di Machupicchu. E' come un'isola, tagliata fuori da tutte le strade, raggiungibile solo in treno, racchiusa fra i dirupi di pietra e l'alta vegetazione della foresta nebulare e divisa da due fiumi impetuosi. L'unico motivo di interesse per sostare qui è la possibilità di arrivare a Machupicchu di buon mattino.
Alla stazione di Aguas Calientes veniamo recuperati e portati a piedi al nostro Hotel El Mapi. Ogni guida rispecchia un po' il luogo in cui la troviamo, ed anche questa sorta di montanaro col bastone di legno non è da meno.
Il vero problema, però, è il programma per l'indomani: sveglia alle ore 03.00 (si, del mattino, tra sei ore circa), alle ore 03.30 ci mettiamo in coda per prendere il bus diretto a Machupicchu, per non perdere il posto torniamo a turno in albergo per fare colazione, entrata nel sito alle ore 06.00, tour di tre ore col montanaro, poi liberi tutti (di morire?).
Date tali premesse, segue una cena veloce in albergo per poi cercare di dormire almeno qualche ora, quasi quasi neanche svestendosi e disfando il letto.
Ah, si giusto, dimenticavo: fuori piove a dirotto ...