Non avendo alcuna notizia da parte di una qualsivoglia nostra guida turistica, sapendo solo a malapena che alle ore otto dovrebbe esserci un'imbarcazione che ci aspetta, facciamo il check out e aspettiamo che qualcosa succeda. L'attesa finisce con l'arrivo di Maria che ci accompagnerà da qui fino ad Arequipa.
La navigazione di un paio d'ore alla Reserva Nacional Islas Ballestas, seppur non offrendo la possibilità di sbarcare sulle isole, garantisce un'esperienza indimenticabile per poter osservare la ricca fauna locale da distanza molto ravvicinata.
La navigazione di un paio d'ore alla Reserva Nacional Islas Ballestas, seppur non offrendo la possibilità di sbarcare sulle isole, garantisce un'esperienza indimenticabile per poter osservare la ricca fauna locale da distanza molto ravvicinata. Nel viaggio di andata, che dura circa trenta minuti, è prevista una sosta in mare per osservare il geoglifo del Candelabro, figura a tre bracci, alta più di m. 150 e larga 50, tracciata sui versanti sabbiosi delle colline costiere. Chi lo ha realizzato? E quando? Circolano molte teorie: un'estensione delle linee di Nazca (che però sono tracciate sul terreno, questo geoglifo è invece scavato per almeno mezzo metro), una guida per la navigazione basata sulla costellazione della Croce del Sud, una rappresentazione della varietà locale di cactus dagli effetti allucinogeni. Chissà.
Qui si possono osservare grandi e rumorose colonie di leoni marini (o otarie che dir si voglia). Gli uccelli più comuni sono il cormorano guanay, la sula variegata e il pellicano del Perù, che si incontrano in colonie di migliaia di esemplari. Si possono anche osservare i pinguini di Humboldt, con un po' di fortuna pure i delfini.
Su alcune isole si vedono gli impianti di estrazione del guano, concime naturale risultante dagli escrementi degli uccelli marini, contenente fosfati e nitrati e largamente usato come fertilizzante. Per esso, tra il 1864 e il 1866 scoppiò pure una guerra tra Spagna, Perù e Cile per il controllo delle isole che producevano questa risorsa a dir poco redditizia. Infatti, ad esempio, intorno al 1850 la Gran Bretagna importava duecentomila tonnellate di guano all'anno per l'attività agricola, dato che ha un'efficacia fertilizzante trenta volte superiore allo sterco di vacca.
Tornati all'albergo per una seconda colazione, giusto per riscaldarci un poco dalla piacevole ma freddolosa navigazione effettuata, partiamo subito col medesimo pullmino e autista fino alla prossima sosta in programma.
Quando, nel percorrere la costa meridionale, il paesaggio diventa se possibile ancora più arido e desolato, ecco spuntare Ica: il miracolo agricolo nel deserto del Perù, che vanta produzioni da record di asparagi, cotone e frutta e rivendica il primato tra le migliori regioni vinicole del paese. La cittadina ha riportato gravi danni nel terremoto del 2007.
Interessante la visita guidata, con degustazione, all'azienda vinicola Bodega Tres Esquinas, che produce il Pisco, acquavite ricavata dalla distillazione senza invecchiamento di vino bianco e rosato. Il pisco più alcolico porta poi i peruviani ad una guida attenta e sicura, testimoniata dalle auto a dir poco intonse (per dovere di cronaca, questo qui giallo è addirittura un taxi).
Quattro chilometri a sud-ovest del centro di Ica è Huacachina, una classica e perfetta oasi nel deserto: le dune di sabbia scolpite dal vento, il lago nel mezzo orlato di palme esotiche e circondato da un gruppetto di eleganti alberghi, le escursioni con le dune buggy, la fatica ad arrampicarsi e la divertente discesa in sandboarding. Pranziamo sulle rive del laghetto dell'oasi, per poi fare due passi sulle dune del deserto.
Chi dice Nazca dice Linee, ed è vero perché senza di esse, e non avendo altre attrattive, la piccola cittadina sarebbe rimasta solo un posto come un altro in mezzo al deserto. Le Linee più famose si trovano nell'altipiano desertico sito ad una ventina di chilometri a nord della città. Per farsi un'idea molto approssimativa di cosa siano, si può approfittare della Torre Metalica Maria Reiche, posta proprio sul bordo della Panamericana Sur, dalla quale si vedono le tre figure dell'Alcatràz / lucertola (la cui coda è tagliata dalla strada), dell'Arbol / albero e delle Manos / mani.
Il Museo Didàctico Antonini, posto nella zona orientale di Nazca, è un museo archeologico che offre una interessante panoramica sulla civiltà e sui siti nazca della zona, con tra l'altro interessanti riproduzioni di tumuli funerari, una pregevole collezione di flauti di Pan in ceramica e un modello in scala delle Linee di Nazca.