Almeno per una volta, oggi non cambieremo paese e albergo, ritornando in serata a Puno dopo un'intera giornata in navigazione.
La guida per oggi e domani si chiama Roger, un omone corpulento e dalla pelle scura che ben rappresenta le caratteristiche fisiche della popolazione tipica di questa parte del Perù.
Il Titicaca, luogo di nascita del sole secondo la mitologia andina e culla di varie culture (pukara, tiwanaku, colla, incas), posto su territorio sia peruviano sia boliviano, è il lago più grande del Sud America (8.300 chilometri quadrati) e il bacino d'acqua navigabile più alto del mondo; occupa la massima depressione di un'ampia fossa tettonica dell'altopiano, ad una quota di m s.l.m. 3.830, circondata in parte dalla ciclopica Cordigliera Real.
Situate solo km. 7 a est di Puno, hanno la particolarità di essere interamente costruite con le totora, canne galleggianti che crescono in abbondanza nelle acque poco profonde del lago. La vita degli Uros - che si sono inventati questo luogo e modo di vivere al fine di sfuggire alle aggressioni dei colla e degli incas - è inestricabilmente legata a questi giunchi, che sono in parte commestibili e vengono impiegati anche per costruire case, barche e oggetti artigianali.
Abitata da migliaia di anni, si trova km. 35 a est di Puno, misura kmq. 7 di superficie ed è vissuta da circa 2.200 persone di origine aymara. Sulle pendici delle colline, si possono ancora vedere antichi terrazzamenti e rovine di epoca inca. L'organizzazione sociale degli abitanti dell'isola è basata sull'ayllu, l'antica forma di comunità rurale risalente ai tempi degli Inca che non prevede la proprietà privata delle terre ma solo quella collettiva, periodicamente distribuita in appezzamenti alle famiglie senza alcuna distinzione. Gli isolani, di lingua quechua, mantengono affascinanti tradizioni artigianali e costumi sociali. Gli uomini indossano cappelli di lana da loro realizzati perché solo loro possono lavorare a maglia. Se il cappello è rosso l'uomo è sposato, se bianco e rosso è celibe, mentre altri colori indicano la posizione sociale. Le donne tessono spesse fasce colorate per i loro mariti, usate per cingere la vita e indossate con camicie bianche di tessuto grezzo e spessi pantaloni neri lunghi fino al polpaccio. Le donne portano vistose gonne a più strati e bluse impreziosite da delicati ricami.
All'Isla Taquile, che tanto mi pare una sorta di isola felice del comunismo (tutto ciò che si fa e si produce viene dato alla comunità, al sindaco, che poi restituisce in beni e servizi), pranziamo con una squisita zuppa di quinoa e una trota del lago. A seguire, dimostrazione di come si ricava il sapone dalla pianta della saponaria e balli tipici.
Dopo questa bellissima e piena giornata, non ci resta che tornare nel tardo pomeriggio a Puno e all'Hotel Josè Antonio, giusto in tempo per me a sentire i primi problemi dell'altitudine con la mancata digestione del pranzo (tutto si rallenta con meno ossigeno), cosa che mi lascerà un po' in panne fino a tutta la giornata di domani.