Eccoci giunti al fatidico giorno in cui verremo prelevati da una prima guida peruviana, per intraprendere il tour organizzato di una dozzina di giorni in giro per il Perù. Facciamo pure conoscenza con i carissimi Federica e Luca, coi quali staremo insieme fino alla fine, vivendo un bel po' di avventure e disavventure.
Il Museo Rafael Larco Herrera, ospitato in un palazzo settecentesco un tempo residenza del vicerè, conserva una delle più cospicue e meglio presentate collezioni di ceramiche. Fondato nel 1926 dall'appassionato collezionista di oggetti precolombiani di cui porta il nome, il museo custodisce, oltre ad ori e gioielli, una raccolta di oltre cinquantamila manufatti ceramici appartenenti alle culture cupisnique, chimù, chancay, nazca e inca.
Fondamentale questa visita con Luis, la guida, perché scopriamo la vera e propria cultura e storia peruviana, che non è proprio e solo quella dei classici libri di storia scritti nella versione dei conquistatori spagnoli. Questo ci serve per costruirci nuovi occhi, coi quali comprendere al meglio tutto ciò che vedremo e impareremo nei prossimi giorni.
Il resto della mattinata è tutto scombussolato dallo sciopero degli insegnanti, che ha portato la polizia a chiudere Plaza de Armas e dintorni, impedendoci la visita alla cattedrale e quant'altro in programma (che comunque abbiamo sbirciato ieri di nostra iniziativa). Luis, però, un posto di blocco riesce comunque a superarlo.
Casa Aliaga, situata in posizione appartata in una via laterale accanto all'ufficio postale, fu edificata su un terreno assegnato nel 1535 a Jerònimo de Aliaga, uno dei seguaci di Pizarro, i cui discendenti vi abitano da sedici generazioni. Vista da fuori non sembra niente di speciale, ma gli interni sono incantevoli, con mobili d'epoca e superfici piastrellate.
Lo sciopero ha altresì impedito a Maria, la guida dei prossimi giorni, di raggiungerci qui in città; ci aspetta alla prossima tappa, così che il viaggio lo affronteremo noi cinque in compagnia dell'impenetrabile autista Juan e del suo pullmino Hyundai H1.
Selvaggia e solitaria, la costa meridionale del Perù - che discendiamo con la famosa Panamericana Sur - ci incanta in un continuo alternarsi di dune di sabbia, oasi verdi in mezzo al deserto, villaggi turistici e di pescatori, antichi geoglifi e spazi aperti e incontaminati. E' un territorio arido e desolato, stretto tra le Ande e l'Oceano Pacifico, dove la vita sboccia solo nelle fertili valli fluviali che producono vino, frutta e verdura, offrendoci così un effimero sollievo dall'inesorabile susseguirsi di paesaggi bruni e spogli.
Il Distretto di Asia, che attraversiamo dopo essere usciti da Lima un'oretta fa, è una nebulosa area commerciale che comprende decine di spiagge, migliaia di costose case per le vacanze e il centro commerciale El Sur Plaza Boulevard, nel quale ci fermiamo per lo squisito pranzo con pollo saltado al Ristorante El Piloto.
Lungo il tragitto, un po' di folklore automobilistico peruviano: camion che fanno inversione in autostrada o che percorrono contromano la corsia di emergenza, carretti che a bordo autostrada fanno carico e scarico merci e via dicendo. Con tutto questo, siamo però noi a prendere una multa perché chi nei posti dietro non ha allacciato il cinturon di sicurezza.
A sud di Pisco, il villaggio principale della penisola di Paracas - spesso erroneamente chiamato proprio Paracas - è El Chaco, niente di più che il punto di partenza per le Islas Ballestas e la Reserva Nacional de Paracas, con condomini, hotel di lusso, il porto turistico e l'aeroporto internazionale. Credo che nella questione del nome sbagliato ci sono cascato pure io, pensando che i caratteristici, coloratissimi, numerosissimi, simpaticissimi e sguscianti taxi a tre ruote fossero nella città di Paracas!
Giungiamo già col buio all'Hotel La Hacienda Bahia de Paracas, di gran lusso: camere enormi con balconcino privato che da accesso ad una vasta zona piscine con palme e ponticelli, che a sua volta prospetta sulla spiaggia privata in riva all'Oceano Pacifico; un bel ristorante, un bar e da qualche parte pure la spa.