La guida Roger, oggi ancora con noi, è implacabile: ci vuole tutti sul pullmino alle ore 06.30, così che nelle nostre prossime mete anticipiamo l'orda barbarica degli altri turisti. Nonostante alcuni malumori, col senno di poi è comunque giusto ringraziare quest'omone per come ci sta seguendo nelle nostre disavventure.
Coi miei problemi di digestione sarò oggi poco presente e attivo, ma porto comunque a casa dei bei ricordi.
Nel placido villaggio di Pucarà, vicino alla chiesa, si trova il Museo Lìtico Pucarà, dove è esposta un'interessante collezione di monoliti antropomorfi provenienti dal sito preincaico di Kalasaya. Le rovine, situate in posizione elevata rispetto al centro abitato, si raggiungono con una breve passeggiata lungo la stessa strada del museo che parte dalla piazza principale.
In un paesaggio a dir poco suggestivo, con una donna che conduce il suo lama seguendo i quasi unici binari peruviani di una ferrovia, completamente fuori dal mondo visto che neppure i telefonini hanno campo, a poche centinaia di metri dal raggiungere il passo Abra la Raya a m. 4.338 d'altitudine ... ci fermiamo in coda. Eh no è, che diavolo c'è che non va di nuovo in questo viaggio? Gli insegnanti scioperanti! Ancora? Ma, soprattutto, qui nel nulla? Ebbene si, sono là avanti che bruciano copertoni, bloccando il traffico già lungo di qualche chilometro. Ma non è possibile!
Il sequestro dura un paio d'ore, pagando pure pegno con l'imbrattamento del nostro pullmino. Roger trova questo più o meno normale - portiamo in giro il loro messaggio, poi con acqua e spugna va via tutto - mentre un po' perplesso viene informato che a casa nostra ciò potrebbe condurre a un omicidio giustificato! Esagero giusto per sdrammatizzare un poco, visto che con tutto quel ben di Dio che c'era al buffet del Feliphon Restaurant di San Pablo non ho toccato praticamente nulla se non dell'insulso riso in bianco.
Belle, a dir poco interessanti ma decisamente un po' troppo di corsa le prossime due mete. Ma gli scioperanti hanno fatto saltare i piani di Roger che ora deve farci correre - con noi pure il pullmino che raggiunge velocità preoccupanti nonostante i suoi scricchiolii e lo stato impietoso delle strade - per poter restare davanti a tutti gli altri e gustarci in santa pace le bellezze turistiche peruviane di questa zona.
Il piccolo villaggio di Raqchi è circondato dalle rovina inca del Templo de Viracocha, uno dei luoghi sacri più venerati di tutto l'impero inca. Il tetto originario, il più grande di cui si abbia notizia, era sostenuto da 22 colonne fatte di blocchi di pietra. Sono visibili anche i resti di molte case e di numerosi edifici cilindrici, detti collcas, adibiti a granai e magazzini.
Il grazioso villaggio andino di Andahuaylillas è famoso soprattutto per il Templo de San Pedro Apòstol, risalente al sec. XVII. La facciata è molto semplice con la balconata sopra la porta centrale, il campanile sulla destra e lo sfondato completamente affrescato con motivi religiosi. L'interno barocco nasconde tesori d'arte di notevole valore, opere in parte di autori indios anonimi: le pareti e il soffitto con affreschi risalenti alla fine del 1700; le tele del 1800 raffiguranti la vita di San Pietro; gli altari in legno di cedro dorato.
La giornata termina nella camera dell'Hotel Sonesta di Cuzco. Per me sarà un andare subito a letto saltando la cena. Però, a notte fonda, risolvo il mio problema: Coca Cola e rutto libero! Poi, mai stato meglio di così!