Cosa sono le Linee di Nazca? Un grande mistero irrisolto! Qualcosa però la sappiamo. Sparse su una superficie di oltre kmq. 500 di arida pianura rocciosa nella Pampa Colorada, sono formate da più di 800 linee rette, 300 figure geometriche (geoglifi) e 70 disegni di animali e piante (biomorfi). Vennero documentate per la prima volta dallo scienziato nordamericano Paul Kosok nel 1939, studiate per quasi tutta la sua vita dalla matematica tedesca Maria Reiche (1903-1998), dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1994. I disegni sono stati realizzati con una sola e unica linea continua, disegnata spostando i sassi superficiali scuriti dal sole a ammucchiandoli ai lati delle linee per lasciare così scoperto il terreno sottostante, più chiaro e polveroso. Le forme più complesse sono le figure di animali: l'Alcatràz / lucertola lunga m. 180, la Mono / scimmia con la coda arrotolata a spirale, il Condor con un'apertura alare di m. 130. E ancora: la Ballena / balena, il Perro / cane, il Colibrì, l'Araña / ragno, l'Arbol / albero, le Manos / mani e molto altro ancora. Sul fianco di un'altura, invece, trova posto una particolare figura umana con la testa da gufo, soprannominata l'Astronauta per via della forma tondeggiante del capo, anche se in realtà molti propendono a credere che si tratti di un sacerdote. Maria Reiche ipotizzò che fossero state realizzate dalle civiltà paracas e nazca tra il 900 a.C. e il 600 d.C., con qualche aggiunta successiva da parte dei wari, arrivati dagli altopiani nel corso del sec. VII. La studiosa riteneva che le linee rappresentassero un calendario astronomico concepito per l'agricoltura e che fossero state tracciate con lunghe corde e servendosi di sofisticati calcoli matematici. Tuttavia, i pochi allineamenti individuati tra esse e gli astri non furono sufficienti a convincere gli accademici di questa teoria. Il documentarista Tony Morrison avanzò l'ipotesi che le linee potessero essere dei percorsi di collegamento tra gli huacas, i siti di valenza rituale. Tanto per sorridere: Jim Woodman crede che i nazca sono stati in grado di costruire dei palloni aerostatici; George Von Breunig crede nell'ipotesi di una pista da corsa. Una teoria più realistica è invece quella dell'antropologo Johann Reinhard, il quale riteneva che le linee fossero legate al culto della montagna, della fertilità e dell'acqua.
Quale il modo migliore di vederle per scoprire il loro mistero? La torre metallica l'abbiamo già usata ieri, altro? Si! No, non la scaletta della Maria Reiche. ma il Cessna Grand Caravan della Aerodiana, pilotato dal corpulento e baffuto Comandante Pedro. Per poter iniziare il sorvolo, però, dobbiamo attendere, dalle sette e qualcosa fino alle undici e qualcosa del mattino, le migliori condizioni meteo e di visibilità. Il viaggio in Perù lo ricorderemo per le attese, ma questo ne è solo un assaggio.
Tutto accade come in un aeroporto serio: si va al banco del check in per pesare i passeggeri (!), si attende, si passano i metal detector e si attende ai gates (ben in numero di due) che ti chiamano e ti portano a piedi lungo la pista fino al tuo velivolo. Al che presentazione dell'equipaggio e di cosa accadrà in volo e foto di rito (sia mai che non torni).
Bene, eccoci a bordo, cosa ci attende ora? Prima di scoprirlo, un consiglio: individuare dove sta il sacchetto per il vomito. Il volo è pressoché normale e tranquillo, fino a che Pedro non incomincia a urlare cose del genere "Araña, Araña, alla derecha Araña", al che inclina di quarantacinque gradi il suo Caravan per farti vedere il ragno fatto incidere sul deserto da qualche simpatico sacerdote che doveva pur tirare sera in qualche modo.
Avendo due file di turisti, una per ogni lato del velivolo, questo inclinarsi avviene due volte per ciascuna delle dodici figure previste nel programma di volo (Ballena, Trapezoides, Astronauta, Mono, Perro, Condor, Araña, Colibrì, Alcatraz, Loro, Manos, Arbol). Una volta a terra, i baffoni sorridenti e il pollice alzato di Pedro si girano verso i suoi ospiti, che ricambiano con lo sguardo perso, il volto in varie tonalità di verde e qualche sacchetto debitamente riempito.
Riprendiamo coscienza e la Panamericana Sur per incominciare una guidata, sempre con l'impenetrabile Juan, di una decina di ore che ci porterà ad Arequipa; sosta a Chala per un buon pranzo in riva all'Oceano Pacifico, il quale oggi, sotto un cielo a dir poco cupo, è decisamente inquieto con onde altissime che si infrangono sulla spiaggia.
Già sappiamo da Maria che giusto a metà del tragitto c'è una interruzione della strada dovuta a frane per un recente terremoto; nessun problema, però, il traffico può passare dalle ore diciotto e noi, trenta minuti prima, siamo già ad Atico, incastrati in una colonna di automezzi lunga almeno una ventina di chilometri.
I due passi alla ricerca di un bagno ci portano da una signora non poco impaurita: poche decine di minuti prima c'è stata una scossa di terremoto! In marcia sul nostro Hyundai non lo abbiamo mica percepito, ma il nostro pensiero va subito a quel cielo cupo e alle onde altissime che tanto abbiamo ammirato e che magari erano una sorta di tsunami.
Con le ore diciotto arriva pure la camionetta della polizia: l'altoparlante avvisa che l'apertura della strada è ritardata di un'ora.
Con le ore diciannove arriva pure la camionetta della polizia: l'altoparlante avvisa che l'apertura della strada è ritardata di un paio di ore.
Con le ore ventuno arriva pure ... neanche un'anima viva ad aggiornare la ancora più lunga colonna in attesa.
Delle varie soluzioni che si prospettano - passiamo la notte sul pulmino che tanto ormai siamo qui incastrati da non sappiamo più quante ore, prendiamo una camera in quell'alberghetto per tirare mattino e capire il da farsi - alla fin fine dobbiamo seguire le indicazioni della Lima Tour: dato che non è certo se e quando riaprirà la strada (purtroppo c'è stata pure una vittima), bisogna per forza di cose tornare indietro.
Ma tornare indietro fino a dove? Per intanto a Nazca, dove alle due di notte - dopo essere stati fermati ancora dalla polizia! - rientriamo nelle nostre camere dell'Hotel Nazca Lines.