Oggi noi tre avventurieri incominciamo a fare un po' più seriamente i turisti, seppure il vero e proprio tour organizzato inizierà l'indomani.
Col taxi - ci domandiamo come possa essere così pulito e immacolato visto il caos assurdo che deve affrontare ogni giorno - ci portiamo a Plaza de Armas, il centro storico di Lima. Scartiamo il bus turistico decapottabile, che c'è solo a la tarda.
La Lima di Francisco Pizarro (1535) sorse su antichi insediamenti delle culture lima, wari, ichsma e inca. Nel sec. XVIII il semplice villaggio di adobe e legno si era già trasformato nella capitale da dove salpavano per l'Europa le flotte cariche d'oro. La città ha poi vissuto devastanti terremoti (1746 e 1940), ricostruzioni impreziosite da opere barocche e viali di stampo parigino, la guerra col Cile (1879-83), incrementi esponenziali degli abitanti con problemi di baraccopoli, criminalità e terrorismo. Importanti riqualificazioni hanno reso la città odierna più bella, vivace e sicura.
Il centro storico e commerciale si estende sulla sponda meridionale del Rio Rimac ed ha come fulcro Plaza de Armas, vasto spazio di m. 140 di lato che era il cuore della Lima di Pizarro. Degli edifici originari non resta più nulla, se non la fontana bronzea del 1650, così come pure nelle vie adiacenti restano pochissime dimore coloniali, demolite nelle varie fasi di espansione o dai terremoti.
La Catedral sorge laddove Pizarro edificò nel 1535 la prima chiesa cittadina. Pur conservando la facciata barocca, l'edificio venne ricostruito più volte (1551, 1622, 1687, 1746 e 1940). Alla fine del sec. XVIII l'imperante gusto neoclassico fece si che l'interno venisse spogliato delle elaborate decorazioni barocche. Ha varie cappelle con altari dagli stili più diversi, un ricercato coro ligneo rococò e custodisce le spoglie di Pizarro.
Il lato nord-orientale della piazza è occupato dal Palacio de Gobierno, edificio barocco eretto nel 1937 quale residenza del presidente del Perù. Tutti i giorni a mezzogiorno si svolge la cerimonia del cambio della guardia, sempre in alta uniforme, con tanto di passo dell'oca al rallentatore e solenne accompagnamento musicale della banda di ottoni, che suona "El Còndor Pasa" adattato a marcia militare.
La prima messa in latino di Lima fu celebrata nel 1534 proprio dove oggi sorge l'Iglesia de la Merced, edificata successivamente nel 1541. L'attuale edificio risale al sec. XVIII ed è caratterizzato dall'imponente facciata in granito in stile churrigueresque, estremamente elaborato e tipico del tardo barocco spagnolo. Ai lati della navata, magnifici altari barocchi e rinascimentali, alcuni interamente scolpiti nel mogano.
Jiròn de la Uniòn collega Plaza de Armas con Plaza San Martin, rinata negli ultimi anni con la risistemazione del parco e il restauro dei circostanti edifici in stile beaux arts. Prende il nome dal liberatore del Perù, José de San Martin, la cui statua equestre campeggia al centro; alla base la scultura bronzea della Madre Patria, dotata in capo di un lama, anziché della prevista corona di fiamme, per equivoci linguistici (llama significa sia lama che fiamma e lo scultore capì male).
A Plaza San Martin il primo dei nostri incontri con lo sciopero degli insegnanti.
L'Iglesia de Santo Domingo e il suo vasto monastero formano uno dei più significativi complessi religiosi della città, costruiti su un terreno assegnato al frate domenicano Vicente de Valverde, che accompagnò Pizarro durante tutta la campagna di conquista, svolgendo pure un ruolo decisivo nella decisione di giustiziare Atahualpa, il sovrano inca catturato dagli spagnoli. L'edificio venne costruito nel sec. XVI e poi più volte rimaneggiato.
Una cosa che certo mi par strana a diecimila chilometri da casa è scrutare tra la folla l'altro fratello Fausto che ci raggiunge insieme a Mercedes e a Jordan. I due sono arrivati dall'Italia con un giorno di anticipo rispetto e noi; ritorneremo quasi simultaneamente. Per dar vita al programma che ci hanno riservato, dobbiamo prima contrattare per un taxi, sul quale saliremo tutti e sei oltre l'autista. No, non è un pullmino, è una famigliare media giapponese, ma con le signore in braccio ai consorti ci stiamo, un po' accalcati ma ci stiamo.
E' giunto il momento di salutarci e separarci, non prima di dimenticare in mano a Fausto, causa concitazione del momento, il mio zaino, così che con un inseguimento tra taxi ci ritroviamo poco dopo fermi a un semaforo per il necessario scambio.
Una cena frugale in un bar e poi via a letto presto nel nostro Hotel San Agustin Exclusive, che domani si incomincia a fare sul serio.