Posso dire con certezza, sia dal punto di vista peruviano che europeo, che l'arrivo all'Aeroporto di Lima accade in data sette agosto duemiladiciassette. Da qui in poi, i momenti vissuti avranno il fuso orario di sette ore in meno rispetto a casa.
Il primo impatto con Lima, alle cinque e qualcosa del mattino, è con una città già a dir poco sveglia nel suo traffico caotico e rumoroso fatto di auto sgarruppate e bus stracolmi. La prima della lunga serie di guide che avremo durerà solo il tragitto fino all'hotel, ma verrà ricordata per il pretendere che le persone sedute con lei sul pullmino siano abbastanza lucide da dettarle numeri di prenotazioni, ascoltare le istruzioni per tutte e due le settimane, prendere i necessari appunti. Prego, alzi la mano chi ricorda qualcosa di tutto questo. Nessuno? Ma come mai!
Lasciate due ragazze al loro albergo (le ritroveremo più tardi a Puno), restiamo solo noi tre da portare all'Hotel San Agustin Exclusive nel quartiere di Miraflores, il più occidentale e sicuro tra quelli della capitale. Non avendo una camera pronta, mi accampo nella hall dell'albergo tirando le nove dormendo su un comodo divano, guarda caso proprio quello sottostante il cartello "zona sicura in caso di terremoto". Gli altri miei compagni di viaggio, non facendo questo riposino, pagheranno il jet lag a partire dal tardo pomeriggio.
Eccoci qui a fare due passi in cerca di una colazione e di uno sportello per cambiare un po' di euro nei locali sol.
Miraflores è il quartiere pulsante e moderno della città, una zona piena di ristoranti, negozi, locali notturni, parchi e giardini che si affacciano sull'Oceano Pacifico dall'alto di imponenti scogliere. La passeggiata nei bei giardini del lungomare parte da un moderno centro commerciale e prosegue nel parco dell'amore e infine al faro bianconero della marina. Certo che fa un po' strano pensare che quelle onde sono dell'Oceano Pacifico, quindi bagnano le coste di un Giappone o di una Australia, non quelle più casalinghe di un Oceano Atlantico francese.
A pranzo - pollo arrosto, piña colada virgin e il primo di tanti incontri col pisco sour - e nel pomeriggio ci tengono piacevolmente compagnia Laura, Arabel e Camila, conoscenti di Marzia, con le quali scendiamo in riva al mare a curiosare tra i surfisti e a spaventarci cercando di capire se il cartello tsunami indica la giusta via di evacuazione o se è stato erroneamente girato da qualche burlone.