Già da ieri era comunque chiaro che il tornare indietro implicava non solo la sosta notturna a Nazca ma pure le restanti otto ore per raggiungere l'Aeroporto di Lima. Da qui, un volo ci porterà ad Arequipa, la cui visita è ormai saltata. Aggiungerei con gran peccato, perché a leggere le guide turistiche ha un bel centro storico alla pari di Cuzco.
Dobbiamo farcene una ragione, non ci sono alternative purtroppo, il tentare di riprendere la nostra strada non ha senso perché pare sia saltata la programmazione degli orari di apertura, c'è una lunga coda da smaltire e il timore di nuove scosse di terremoto.
Giunti a Lima, salutati Maria e l'impenetrabile Juan col suo Hyundai H1, siamo nelle mani di Rodrigo, col quale battibecchiamo non poco per alcune questioni economiche sugli imprevisti biglietti aerei. Comunque il tutto si risolve più o meno al meglio e, dopo essere sopravvissuti ad un caotico imbarco (centinaia di persone accalcate, bus mancanti per raggiungere l'aereo, lamentele e spintonamenti vari) riusciamo a salire sul nostro volo.
Eccoci ad Arequipa: sono passate le ore ventidue e il fresco dei m. 2.335 d'altitudine si fa ben sentire. Una gentile guida, mentre cerca di spiegarci cosa potremmo vedere nel buio pesto, come il vulcano El Misti di m. 5.822 d'altezza, ci accompagna all'Hotel El Cabildo, dove resteremo giusto solo il tempo per qualche ora di meritato riposo.