Poche persone hanno il privilegio dell'originalità (che nel nostro caso sconfina con la stramberia) e Luigino era sicuramente di quella categoria. Figlio preferito della sua mamma, solita dire "Luigino cocco mio", era il bersaglio preferito mio e di mio fratelli che traevamo spunto da quella miniera inesauribile di stravaganze che lui coltivava: dalla autoproclamazione di inventore del disco volante alla decantazione del vino del Kin (una pessima bettola che probabilmente mischiava il vino con il petrolio), dal culto dei granchi degli scogli di Pegli ai mezzi pomodori con il sale mangiati a tutte le ore, alle maledizioni nei confronti delle sorelle. Basti pensare che nel pieno della seconda guerra mondiale pensò bene di recarsi liberamente in Germania, dove gli altri venivano deportati, per avviarsi alla improbabile carriera di regista cinematografico.
Chi invece non si divertiva per nulla era mio padre che per trovargli un lavoro. cui Luigino era refrattario, provò ad assumerlo ma dati i comportamenti per lui inaccettabili dovette alla fine licenziarlo.