Suono…spazio…emozione…relazione…parola
(Chi ha detto che un sordo non possa fare Musica?)
Suonando in concerto a Cornaredo:
Un concerto
attraverso sintonie di suoni e ritmi
genera una sorta di magia.
Onde sonore, invisibili ma reali,
spiccano il volo per trovare altri esseri da toccare e trasportare in brividi
che suscitano ricordi indelebili.
I pensieri, di chi giostra sullo strumento, viaggiano nella sala per muovere
altre emozioni silenziose, ma fortissime.
Sintonie di gesti creano una comunione fra anime in ruoli diversi
per esplodere in un'unica ovazione per il piacere del bello.
Giochi nascosti per il piacere di stare insieme in un ascolto reciproco,
sostenendosi e accompagnandosi l'uno e l'altro in tutte le emozioni momentanee.
Nascono le sorprese, senza che nessuno se ne accorga.... un piacere nell'aria....
Daniele Gambini
Sono le mie riflessioni dopo l’esperienza del concerto che ho eseguito a Cornaredo presso l’auditorium “La Filanda” il 9 Aprile 2014 per la manifestazione di “SuperMilano 2014”
La magia dei suoni porta l’essere umano all’ascolto, che è una “forma di percezione” di cui una persona può disporre per volgere il proprio sguardo dall’esterno all’interno di sé stessi e viceversa. In entrambi i sensi si penetra la realtà che si sta vivendo in un determinato momento e, il calarsi in essa, ci rivela l’esistenza di una relazione fra soggetti con un proprio vissuto emotivo. La musica è il canale privilegiato della comunicazione, per quella sorta di magia che si genera quando si suona. Il mondo dei suoni mette a nudo le nostre percezioni, che ci conducono alla conoscenza di alcuni nostri lati. La musica ci trasporta in un viaggio misterioso che, oltre a rapirci i sensi, provoca in noi dei cambiamenti e delle trasformazioni. Il viaggio non finisce mai e non ritorna mai nel punto da cui siamo partiti ed apporta alla nostra profondità consapevolezze sia fisiche che mentali rendendoci più completi.
Uno spazio ci circonda mostrandoci diverse prospettive e diverse modalità di ascolto. Siamo coinvolti per apprezzarne le segrete armonie, a volte consciamente, altre volte inconsapevolmente. Un luogo contiene recondite energie che attraversano la nostra pelle se ci lasciamo coinvolgere da ciò che accade. Da ognuno di noi nasce una partecipazione che non sempre è dato sapere all’altro, perché parte dalle nostre più intime unità. Tutto ci tocca passando da una posizione di primo piano ad un’altra e ci trasporta in un viaggio che appartiene alla nostra sensibilità corporea, fisica e allo stesso tempo mentale. Nascono le emozioni, che si sentono ma non si odono, come un mistero che si svela lentamente per abbracciarci nella pienezza del nostro essere presente. Percepiamo energie, come delle risonanze che si attraggono o si respingono, e che ci rendono vivi per come le assorbiamo, perché prendiamo coscienza di noi stessi. Diveniamo memoria attraverso le emozioni catturate dentro di noi.
La musica ha il grande potere di condizionare la realtà circostante. Ogni concerto che ho fatto me ne ha dato prova; le mie emozioni si trasmettono partendo dal cuore e, passando dalle mani, sullo strumento. Emozioni che viaggiano in uno spazio, ma quanto ne siamo coscienti? Mentre la musica scorre sotto le dita, la mente si muove nel gioco di immagini di suoni. E' la pienezza resa concreta per un musicista. Una forza interna si muove per emergere in superficie, giocando sulla consapevolezza e padronanza del sé, che scaturisce da un movimento. SIAMO POTENTI.
Il suono è gesto; il gesto è corpo e corpo è ascolto. Solo con l'ascolto ci rendiamo attenti a noi e agli altri. L'ascolto diventa una lettura profonda dell'evento che è il risultato di un percepire interiore. Tutto parte da noi e tutto ritorna a noi. Ascolto del gesto è solidità e stabilità interiore.
La musica sensualizza lo spazio e i musicisti devono avere la consapevolezza di quello che suonano. La musica comunica attraverso il tempo nello spazio, ed è indipendente dal musicista il tempo di percorrenza per giungere agli altri. È la musica stessa, che esce dal musicista, a prendere il largo. Il musicista agisce con l’emozione ed è per questo che lo spazio viene sensualizzato da ciò che il musicista vuole trasmettere.
La memoria del tempo e del fraseggio musicale ci conduce all'interiorizzazione di eventi ed emozioni che tramandano messaggi su messaggi, attraverso una comunicazione sensuale che parte ancor prima dal cuore di colui che scrive, per giungere, dallo spartito, dai suoni e dalla loro intepretazione, al nostro prossimo che vuole ascoltare.
La musica è prima di tutto emozione e rappresenta l’essere in divenire, l’evoluzione e lo specchio dell’anima di chi scrive; vive dentro e fuori di essa. La musica non si può ingannare perché inganneremmo noi stessi ed essa è un dono sincero dell’artista.
Daniele Gambini