Che l’anno scolastico appena concluso dovesse essere un anno speciale, noi ragazzi di quinta della Scuola Primaria di Classe lo sapevamo già. Siamo una scuola “Senza Zaino” e in queste scuole ai ragazzi dell’ultimo anno spettano un sacco di impegni e compiti.
Insomma, tutti noi, non vedevamo l’ora di essere in quinta...in pratica lo sognavamo.
L’anno é iniziato bene...con tanta energia e tantissimi progetti da attuare e ampliare. La festa di Natale era venuta bene; a gennaio era venuto il Sindaco nella nostra scuola e noi avevamo spiegato cosa era e come funzionava la nostra scuola. Il CRA (Comitato Rappresentanti Alunni) in quell’occasione aveva fatto un “figurone” e noi eravamo pronti e “carichi a molla” per il nostro Carnevale...e poi...é arrivato il Coronavirus, ed é cambiato tutto!
La nostra scuola era tutta addobbata per il Carnevale con cartelloni in ogni porta, maschere appese alle finestre, avevamo lavorato tantissimo per organizzare tutti i laboratori e tutto si é fermato così..., un po’ come nella fiaba della “Bella addormentata”.
All’inizio sembrava una vacanza, una festa…ammettiamolo, ma poi ci siamo resi conto che qualcosa di strano, di diverso stava succedendo. La televisione cominciava a parlare sempre più spesso di “pandemia” e la parola “Coronavirus” era la parola più cercata su internet. Così abbiamo cercato di capire cosa fosse una pandemia...con la parola pandemia si indica una malattia che si manifesta nello stesso luogo e nello stesso tempo in un gran numero di persone, e abbiamo scoperto che l’unico modo per fermarla era collaborare rispettando le regole che ci erano state date, ma soprattutto rispettando tutte le persone che in quel primo periodo stavano lavorando per tutti noi: medici, infermieri, volontari, cassiere dei supermercati, ecc... Nel mese di marzo abbiamo capito che il problema era veramente serio e che c’era poco da scherzare e che anche noi dovevamo farci vedere pronti a combattere questo “piccolo mostriciattolo “dal divano di casa nostra.
E.… poi é iniziata la DAD (ovvero la didattica a distanza); chi l’avrebbe mai detto che saremmo stati contenti di far lezione e di vedere le nostre maestre dallo schermo del pc o del tablet o del telefonino?!
Certo... la scuola é meglio!
A scuola stai insieme, ti puoi tenere per mano, urlare e giocare, correre nel nostro giardino grandissimo, entrare in aula e salutare...sentire il suono della campanella.
Ma almeno con la DAD ci potevamo vedere per alcuni momenti della giornata e poi così le giornate hanno ripreso di nuovo un ritmo. Siamo stati tutti coraggiosi e ci siamo buttati in questa nuovissima avventura tutti con entusiasmo...noi con le nostre famiglie, le “mamme rappresentanti” nel far da tramite fra le famiglie e le insegnanti e le maestre che “dovevano imparare” a far lezione in quel nuovo modo. Ma siamo stati fiduciosi e responsabili e siamo partiti per questo viaggio inaspettato.
Per prima cosa ci siamo dati delle IPU (cioè dell’istruzione per l’uso) per come comportarsi durante le videoconferenze...(per esempio come usare il microfono, quando scrivere nella chat, ecc…) poi le nostre maestre ci hanno fatto un discorso sulla responsabilità e ci hanno fatto sentire grandi, infine ci hanno consigliato di tenere un “diario” di questo periodo “sospeso” e di organizzare la nostra giornata con un planning per far sì che il tempo avesse un senso.
Solo che le giornate si sono capovolte, perché le lezioni le facevamo al pomeriggio per lasciare i dispositivi a chi aveva i fratelli che facevo le medie o le superiori o i genitori che lavoravano da remoto. Così, al mattino molti di noi si svegliavano più tardi...e questo non male! Noi delle classi quinte abbiamo fatto lezione tutti i giorni dal lunedì al sabato e per due volte la settimana facevamo “l’agorá” (cioè un momento di condivisione e di conversazione). Anche le altre classi della nostra scuola hanno fatto tutte queste cose, perché i nostri rappresentanti si sono riuniti in una riunione in meet e si sono confrontati su cosa si stava facendo nelle varie classi.
La DAD ci ha offerto, l’opportunità di continuare ad imparare, di vedere i compagni e le maestre tutelando la nostra salute, di saper usare meglio i dispositivi tecnologici, di sperimentare nuovi modi di imparare e anche alle maestre di insegnare in un modo diverso. Però la DAD ha anche degli svantaggi: non poter stare insieme e imparare aiutandoci, imparare i nuovi tempi per interagire fra di noi, il tempo per la lezione era ridotto, stare fermi e attenti davanti ad uno schermo é difficile, la connessione scarsa che non ti faceva capire bene. Tutte le maestre hanno cercato di rendere il più possibile piacevole questo nuovo modo di fare scuola...ma rimane un desiderio per tutti: TORNARE A SCUOLA IN PRESENZA A SETTEMBRE!
Ma soprattutto in questo periodo abbiamo imparato a non dare nulla per scontato, di quanto può essere bello decidere di uscire...così per fare una passeggiata, che i nostri genitori pur avendo deciso di fare un’altra professione si sono improvvisati maestri e sono stati molto bravi, decisamente senza di loro non ce l’avremmo fatta, lo sa bene soprattutto chi aveva i fratelli piccoli i cui genitori tutte le volte dovevano partecipare alle lezioni con loro per aiutarli, noi di quinta invece ci siamo dimostrati molto autonomi.
Abbiamo unito le forze, messo a frutto le nuove idee e gli sforzi di tutti e ce l’abbiamo messa tutta, ne abbiamo fatto tesoro, insomma abbiamo fatto squadra ci siamo sostenuti perché siamo una comunità; perché scuola è COMUNITÀ.
Non ci siamo fatti mancare nulla... e così il 20 maggio abbiamo fatto anche la GDR (ovvero la Giornata della Responsabilità) o anche chiamato Senza Zaino Day; in questa giornata di solito tutti noi facciamo sì che i valori del Senza Zaino (Ospitalità, Responsabilità e Comunità) si applichino in un progetto che ha come slogan “ Seminiamo il futuro di parole gentili“ e nonostante il lockdown siamo riusciti a festeggiare e a vivere questa bella esperienza; chi facendo un aperitivo a distanza, chi raccontando un gesto gentile fatto in famiglia, chi facendo un “tea party” (sempre a distanza) chi guardando dei video costruiti con l’aiuto dei genitori, chi costruendo un grande puzzle (sempre di parole gentili) da unire insieme a settembre...insomma la fantasia non ci è mancata e il risultato è stato fantastico.
Inoltre, le maestre, a “noi quinte” ci hanno fatto una sorpresa... l’ultimo giorno di lezione ci hanno salutato in modo molto speciale e commuovente. Venerdì 5 giugno tutta la scuola si è collegata via meet con noi, eravamo collegati quasi in duecento persone, c’era persino il Preside!
Poi, ogni rappresentante delle altre classi ci ha letto un saluto e un augurio per il nostro nuovo percorso scolastico, infine anche noi ci siamo salutati e i nostri genitori ci hanno consegnato il diploma; è stato un momento bellissimo e molto commoventemente.
Di sicuro, nessuno di noi, avrebbe mai pensato di concludere questo quinquennio così...ma di sicuro porteremo con noi il desiderio di “essere a scuola”, perché essere scuola vuol dire far parte di una comunità.
A scuola non solo si impara e si cresce. Si diventa persone adulte. Ci si confronta, si dibatte, ci si diverte, anche, certo!
La scuola intesa come comunità è uno scambio, è uno dei pilastri, forse il primo, di una società civile e lungimirante: è abitata da giovani, poiché noi siamo la speranza e il futuro. Non ci può essere conoscenza senza scambio di idee, non ci può essere dialogo senza interazione fisica.
Le nostre maestre nel video messaggio di saluto che ci hanno dedicato queste parole: “In questi anni siete stati molto preziosi per noi, ci siete stati affidati e noi vi abbiamo curato e amato. Quando ci sentiamo protetti, rispettati e sostenuti ci invade la certezza di poter realizzare qualsiasi sogno. Perché saperci amati ci mette le ali...poiché le ali delle persone sono le parole...”
...A Tayuan, in Cina, il paese che per primo ha conosciuto i disastri di questo virus, i bambini, a scuola indossano delle grandi ali azzurre sulla schiena, come uno zainetto, così “l’apertura alare” obbliga a un distanziamento sociale di sicurezza... ecco anche a noi servono e vorremmo un altro paio di “ali” per tornare a volare verso le vette alte della …conoscenza.
Gli alunni delle classi VA e VB
della Scuola Primaria di Classe.