Esposizione del progetto
Siamo Andrea Papillo ed Emanuele Lupano, di 15 e 18 anni, studenti rispettivamente di 2^ e
5^ del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Alessandria. Ciò che ci accomuna e che ci ha
portati a metterci alla prova con questo progetto è la nostra grande passione per la fisica,
l’astronomia e la musica: parallelamente al Liceo, studiamo entrambi musica presso il
Conservatorio “Antonio Vivaldi” della nostra città (Conservatorio Antonio Vivaldi - Wikipedia
La Storia – Conservatorio A. Vivaldi Alessandria).
Queste sono le premesse che ci hanno spinto a portare avanti il progetto che abbiamo
proposto e che ci permettiamo di definire particolare.
Non è necessario faticare molto per cercare, nel vasto e variegato repertorio musicale
ereditato dal passato, anche non lontano, esempi di opere ispirate agli astri e ad
ambientazioni notturne, basti pensare alla celeberrima Sonata “al chiaro di Luna” di
L. V. Beethoven ( Claudio Arrau Beethoven "Moonlight Sonata" (Full) ) o ai notturni di Chopin
( HOROWITZ AT CARNEGIE HALL 2-Chopin Nocturne in Fm Op.55 ) o ancora al “Clair de Lune” di Debussy
( Evgeny Kissin - Clair de lune )...per elencarle tutte dovremmo riempire pagine su pagine, ma noi
abbiamo selezionato, tra queste ispirate e famose opere, una in particolare, la suite per
grande orchestra sinfonica “I Pianeti” del compositore inglese Gustav Holst. E’ stata
composta tra il 1914 e il 1916 ed è probabilmente la sua composizione più famosa.
Comprende sette movimenti, ciascuno dedicato, appunto, ad uno dei pianeti del Sistema
Solare, immaginando di attribuire ad ognuno di loro un aspetto caratteriale (ad es. “Urano, il
Mago”). Tuttavia il povero Plutone non era ancora stato scoperto e neanche alla Terra, per
scelta del compositore, è stato dedicato un movimento.
Come ci insegna il grande Richard Wagner, però, il teatro, l’arte e la musica non possono
essere solo ispirazione e fantasia, ma necessitano di un’immersione completa da parte degli
spettatori ed è necessario entrare dentro la composizione e i temi che suggerisce per
apprezzarla appieno.
Abbiamo immaginato di applicare alla lettera l’insegnamento del Maestro al
lavoro di Holst.
Per fare ciò, l’unico modo possibile sarebbe ascoltare “I Pianeti”...direttamente dai pianeti:
non sarebbe meraviglioso poter naufragare nell’immensità del Sistema solare, in pace,
solitudine, e di colpo veder sorgere, magnifica, dall’oscurità dello spazio, Venere, l'antica dea
della Bellezza, il pianeta che nei nostri cieli pare il più luminoso, che Holst descrive come "La
portatrice di pace"? E poi, in questa incommensurabile serenità, sublime, ancestrale, sentir
arrivare, flebile, il dolcissimo canto di un corno francese (distante 108 milioni di km), sorretto
dalla profonda voce tonante di una grande orchestra che con una musica toccante riesca a
raccontare cosa sia quell'enorme sfera gialla dall'atmosfera pesante? Per noi sarebbe
meraviglioso poterlo fare. Ma come poter realizzare una così incredibile esperienza tra
cosmo e musica?
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Immaginiamo...
Abbiamo immaginato di disporre la nostra grande orchestra sinfonica sul Sole, e di far
accomodare un po’ di spettatori in orbita intorno a ciascuno degli otto (più uno, nano) pianeti
del Sistema Solare, ad ascoltare la buona musica del vecchio Holst. Naturalmente, come
prevedibile, dato che il Sistema Solare non è mai stato adatto come sala da concerto, per la
realizzazione del nostro progetto necessiterebbe di alcune modifiche. Il problema centrale di
tutto il ragionamento sta nel fatto che nel vuoto dello spazio le onde sonore non si
propagano.
L'idea più logica e razionale che ci sia venuta in mente (e che potremmo definire, con
un grande eufemismo, "realistica") è quella di costruire un’immensa struttura che rinchiuda
l’intero Sistema Solare per poi riempirla di gas in modo da rendere possibile la trasmissione
delle onde acustiche al suo interno
Come per qualsiasi progetto che si rispetti, anche la nostra megastruttura avrà un nome: il
“De-sideribus”,un gioco di parole che fa leva sul latino, dove questa frase significa “riguardo
alle stelle” e con l'assonanza con l’italiano “desiderio”, che appunto deriva da sider
(nominativo di sideribus) stesso.
Abbiamo articolato il ragionamento in più sezioni, in ciascuna delle quali abbiamo valutato gli
aspetti (e le problematiche) principali che riguardano la progettazione e la realizzazione della
megastruttura.
Si tratta quindi di un progetto sostanzialmente utopistico, che abbiamo però voluto affrontare
nella maniera più rigorosamente scientifica per noi possibile.
Ci prendiamo ora qualche riga per accennare giusto chi fosse tale Gustav Holst, che
nonostante ci abbia tanto ispirati, riconosciamo non essere tra i più celebri compositori.
Quest’uomo dallo sguardo così frastornato e sperduto, nacque nel lontano 1874 in
Inghilterra e solo 60 anni dopo vi morì. Gustav, oltre ad essere stato un musicista degno di
nota, coltivò altri interessi, soprattutto quello per la letteratura: uno degli scrittori che
apprezzò maggiormente fu Walt Whitman
(https://cupdf.com/document/walt-whitman-foglie-derba.html?page=1), che lo ispirò anche
per alcune composizioni. La sua vita fu però turbata fin da giovane da vari problemi fisici:
dovette interrompere già dalla giovane età lo studio del pianoforte, che tanto lo
appassionava, a causa di disturbi neurologici alle mani. Successivamente intraprese lo
studio del trombone, che portò avanti per il resto della vita e lo aiutò a combattere l’asma.
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Non riuscì ad ottenere una fama globale al pari di altri compositori della sua epoca, in
quanto le sue composizioni, fortemente influenzate da sonorità orientaleggianti e altri
esoterismi, non rispecchiavano appieno il gusto musicale dell’epoca.
La sua composizione più famosa è indubbiamente la suite che ci ha spinto a proporre
questo progetto, ovvero i “I Pianeti”. Anche John Williams, il celeberrimo compositore
dell’altrettanto famosa colonna sonora di Star Wars (che confidiamo non necessiti di ulteriori
presentazioni) è stato affascinato dalla musica di Holst e in modo particolare da “Marte, il
Portatore di Guerra”, traendone ispirazione per alcuni passaggi della sua musica. Come già
detto essa comprende 7 concerti, ma nell’ipotetico concerto astronomico che proponiamo di
organizzare, abbiamo voluto tener conto di un ottavo movimento, “Plutone, il Rinnovatore",
composto dal Colin Matthews nel 2000, come complemento del lavoro di Holst.
Consigliamo qui di seguito l’ascolto di alcune composizioni del caro Gustav:
Ovviamente, “I Pianeti”:
-Marte, il Portatore di Guerra ( Holst: The Planets, Op. 32 - 1. Mars, The Bringer Of War );
-Venere, la Portatrice di Pace (
Holst: The Planets, Op. 32 - 2. Venus, The Bringer Of Peace );
-Mercurio, il Messaggero alato (
Holst: The Planets, Op. 32 - 3. Mercury, The Winged Messenger );
-Giove, il Portatore dell’Allegria (
Holst: The Planets, Op. 32 - 4. Jupiter, The Bringer Of Jollity );
-Saturno, il Portatore della Vecchiaia (
Holst: The Planets, Op. 32 - 5. Saturn, The Bringer Of Old Age );
-Urano, il Mago ( Holst: The Planets, Op. 32 - 3. Mercury, the Winged Messenger );
-Nettuno, il Mistico ( Holst: The Planets, Op. 32 - 7. Neptune, The Mystic );
-(Plutone, il Rinnovatore Pluto, the Renewer ).
-Invocazione per violoncello e orchestra ( Gustav Holst, Invocation ).
-Ode alla Morte ( Gustav Holst, Ode to Death ).
-Suite di San Paolo ( Gustav Holst - St Paul's Suite ).
-Il Trombettista Mistico ( F. S. Converse - The Mystic Trumpeter: Orchestral Fantasy after Walt Whitman ....
Nella speranza di avervi incuriosito abbastanza, quindi, senza ulteriore indugio, vi lasciamo
alla parte “pratica” del nostro progetto:
“Musica, Maestro!”