Abu Simbel è il tempio più grande e più stupefacente di tutta la storia egizia con le sue dimensioni colossali. È stato costruito durante l'epoca faraoni nel 1300 a. C. da Ramses II. Che con questo monumento scavato nella roccia della montagna voleva raccontare e mostrare a tutti la sua vittoria contro gli ittiti. È stato scoperto nel 1817 da scavi italiani, ed era completamente sotto la sabbia ed hanno lavorato alla rimozione della sabbia degli operai nubiani.
Ramses scelse questo territorio, che al tempo era nubiano e ora disabitato, perché Tebe era la città dei sacerdoti. La guerra che viene narrata (quella degli ittiti) è durata dieci anni, ed è stata appunto vinta da Ramses II, il quale combatteva in tutte le battaglie.
Solo nel 1960 l'UNESCO da deciso di spostare i 17 tempi che erano stati scoperti (sotto la sabbia o sotto l'acqua), ed hanno cominciato nel 1964 proprio con Abu Simbel. Per spostare il tempio hanno tagliato ben 850 blocchi da 30 tonnellate ciascuno. La parte difficile però era come spostare la montagna. Un architetto italiano ebbe l'idea di costruire una cupola in ferro intorno al tempio per fare la base della montagna e di ricoprirla con blocchi di pietra calcarea e granito. Il tempio è stato spostato solo 180 metri all'indietro a 65 metri in altezza. Con questo spostamento non è stato perso né cambiato nulla, tranne che il sole entrava precisamente nel tempio il 22 Ottobre e il 22 Febbraio, mentre ora ciò accade solo il 22 di Ottobre.
Sulla facciata principale ci sono quattro colossali statue di Ramses sedute sul trono: due a sinistra e due a destra dell'entrata. La seconda statua a sinistra è crollata nel 27 a. C. con un terremoto. Molto più piccole rispetto a lui, ai piedi di Ramses, si trovano delle statue di Nefertari, la sua moglie preferita. In alto c'è una fila di babbuini, che rappresentano il dio del sole Ra, che salutano con la mano.
Entrando nella prima sala si notano delle statue a destra e a sinistra,6 che rappresentano Ramses in una posizione che somiglia a quella del dio Osiride (piedi uniti e braccia incrociate al petto). Sulle pareti di tutto il tempio sono raffigurate le scene di guerra, come Ramses sul carro della guerra trainato da due cavalli mentre combatte, Ramses che schiaccia i nemici e li prende per i capelli, il popolo degli ittiti che offrono delle offerte al faraone in simbolo di sottomissione, e una ventina di sacerdoti che portano la barca solare. Sempre nella prima sala ci sono vari magazzini che rappresentano scene di offerte del faraone alle varie divinità; ed hanno dei "mobili" o "nicchie" scavate nel muro.
Nel santuario ci sono quattro statue collocate sulla parete frontale: la divinità del Basso Egitto e quella dell'Alto, Amon Ra e Ramses II (che si era fatto rappresentare come un dio). Con le statue delle divinità dell'Alto e del Basso Egitto, Ramses voleva dire che l'Egitto era completamente unito, e che le sue guerre servivano anche a questo.
Altre a questo tempio Ramses ne ha fatto costruire un altro: uno per la moglie che preferiva (ne aveva più di 30), Nefertari "la bella che viene da lontano", di origine nubiana. Sulla facciata del suo tempio ci sono sei statue, tre che la rappresentano e tre che rappresentano suo marito, tutte della stessa altezza. Nel tempio sono ben conservati anche i colori delle pitture.
Sono disegnate varie figure tra cui la dea mucca Ator (che è sempre rappresentata con le orecchie di mucca, ed è la dea dell'amore e del racconto, moglie di Horus) e delle principessa Nefertari che indossa una lunga tunica trasparente.
C'è anche una scena di Ramses che si trova tra il dio Anubi e il dio Horus (quasi come fosse una divinità anche lui): e Ramses II che offre i fiori a sua moglie, per dimostrare che è molto romantico.
C. C. III F