Ricordare è importante per non commettere gli stessi errori. Le persone non sono animali, non sono oggetti, abbiamo tutti gli stessi diritti, siamo tutti uguali, abbiamo tutti bisogno di cibo, acqua, un riparo e dei contatti fisici e soprattutto tutti gli uomini provano sentimenti. Ricordare fa male, ma dimenticare può farne ancora di più.
Mi ha colpito molto la seguente frase di Primo Levi:
<< Meditate che questo è stato: vi comando queste parole!
Scolpitele nel vostro cuore stando in casa e andando per via,
coricandovi, alzandovi; ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi. >>
(P. Levi - 10 gennaio 1946 - Shemà)
Mi ha fatto capire l’importanza di ricordare, di imparare a sensibilizzare le persone sulla gravità dei fatti accaduti, sulla crudeltà delle persone, ma soprattutto mi ha fatto capire il valore di apprezzare ciò che si ha, perchè c’è sempre qualcuno che non ha niente o che ha avuto qualcosa che poi gli è stato tolto.
-Elisa Aizza 2^B
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rimo Levi è stato uno degli scrittori italiani più importanti del secolo scorso: considerato una pietra miliare della letteratura italiana, è soprattutto una figura fondamentale per capire il dramma e le conseguenze dell'Olocausto, o Shoah.Primo Levi nasce a Torino nel 1919 da una famiglia ebrea di intellettuali piemontesi. Laureato in chimica e chimico di professione, diventa scrittore dopo la traumatica esperienza della deportazione nel campo di lavoro di Monowitz, che faceva parte dello stesso complesso del più noto Auschwitz.È questo l’evento centrale della vita di Levi, che fa scattare la molla della scrittura, sentita come una necessità di confessione, di analisi, oltre che un dovere morale e civile. Il ricordo ed il trauma mai superato della deportazione e dell'esperienza di Auschwitz è anche probabilmente alla base del suo suicidio, avvenuto nel 1987.