La mia bisnonna Bruna ha novantaquattro anni, è nata a Fossalta di Portogruaro (Venezia) l'8 gennaio del 1927, ma si ricorda ancora di quando era piccola e abitava nel casello ferroviario del suo paese: era una dei primi nati nella sua famiglia e aveva molti fratelli, undici. Qualche settimana fa, la professoressa Milocco ci ha dato da fare l'albero genealogico della nostra famiglia e mi hanno dato una mano i miei genitori, ma hanno potuto u fino a un certo punto: se avessimo dovuto mettere anche i parenti non vivi avrei avuto bisogno di chiedere informazioni alla nonna.Un giorno le ho telefonato e lei mi ha raccontato una storia. Mi ha detto: "Senti, ti voglio raccontare una storia, si intitola "il vento e il pensiero". Allora c'era il vento e c'era il pensiero.
Il vento dice al pensiero: "scommetto che arrivo prima di te in America!". Il pensiero gli
risponde: "non scommettere cose che sai che non puoi vincere. Ma se proprio ci tieni gareggiamo".
Il pensiero diede il via e il vento partì a tutta. Quando però arrivò in America,
notò con sgomento che il pensiero era arrivato prima di lui e lo stava aspettando".
Questa storia mi ha colpita, non pensavo che la nonna conoscesse storie!
Poi so che ha cominciato a lavorare molto giovane (visto che era una delle figlie più grandi)
per aiutare a mantenere la sua famiglia. Ha fatto diversi mestieri ed è anche andata a
lavorare lontano - a Brescia - per un periodo; è stata cameriera, cuoca, levatrice e poi, fino al
pensionamento, bidella presso l'allora scuola media di Portogruaro. Quando era giovane
c'era la guerra e non era molto semplice vivere, ma lei non si è mai persa d'animo.
Con me e con mia sorella Clio è sempre molto gentile, e siccome lei da giovane ha sofferto
la fame, il freddo e la povertà, non vuole che li soffriamo anche noi: ogni volta che andiamo
a trovarla ci sono per pranzo (quando ci fermiamo) molti piatti pieni di delizie fumanti, come
gli gnocchi alla zucca o ai funghi oppure il suo incomparabile spezzatino; purtroppo non
cucina quasi più, perché nel 2010 ha avuto un brutto incidente stradale e sta in piedi con
fatica, perciò dà istruzioni culinarie alla figlia minore, mia zia Ilda, che vive con lei e che se
ne prende cura. Sulla porta ci sono sempre appesi molti vestiti comprati per me e per Clio,
perché alla nonna piace che noi siamo ben vestite e ci raccomanda sempre di non prendere
freddo (mia madre la prende in giro e le dice che non rischiamo certo l'assideramento).
Il suo presente è il risultato di quello che è stato il suo passato, cose che noi non ci
immaginiamo neanche. Ora fa in modo di non vivere più come ha vissuto da giovane e
l'insegnamento che ha tratto dall'esperienza del suo passato è pensare prima agli altri e
dopo a se stessi, e lo mette in pratica ogni giorno.
Le memorie di nonna Bruna, Eva Morgana Franco Editrice