Lo scopo di questo museo è
porre il visitatore di fronte agli orrori compiuti nel corso dei due grandi eventi bellici del XX secolo, affinché
venga stimolata una coscienza critica nei confronti dei conflitti armati tra popoli. L’allestimento comprende quattordici manichini di cui uno a cavallo, con uniformi complete ed originali di notevole valore storico, la ricostruzione di una trincea, di una postazione mitragliatrice e di un reticolato italiano a gabbione ed è completato da un vasto repertorio fotografico. La ricostruzione della trincea italiana della Prima Guerra Mondiale è costituita da materiale rigorosamente originale: i sacchi di terra, lo scudo da trincea (piastra in acciaio balistico, dotato di uno spioncino, usato per osservare i movimenti del nemico ed all’occorrenza per sparare col fucile), la lanterna, la cassetta porta munizioni someggiabile e gli attrezzi individuali (paletta, picozzino, zappetta ed ascia/martello) utilizzati dai soldati per lo scavo della stessa trincea e per la costruzione dei ripari. La stessa ricostruzione realistica ha coinvolto il reticolato italiano del predetto periodo bellico, cosiddetto a “gabbione” che costituisce l’unico esempio presente nei musei italiani, e la postazione di mitragliatrice austriaca. Tutte le ricostruzioni hanno la finalità di riprodurre la dura realtà della vita del fronte, ma il luogo più toccante del museo è rappresentato, in particolare, da due vetrine che conservano dei reperti particolari: in una vi sono le mazze ferrate austriache, chiamate dai nostri soldati “spacca cranio”, strumenti di morte medievali, che venivano utilizzati per finire i soldati italiani della Grande Guerra che erano stati intossicati dai gas; nell’altra si possono notare cinque elmetti, appartenuti ai soldati di diverse nazioni belligeranti nel conflitto mondiale, squarciati da proiettili o schegge. Strutturalmente il museo è diviso in due settori.