Alessia Orro è una pallavolista italiana di 26 anni. E’ nata il 18 luglio 1998 a Oristano. Ora gioca in serie A, come palleggiatrice nell’Allianz Vero volley Milano. E’ alta 1,78 cm e la sua carriera inizia nell'Ariete, dalla selezione giovanile alla prima squadra in Serie C, giocando come centrale e opposto: resta legata al club sardo fino al 2013. Nella stagione 2013-2014 entra a far parte della squadra federale del Club Italia, modificando anche il ruolo in palleggiatrice: in quattro annate di permanenza disputa il campionato di Serie B1, seguito poi da quello di Serie A2 nella nella stagione 2014-2015 e quello di Serie A1 nell'annata 2015-2016. Nella stagione 2017-18 viene ingaggiata dall UYBA, in Serie A1, con cui vince la Coppa CEV 2018-19. Dopo un triennio a Busto Arsizio, per l'annata 2020-21 si trasferisce alla Pro Victoria, sempre nella massima serie italiana, conquistando la Coppa CEV, dove viene premiata come MVP.
Nazionale
Nel 2013 riceve le prime convocazioni nella nazionale under 18, con cui nel 2015 vince la medaglia d'oro al campionato mondiale di categoria; sempre nel 2015 si aggiudica la medaglia di bronzo al campionato mondiale under 20 e debutta in nazionale maggiore; nel 2017 conquista l'argento al World Grand Prix e due anni più tardi la medaglia di bronzo al campionato europeo. Nel 2021 partecipa ai Giochi della 32°Olimpiade di Tokyo, uscendo ai quarti di finale, e al campionato europeo, vincendo la medaglia d'oro e ricevendo il premio come miglior palleggiatrice. Nel 2022 conquista la medaglia d'oro alla Volleyball Nations League e quella di bronzo al campionato mondiale, mentre nel 2024 bissa l'oro alla Volleyball Nations League, riconosciuta come miglior palleggiatrice, e mette al collo lo stesso metallo ai giochi della 33°Olimpiade di Parigi, dove viene ancora premiata come migliore giocatrice nel suo ruolo.
Queste vittorie olimpiche così impressionanti sono tutte merito di ragazze e allenatori che ci hanno creduto fino in fondo senza mollare.
Eccole qui mentre si godono il trionfo che meritano. Troviamo Carlotta Cambi, Loveth Omoruyi, Caterina Bosetti, Gaia Giovannini, Myriam Sylla, Anna Danesi (capitano), Marina Lubian, Sarah Fahr, Paola Egonu, Ekaterina Antropova, Monica De Gennaro e Ilaria Spirito. Senza dimenticarci di chi le ha portate fin qui Julio Velasco, il loro allenatore.
Aurora 1E, 23/05/2025
Un'immagine di Alessia Orro con il suo fidanzato Matteo Picchio.
LA PALLAVOLO 🏐
Ciao a tutti, noi siamo Sveva e Alice e oggi vi parleremo del nostro sport preferito: LA PALLAVOLO.
La pallavolo è uno dei giochi più praticati al mondo e, nella versione femminile, è lo sport più praticato d’Italia.
Lo scopo del gioco è tenere alta la palla senza farla cadere all’interno del campo, usando solo le mani (i piedi sono un’eccezione).
Se la palla cade è punto della squadra avversaria.
Nella pallavolo ci sono varie regole, molto importanti da seguire, affinché il gioco sia corretto e divertente per tutti i giocatori.
Tra le tante una delle più importanti è quella dei passaggi: non se ne possono fare più di tre prima di tirare la palla nel campo avversario.
La pallavolo, un po’ come gli altri sport, ha dei ruoli specifici:
Centrale
Libero
Palleggiatore o alzatore
Schiacciatore laterale o banda
Schiacciatore-opposto o contromano
Le mosse principali della pallavolo sono cinque:
BAGHER
PALLEGGIO
SCHIACCIATA
BATTUTA
MURO
Il BAGHER è un gesto che deriva dal linguaggio dei segni dei muti e significa “ruspa”: per questo motivo il suo movimento ricorda la benna della ruspa.
Si usa di solito per difendere o per provare a recuperare la palla in un passaggio critico o sbagliato da un compagno in precedenza. Il libero è la persona che utilizza più spesso questa mossa, essendo l’addetto alla difesa.
Tuttavia, poiché la pallavolo è uno sport in cui ci si muove parecchio, non è detto che sia sempre lui a ricevere.
Il PALLEGGIO è il movimento essenziale della pallavolo.
Si utilizza solitamente nel secondo dei tre passaggi disponibili, che si chiama alzata, ed è spesso praticata dall’alzatore.
Le mani, quando si fa il palleggio, sono a cuore rovesciato.
La SCHIACCIATA è l’attacco: non è sempre possibile effettuarla all’interno dei tre passaggi.
Si compie soltanto quando l’alzatore riesce ad alzare la palla abbastanza alta e in una posizione favorevole, perché difficile da mettere in atto.
Se durante l’attacco non si usa la schiacciata, si cerca comunque di mandare la palla nel campo avversario con un palleggio o un bagher.
Di solito questo gesto viene compiuto dal centrale, dall’opposto o dalla banda.
La prima difesa per la schiacciata è il MURO: quando l’avversario schiaccia, i giocatori sotto rete della squadra avversaria saltano allungando le braccia e senza toccare la rete, per provare a bloccare l’attacco immediatamente.
Se il muro ha successo, i tre passaggi si azzerano.
Addirittura alcuni giocatori sfruttano il muro per provare a schiacciare di nuovo e se possibile meglio.
Se facendo il muro si tocca la rete, è un fallo.
Quando si fa punto, si gira in senso orario e l’azione comincia con la BATTUTA, un movimento che si compie all’inizio di ogni azione ed è obbligatorio.
La battuta è inoltre l’unico momento in cui si è da soli in fondo al campo.
Il campo è lungo 18 e largo 9 metri ed è diviso a metà da una rete.
La sua altezza dipende dalla categoria e dagli atleti/dalle atlete.
Nelle categorie più avanzate si batte dall’alto mentre nelle categorie inferiori (come la nostra) si batte dal basso.
In moltissimi praticano o semplicemente conoscono la pallavolo, ma non ne sanno le origini.
L’umanità ha sempre giocato a pallavolo, anche senza rendersene conto. Già in epoca greco-romana i giochi con la palla erano abbastanza diffusi, come passatempo. Anche in Europa, durante il Medioevo, i giochi con la palla erano molto apprezzati.
La versione originaria era quella della pallacorda, che prevedeva che la palla venisse colpita con il palmo della mano, protetta da un guanto, lanciandola oltre una corda tesa in mezzo ad un campo.
Alla fine dell’Ottocento invece, in Germania, si praticava il “FAUSTBALL” (pallapugno).
Tutte queste pratiche sono simili per alcuni aspetti, ma allo stesso tempo molto diversi.
William Morgan, un insegnante di educazione fisica in una scuola americana, presentò ai suoi colleghi un giorno di febbraio del 1895 una nuova invenzione, un mix tra il tennis, la pallamano e il baseball. L’esigenza principale era quella di creare un’attività sportiva che si potesse praticare anche in inverno e non all’aperto, nella quale non contasse la forza fisica, bensì l’agilità e la velocità.
Questo sport si diffuse subito tra gli Americani.
Due anni dopo era già praticato come sport nell’America Latina.
Nel 1898 arrivò in Giappone, Cina e Filippine, grazie ad un insegnante di educazione fisica americano.
In Europa, ma soprattutto in Italia, si diffuse durante la Prima Guerra Mondiale, portata dalle truppe statunitensi.
Nel corso degli anni si è evoluta:
nel 1900 viene introdotto il pallone specifico, a strisce;
nel 1912 si impone obbligatoria la rotazione in campo;
nel 1915 si stabilisce il numero di giocatori, da due a sei;
nel 1916 fu inventata la schiacciata.
nel 1938 fu introdotto il muro.
Cominciarono così ad essere create varie competizioni:
nel 1948 il primo campionato Europeo;
nel 1949 il primo campionato Mondiale;
nel 1957 la pallavolo comincia a far parte degli sport olimpici e nel 1964 esordisce alle Olimpiadi di Tokyo.
OLIMPIADI: PARIGI 2024
Domenica 11 agosto 2024 a Parigi, per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, la pallavolo femminile italiana vince la finale.
Le giocatrici sono:
ANNA DANESI;
ALESSIA ORRO;
CARLOTTA CAMBI;
CATERINA BOSETTI;
MYRIAM SYLLA;
PAOLA EGONU;
SARAH FAHR;
EKATERINA ANTROPOVA;
LOVETH OMORUYI;
GAIA GIOVANNINI;
MARINA LUBIAN;
MONICA DE GENNARO;
ILARIA SPIRITO.
Squadra di pallavolo femminile italiana alle Olimpiadi di Parigi 2024.
La pallavolo, come tutti gli sport e non solo, non ha mai smesso di evolversi.
Probabilmente continuerà a cambiare in futuro diventando sempre più appassionante e divertente.
Sveva e Alice 1F, 28/04/2025
Avevo quattro anni quando dissi a mia mamma che mi sarebbe piaciuto fare danza classica. Lei mi iscrisse subito e, dopo aver fatto la prima prova, avevo capito che era una disciplina che mi affascinava.
Feci il primo saggio in piazza a Marostica, davanti a tantissime persone: eravamo poche bambine, ma ce la cavammo.
Purtroppo dopo due anni scoppiò la pandemia di “Covid 19”, perciò le lezioni non si potevano più fare dal vivo ma solo in videochiamata.
Proprio quando eravamo passate di categoria e ci chiamavamo “Classico base quattro”, il nostro gruppo si sciolse e a me non piaceva più la danza classica, quindi decisi di praticare danza moderna e dopo aver fatto la prima prova dissi ai miei genitori: “La danza moderna è fantastica!”.
L’anno scorso alle prove del saggio, vedendo altre ragazze ballare la danza contemporanea, mi venne l’ispirazione di provare a praticare anche quella, ma ho capito che non è lo stile che fa per me.
Ma ora facciamo un passo indietro. Una delle tante domande che mi sono chiesta dopo sette anni che faccio danza sono state: “Ma da dove è nata la danza?” "Qual è la più importante gara di Roberto Bolle?”.
Dopo essermi informata ho avuto le risposte alle mie domande.
La danza è stata scoperta in India circa undicimila anni fa da delle incisioni trovate nella grotta di Bhimbetka. La prima scuola di danza fu fondata invece in Francia, “L’Académie royale de dance".
Il CONI, emanazione del Comitato Olimpico Internazionale, riconosce circa cinquantaquattro tipi di danza (classica, moderna, contemporanea, latino americano, hip hop ecc.).
Il più bravo ballerino italiano è Roberto Bolle, che a undici anni è entrato nella scuola di ballo dell’accademia Teatro alla Scala e nel 1995 ha conseguito il premio “Positano Léonide Massine”.
Il mio sogno nel cassetto è quello di vincere una borsa di studio e disputare delle gare molto importanti, magari in un futuro andare anche all’Accademia della Scala di Milano (anche se so che è molto impegnativo).
Viola 1F, 02/12/2024
Diana Taurasi è una delle più grandi giocatrici di pallacanestro della storia, nota per il suo straordinario talento, la sua competitività e i suoi successi ottenuti sia a livello di club che con la nazionale americana.
Nata l’11 giugno 1982 a Glendale, in California, da genitori italiani originari di Sant'Appiano, in provincia di Siena, Taurasi ha mostrato fin da giovane una grande passione per la pallacanestro. Ha iniziato a giocare nella sua scuola superiore, la Don Antonio Lugo High school, dove ha rapidamente guadagnato notorietà per le sue abilità in campo.
Dopo il diploma, ha continuato la sua carriera collegiale all’università della California, Riverside.
Nel 2004 è stata selezionata come prima scelta assoluta del Draft WNBA della Phoenix Mercury e da allora ha cementato la sua carriera come una delle stelle più brillanti della lega.
Ha vinto diversi campionati WNBA, è stata nominata MVP della stagione e ha ottenuto numerosi premi per le sue prestazioni individuali.
Oltre ai successi a livello di club, Diana Taurasi ha anche avuto una carriera internazionale straordinaria.
Ha rappresentato gli Stati Uniti in diverse competizioni, tra cui le Olimpiadi, dove ha contribuito a portare a casa numerose medaglie d'oro.
Conosciuta non solo per le sue abilità tecniche ma anche per la sua leadership e il suo spirito competitivo, Taurasi è un'icona nel mondo dello sport e un modello per molte giovani atlete.
Oltre alla pallacanestro, è anche attivamente coinvolta in iniziative di beneficenza e progetti comunitari.
La sua carriera continua a ispirare e a lasciare un'impronta indelebile nel mondo della pallacanestro e il suo amore per il gioco, unito alla sua determinazione, la rendono una leggenda vivente.
Diletta 1F, 01/12/2024
Alice D’ Amato è una ginnasta italiana, campionessa olimpica alla trave. Nata il 7 febbraio 2003 a Genova, con la sorella gemella Asia inizia a praticare ginnastica artistica a 7 anni, dopo aver provato la danza acrobatica.
La sua altezza è di 158 cm e pesa 53 kg. Ora abita a Brescia con sua sorella. Si allena al club Brixia Brescia 4 giorni alla settimana dalle 8:30 alle 13 e poi dalle 14 alle 16.
Alice quest’ anno alle Olimpiadi di Parigi ha vinto una medaglia oro alla trave, cioè la sua specialità!
Per me è un grande esempio da seguire perché lei dimostra di non arrendersi mai!
Alice 1E, 30/11/2024
Lamelo Ball, nato il 22 agosto 2001, è un cestista statunitense professionista in NBA negli Charlotte Hornets. E’ figlio di LaVar e Tina Ball, entrambi ex giocatori di basket a livello universitario. Ha due fratelli a loro volta cestisti, Lonzo, giocatore dei Chicago Bulls, e LiAngelo Ball. E’ alto due metri con un peso di 82Kg.
LaMelo ha iniziato a giocare a basket all'età di quattro anni insieme ai fratelli. Una volta cresciuto, il trio ha giocato in varie squadre allenate dal padre. Durante l'infanzia LaMelo ha giocato principalmente contro avversari più grandi di lui e nel 2013, all'età di 12 anni, ha messo a segno durante la Summer League della sua high school 29 punti contro avversari di 16 e 17 anni. La sezione dedicata agli sport liceali di USA Today ha comparato l'abilità di LaMelo nel dominare il gioco anche contro avversari più grandi a quella di LeBron James.
Nel giugno del 2015 si iscrive alla Chino Hills High School in California sotto la guida del coach Steve Baik. Nel team erano già presenti i fratelli Lonzo e LiAngelo e il cugino Andre. Il 16 giugno 2015, nella sua gara di debutto, mette a segno 27 punti contro la John Muir High School. Nel marzo del 2016 la sua squadra vince la CIF Southern Section Open Division, battendo la Sierra Canyon School grazie anche ai 26 punti messi a referto da LaMelo. Nello stesso mese la squadra si classifica come testa di serie per la fase finale del campionato statale. Il 27 marzo il team vince il torneo statale dopo la vittoria contro la De La Salle High School. LaMelo chiude il suo primo anno con una media di 16.4 punti e 3.8 assist, vincendo il premio Max Preps National Freshman of the Year (assegnato al miglior giocatore liceale al primo anno) insieme al compagno Onyeka Okongwu.
Charlotte Hornets (2020)
L'avvio, la frattura al polso e il premio di rookie dell'anno (2020-2021)
Viene selezionato il 18 novembre 2020 nel Draft NBA 2020 dagli Charlotte Hornets con la terza scelta assoluta. Lonzo (2° scelta assoluta nel 2017) e LaMelo diventano dunque la prima e unica coppia di fratelli a venire selezionati entrambi nella top 3 del Draft NBA. Il 9 gennaio 2021, all'età di 19 anni e 140 giorni, diventa il più giovane giocatore di sempre a realizzare una tripla doppia, superando il precedente record di Markelle Fultz. Viste le ottime prestazioni, Ball viene nominato Rookie del mese dell'Eastern Conference per i mesi di dicembre e gennaio, tenendo le medie di 12,2 punti, 5,9 rimbalzi e 6,2 assist nelle sue prime 21 partite. Il 1 febbraio gioca la prima partita da titolare, chiudendo con 14 punti, 5 rimbalzi e 7 assist nella vittoria contro Miami. Nella sconfitta contro gli Utah Jazz del 6 febbraio 2021 segna il suo massimo in carriera di 34 punti totali. Impiegato stabilmente da titolare, viene nominato nuovamente Rookie del mese dopo aver tenuto le medie di 20,1 punti, 6,2 rimbalzi e 6,7 assist, venendo anche convocato per il suo primo Rising Stars Challenge, non giocatosi a causa della pandemia di COVID-19. Il 20 marzo subisce, nella sconfitta contro i Los Angeles Clippers, la frattura del polso destro. Nonostante le previsioni iniziali parlassero di stagione finita, la frattura si rimargina completamente, consentendo il ritorno in campo di Ball. A fine anno conquista l’NBA Rookie of the Year Award.
Caratteristiche tecniche
Lamelo è un giocatore giovane e versatile; è dotato di altezza (200 cm), che lo rendono uno dei più alti playmaker della lega; velocità, che gli permette di andare a conclusione anche da vicino ottenendo spesso falli e creando pericolo sia con la mano sinistra che con la destra; un'abilità di palleggio elevata tra le migliori della lega NBA; un tiro particolare e molto pericoloso dalla media e da tre punti. Inoltre è un passatore incredibile (8,4 AP): riesce a trovare il compagno in qualsiasi modo con un passaggio semplice o più spettacolare e difficile; questo lo rende un giocatore molto creativo e una futura star NBA.
In fase offensiva si rende pericoloso in vari ambiti, tuttavia pecca nella fase difensiva dove molto spesso viene battuto in transizione da giocatori più piccoli ed esplosivi. Nonostante ciò grazie alla sua altezza riesce ad essere comunque un difensore discreto.
Massimi in carriera
Massimo di punti: 38 vs Boston Celtics (2 febbraio 2022)
Massimo di rimbalzi: 17 vs New York Knicks (12 novembre 2021)
Massimo di assist: 15 (2 volte)
Massimo di palle rubate: 5 (3 volte)
Massimo di stoppate: 3 vs Milwaukee Bucks (31 gennaio 2023)
Massimo di minuti giocati: 44 vs Toronto Raptors (7 febbraio 2022).
CURIOSITA’
Ha guadagnato finora 35,15 milioni.
Vive con la fidanzata Tiana Tramp.
Collaborando con Puma ha creato delle scarpe da basket: MB 03.
Il suo sponsor è LaFrance.
Aurora 1F, 25/11/2024
Paulo Bruno Exequiel Dybala è nato il 15 novembre 1993 a Laguna Larga, un piccolo paesino nella provincia di Cordoba in Argentina.
Paulo è il terzo figlio di mamma Alicia e papà Adolfo, che sogna una carriera da calciatore per almeno uno dei tre. La squadra dell’“Instituto” vuole che Paulo vada a giocare con loro perchè è bravo, ma mamma Alicia non vuole mandarlo perchè il campo di allenamento è distante 65 km dalla sua casa. Paulo è triste, però il padre propone di portarlo lui agli allenamenti.
Dopo qualche anno il papà Adolfo muore e Paulo decide di trasferirsi a Cordoba, in modo che nessuno debba più accompagnarlo agli allenamenti. Nell’estate del 2012 Paulo, a soli 19 anni, si trasferisce in Italia per giocare con il Palermo. Dopo un po’ si fa notare segnando 21 gol in tre stagioni e lo vogliono tutti, ma infine lo acquista la Juventus, offrendo più di 42 milioni di euro.
Nel 2022 Paulo dice tristemente addio alla “Vecchia Signora" dopo averci giocato per ben otto stagioni e aver vinto cinque campionati, quattro Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane. Attualmente sta giocando con la Roma. Paulo è conosciuto come la “Joya” e continua ad esultare indicando il cielo per ricordare papà Adolfo.
Gabriele , 1 F, 24/11/2024
Il nuoto ha una storia antichissima, risalente alla preistoria, infatti nella caverna dei nuotatori, sull’altopiano del Gilf Kebir nel deserto del Sahara, sono state rinvenute delle pitture rupestri che raffigurano dei nuotatori. Altre testimonianze mostrano che il nuoto veniva praticato anche nelle civiltà assira, greca (praticato come fonte di allenamento per i guerrieri) e romana, in quanto per i Romani una persona colta doveva saper leggere e nuotare. Furono proprio i Romani a costruire le prime piscine.
Nel Medioevo il nuoto scomparve, in quanto l’immersione in acqua era associata allo sviluppo delle epidemie. Il nuoto è diventato uno sport nel 1846, quando organizzarono il primo campionato di nuoto; da quel momento diversi Paesi organizzarono i propri campionati e nel 1896 si svolsero le prime Olimpiadi ad Atene e da qui divenne una disciplina olimpica.
Nel 1891 fu fondata la prima società italiana di nuoto, la Rari Nantes Roma e nel 1928 fu fondata la Federazione Italiana Nuoto (FIN).
Il nuoto è uno sport che si pratica in qualsiasi specchio d’acqua naturale (mare, fiume e laghi oppure artificialmente nelle piscine). Le dimensioni delle piscine sono di due tipi: vasca grande o piscina olimpionica, lunga 50 m e larga circa 25 m; vasca corta lunga 25 m e larga circa 10 m. Le piscine a loro volta sono divise in corsie da 2,5 m, la profondità delle vasche varia da 100 a 180 cm.
Gli stili del nuoto sono 4:
- rana;
- stile libero;
- dorso;
- delfino.
Il nuoto è uno sport molto praticato nel nostro paese anche a livello non agonistico, e può essere praticato sia dai maschi che dalle femmine. A livello agonistico può essere praticato sia individualmente che in staffette di quattro atleti.
Oggi il nuoto è una delle discipline di punta dei Giochi Olimpici ed ha anche un campionato mondiale. L’Italia ha molti campioni, alcuni di questi sono:
- Federica Pellegrini: 8 ori individuali.
- Gregorio Paltrinieri: 7 ori individuali.
- Thomas Ceccon: 3 ori individuali e 2 staffette.
- Massimiliano Rosolino: 3 ori individuali e 1 staffetta.
- Filippo Magnini: 2 ori individuali e 2 staffette.
Giada Sandonà 1F, 10/11/2024
Il 17 febbraio 1963 mamma Deloris e papà James stringono tra le braccia l’ultimo arrivato in casa Jordan, il piccolo Michael. Poco dopo il suo arrivo tornano nello stato di origine della famiglia, il North Carolina, a Wilmington per la precisione, dove il bimbo muove i primi passi e tocca per la prima volta una palla da basket. Il papà gli costruì un piccolo campetto per allenarsi. In una vera e propria squadra iniziò a giocare a undici anni nella Laney High school Buccaneers. Michael provò a passare nella prima categoria, ma l’allenatore Clifton lo escluse. La sua esclusione servì a Michael per migliorarsi. All’inizio del quarto anno di liceo raggiunse i 190 centimetri, ed entrò in prima squadra, dove indossò per la prima volta il numero 23. Michael Jordan chiuse la stagione con 24,6 punti e 11,8 rimbalzi a partita nei ruoli di guardia tiratrice, ala piccola ed esterno. Soprannominato Air Jordan] & His Airness per le sue qualità atletiche e tecniche, fu eletto nel 1999 "il più grande atleta nordamericano del XX secolo" dal canale televisivo sportivo ESPN.
Negli anni ha acquisito molta fama sul campo, diventando un'icona dello sport, al punto da spingere la NIKE a dedicargli una linea di scarpe da pallacanestro chiamata “Air Jordan”, introdotta nel 1984. Ha indossato cinque diversi numeri di canotta nella sua intera carriera:
lo storico 23, il 45 al ritorno dal suo primo ritiro, il 9 con la
nazionale degli Stati Uniti alle Olimpiadi del 1984 e del 1992 e ai
Campionati Americani, il 5 con la nazionale ai giochi panamericani
di Caracas nel 1983, e il 12, indossato il 14 febbraio 1990 come canotta
di emergenza poiché un tifoso si intrufolò negli spogliatoi e rubò la canotta di Jordan.
La strada per il successo di Jordan è stata segnata da sacrifici umani. Dalle sessioni di allenamento intensivo alle rinunce personali, Jordan ha investito tutto se stesso nel suo gioco. Il suo approccio disciplinato alla preparazione fisica e mentale ha postulato nuovi standard nel mondo dello sport. Gli allenamenti di Jordan sono diventati leggendari, spesso spingendosi oltre i limiti dell’estenuante, per garantire che fosse sempre un passo avanti alla concorrenza.
Jordan firma per i Chicago Bulls e porta la squadra alla vittoria del campionato NBA negli anni 1991/93, realizzando un three peat, ovvero tre titoli vinti di seguito.
LA DIETA
Michael mangiava quando era necessario, non mangiava fast food.
Faceva una colazione abbondante a base di porridge, frutta, uova;
ad ogni pasto doveva avere un macronutriente. A pranzo e cena non ha voluto svelare la sua dieta.
Si ritirò una seconda volta nel 1999, per tornare come membro dei Washington Wizards dal 2001 al 16 aprile del 2003, quando si ritira definitivamente. Michael Jordan giocò 1072 partite, realizzando in totale 16 146 canestri.
Ora ha 61 anni e ha 4 figli figli: Marcus Jordan, Jeffrey Jordan, Jasmine Mickael Jordan. Jordan vive con un patrimonio di 3,5
miliardi di dollari. Con il tempo ha iniziato ad appassionarsi al golf ed è stato il proprietario degli Charlotte Bobcats (poi diventati Charlotte Hornets), squadra della Carolina del Nord.
Aurora, 1F, 06/11/2024
ALICE MURARO, BREVE STORIA DELLA VITA E DEI SUCCESSI DELL'OSTACOLISTA PROFESSIONISTA.
Alice Muraro nasce il 14 agosto del 2000 a Vicenza ed è di Bressanvido.
La sua è una famiglia di atleti. Il papà Lorenzo, suo allenatore e nostro insegnante di educazione fisica, ha gareggiato nei 400 ostacoli con un tempo personale di 51.55, mentre la mamma Anna è stata una specialista dei 400 piani. Anche la sorella Mariasole fa atletica.
Da piccola praticava ginnastica ritmica e inizia il suo percorso da atleta un po’ per gioco, vincendo la gara scolastica “Vicenza che corre” con un ottimo tempo, ma anche per merito di suo papà, allenatore dell’Atletica Vicenza. Partecipa alla prima gara all’età di 11 anni con la società “CSI atletica provincia di Vicenza”. All’inizio si prepara in tutte le discipline, ma all’età di quattordici anni si specializza nei 100 ostacoli e nel 2019 partecipa ad una gara nazionale e agli europei under 20. Nel 2020 decide di concentrarsi nei 400 ostacoli con ottimi risultati, tanto che vince i campionati italiani e nel 2021 gli europei. Nel 2022 gareggia ai Giochi del Mediterraneo.
Nel 2023 migliora tantissimo: vince le Universiadi (campionati del mondo universitari) in Cina a Chengdu con il tempo di 55"48, quarta in classifica assoluta italiana. Per allenarsi al meglio viene seguita da un preparatore fisico e nel 2024 partecipa agli Europei di atletica leggera a Roma, arrivando in semifinale con il tempo di 54"73; poi vola alle Olimpiadi di Parigi e si classifica quattordicesima.
CURIOSITÀ
È alta 1,72 per 56 kg.
Finita la sua gara olimpica, ha potuto stringere amicizia con le sue avversarie e visitare Parigi con la sua famiglia.
Sui social è molto incoraggiata e apprezzata per il percorso che ha deciso di intraprendere che in pochi hanno la fortuna di percorrere.
Nel tempo libero ama stare all’aria aperta e fare passeggiate in montagna.
Diplomata al liceo, è laureata in economia e management presso l’Ateneo trilingue di Bolzano e fa parte dell'Aeronautica militare. Negli sport individuali, infatti, l’unico modo di praticare sport a livello professionistico è far parte del corpo militare. Lei è riuscita ad entrare nell’aeronautica militare, così mensilmente le arriva uno stipendio che le consente di allenarsi.
Il suo sponsor tecnico è Adidas.
IL NOSTRO PENSIERO
Siamo sicuri che la ritroveremo alle prossime Olimpiadi, pronta a stupirci con nuovi record e vittorie.
Noi pensiamo che Alice sia un bell’esempio per noi giovani, perché per ottenere risultati si dedica con passione, sacrifici e costanza al suo sport. Le auguriamo di divertirsi e ottenere i migliori risultati alla sua prossima gara!
Le auguriamo di continuare la sua carriera sempre colma di successi e di felicità e la ringraziamo moltissimo per essere venuta a trovarci a scuola.
Alice e Sveva, 1F, 02/11/2024
Ambra, 1E, 03/11/2024
Zlatan nacque nel 1981 in una cittadina chiamata Malmö.
L’infanzia di Ibra fu molto difficile, perché dovette lottare contro povertà, bullismo e furti. Tuttavia, superato il periodo difficile della sua infanzia e della pubertà, entrò in qualche modo nel mondo del calcio, dove diventa un giocatore del Rosengard.
Da lì diventò una star del calcio segnando gol pazzeschi con la nazionale.
Samuele 1F, 04/11/2024