IL FLAUTO TRAVERSO
Il flauto traverso è uno strumento dall’aspetto molto semplice: un tubo di legno sostanzialmente cilindrico provvisto di un foro per imboccatura e sei per le dita, tutti piuttosto piccoli.
Suonare questo flauto è facile e difficile assieme. E’ facile perché i passaggi tecnici sono molto semplificati, la parte più complicata è invece l’emissione (respirare, soffiare correttamente), ma non di certo impossibile.
Misura circa 65 cm di lunghezza e possiede un’estensione che va dal Do centrale fino a Do7 e comprende quindi 3 ottave circa.
La forma moderna del flauto è dovuta alle modifiche applicate ai flauti barocchi dal tedesco Theobald Boehm (1794-1881).
Il miglior flauto traverso è senza dubbio il Powell, per la sua meccanica. Questo flauto è stato creato da Verne Q. Powell nel 1910.
Nel Medioevo
Varie fonti iconografiche e letterarie attestano la presenza del flauto traverso in Europa fin dal X secolo.
Dal X al XII secolo tuttavia il flauto era molto raro: pare fosse preferito il flauto dolce o qualcosa di simile (poiché fabbricato nel XIV secolo).
Giunto in Europa dall’Asia, quasi certamente dalla Cina, attraverso gli scambi culturali mediati dall’Impero romano d’oriente, il flauto traverso divenne popolare in Francia e Germania.
In questi Paesi venne usato nella musica popolare e nella musica di corte, ma sarebbe passato più di un secolo prima che si diffondesse nel resto dell’Europa.
La prima citazione letteraria del flauto traverso è del 1285 in una lista di strumenti di Adenet le Roi. A questa citazione segue un silenzio di 70 anni, per poi essere riavviate nel 1350 per un vento di attivismo militare.
Infatti l'esercito svizzero adottò questo flauto come strumento di segnalazione e questo lo diffuse nel continente. Fu verso il 1500 che il flauto traverso venne introdotto nelle corti come strumento orchestrale e solista.
Nel Barocco
Durante il Seicento non abbiamo molte notizie del flauto traverso, forse a causa del crescente successo del violino come strumento solista e della concorrenza del flauto dolce.
Il flauto barocco subisce molte modifiche ad opera di famiglie di costruttori di legni, che dedicano particolare cura nel perfezionarlo, in particolare la famiglia Hotteterre alla fine del Seicento.
Lo strumento viene diviso in tre pezzi (testata,corpo e trombino) e la cameratura non è più interamente cilindrica, il corpo e il trombino sono conici, restringendosi verso il fondo. Al flauto si aggiunge un settimo foro per il mi bemolle, controllato da una chiave chiusa.
Poco più tardi, intorno agli anni venti del Settecento, il corpo centrale verrà suddiviso in due parti, di cui quella superiore intercambiabile con altre di diversa lunghezza, dette corpi di ricambio, per consentire allo strumento di adattarsi ai vari diapson utilizzati nelle diverse corti europee. Per tutto il resto del Settecento e l’inizio dell'Ottocento questo tipo di flauto in quattro pezzi e una chiave rimarrà lo standard più diffuso, anche accanto ai modelli con più chiavi tipici della fine del Settecento. I flautisti dell’epoca barocca possedevano strumenti che avevano una dotazione di due, tre o anche più sezioni centrali intercambiabili, diversamente accordate. Fra i flautisti, oltre che teorici, più importanti del periodo troviamo Jacques Hotteterre, Johann Joachim Quantz, Benedetto Marcello e Pierre-Gabriel Buffardin.
Classicismo
Con le sue qualità timbriche e omogenee si adatta in perfetta simbiosi con il pensiero e l’armonia classica, sia usato come strumento d'accompagnamento che solistico; in Francia è particolarmente importante la figura di Francois Devienne, autore di un influente trattato e insegnante al Conservatoire de Paris.
Già in precedenza alcuni avevano tentato di portare l’estensione al do basso.Gli artigiani fanno in modo che il registro acuto, in cui i compositori cominciano ad avventurarsi con più frequenza, sia di più facile emissione.
Tra i diversi artigiani che in questo periodo apportarono migliorie allo strumento possiamo ricordare Godefroy Adrien Rottenburgh, August Grenser, Heinrich Grenser, Joseph Tacet, William Henry Potter.
Romanticismo
A questo punto la storia del flauto si biforca: da una parte l'evoluzione del flauto classico prosegue conservando la conicità della cameratura e sostanzialmente lo stesso tipo di chiavi, mentre dall’altra Theobald Boehm, partendo
da nuovi presupposti fisici e acustici, inizia gli esperimenti che porteranno al flauto attuale a cameratura cilindrica; durante la seconda metà dell’ ‘800 il flauto Boehm, il cui brevetto risale al 1847, ottiene giudizi contrastanti, finché, ai primi del ‘900, il flauto conico viene abbandonato.
In questo periodo il flauto trova un vasto impiego orchestrale, e viene specialmente messo in luce nelle opere degli impressionisti Claude Debussy e Maurice Ravel, che sfruttano sfumature dello strumento poco conosciute.
Aurora 1E, 10/01/2025