LEONARDO DA VINCI
VITA, OPERE ED INVENZIONI
Ultimamente ho sentito parlare molto di Leonardo da Vinci, ma ad essere sincera non sapevo nulla di lui. Così mi sono convinta di fare un articolo su quest’uomo, scoprendo cose stupefacenti su di lui e sulle sue opere ed invenzioni.
CHI FU LEONARDO DA VINCI?
Leonardo da Vinci viene considerato per molti studiosi uno dei più grandi geni mai esistiti.
Infatti fu pittore, scultore, architetto, scienziato, matematico, anatomista, filosofo, progettista, inventore, ingegnere, botanico e molto altro!
LA SUA VITA
Leonardo nacque il 15 aprile 1452 ad Anchiano, vicino a Vinci (in provincia di Firenze).
Sua madre naturale fu Caterina di Meo Lippi, schiava caucasica liberata dalla schiavitù grazie ad un atto firmato da Piero da Vinci, padre di Leonardo. Tuttavia, Caterina era troppo umile per far parte della famiglia da Vinci e per questo poco dopo la nascita di suo figlio Leonardo, il marito si risposò con Albiera degli Amadori. Quando Albiera morì, nel 1466 Leonardo e il padre si trasferirono a Firenze.
Pochi anni dopo, nel 1469, Leonardo iniziò a lavorare nella bottega di Andrea Verrocchio, dove imparò a scolpire, disegnare e dipingere. A trent’anni decise di lasciare Firenze per lavorare da Ludovico Sforza, signore di Milano, al quale inviò una lettera con elencate tutte le sue abilità acquisite fino a quel tempo (pittore, scultore, ingegnere ed architetto).
Nel 1500 si stabilì nel convento dei Serviti alla Santissima Annunziata, dopo essersi trattenuto anche a Mantova e a Venezia. Poi nel 1505 scrisse il “Codice del Volo”, dove descrisse il suo progetto per una macchina volante.
Nel 1506 Leonardo tornò a Milano soggiornando per tre mesi alla corte del francese Carlo d’Amboise.
Successivamente si trasferì in Vaticano, a Roma, al servizio di Giuliano de Medici e, nel 1516, si trasferì ad Amboise in Francia .
Purtroppo in quella stessa città, il 2 maggio 1519, morì all’età di 67 anni.
OPERE
Leonardo da Vinci dipinse opere di maestosa bellezza tra cui L’ULTIMA CENA (O CENACOLO). E’ la più famosa rappresentazione dell’ultima cena e una delle opere più imponenti e conosciute di Leonardo da Vinci.
Questo dipinto fu così importante da essere dichiarato nel 1980 Patrimonio dell’UNESCO.
L’ultima cena è una grande pittura murale, lunga circa 9 metri e alta la metà. È stata dipinta a Milano, fra il 1494 e il 1498, nel convento di Santa Maria delle Grazie.
Il quadro si basa sul Vangelo di Giovanni 13:21 e ritrae Cristo seduto al tavolo della cena; al centro della scena si nota lui con ai lati i dodici apostoli, divisi in quattro gruppi da tre. Il momento rappresentato da Leonardo da Vinci è quello in cui Cristo annuncia agli apostoli che uno di loro lo tradirà.
IL DISEGNO PIU’ FAMOSO DI LEONARDO: L’UOMO VITRUVIANO
In questo disegno a inchiostro su carta Leonardo studiò le proporzioni del corpo umano basandosi sugli scritti dell’architetto romano Marco Vitruvio. Oltre alle annotazioni dell’artista, l’opera mostra un uomo in due posizioni differenti, all’interno di un cerchio e di un quadrato.
Oggi è possibile vedere l’opera all’interno della Galleria dell’Accademia di Venezia.
LA MONNA LISA (O GIOCONDA)
Qui viene rappresentata Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo, un mercante fiorentino di tessuti.
Oltre all’enorme bellezza del ritratto, affascinano gli enigmi che si celano dietro il sorriso della Gioconda.
Questo magnifico ritratto si può ammirare al Museo del Louvre in Francia.
L’INVENZIONE
IL CODICE DEL VOLO
Il Codice sul volo degli uccelli è un quaderno sul quale Leonardo scrisse e illustrò i propri studi sul volo. Nei 17 fogli sono contenuti progetti di macchine volanti, appunti e disegni sul volo, sulla fisionomia degli uccelli, sulla resistenza dell'aria, sulle correnti e sul progetto della macchina volante.
Era mancino e come sempre iniziò a scrivere in questo quadernetto da destra verso sinistra e dal basso verso l’alto. Descrisse le sue osservazioni con 67 disegni.
Sapeva scrivere con una mano e contemporaneamente disegnare con l’altra.
Con geniali intuizioni e un’acuta attenzione ai fenomeni naturali, Leonardo tentò di realizzare uno dei più grandi sogni dell'uomo: volare.
Costruì infatti una macchina che chiamò “macchina volante”.
Ci sarebbe molto altro di cui parlare, ma se continuassi non finirei mai.
Finalmente ho capito chi era quest’uomo e perché fu così importante!
Giorgia 1F, 22/12/2024
“Spesso penso che la notte sia più viva e più riccamente colorata del giorno”
“La Notte Stellata” fu ritratta nel 1889 dal pittore olandese Vincent Van Gogh mentre era ricoverato nell’ospedale di Saint-Rémi in Francia.
Nato il 30 marzo del 1853 e morto il 29 luglio del 1890, Van Gogh è stato un pittore tanto geniale quanto incompreso in vita, divenuto famoso solo dopo la sua morte.
Nonostante abbia cominciato a dipingere tardi, a 27 anni, ha lasciato 900 dipinti e 1000 disegni, senza contare gli schizzi e gli appunti.
La sua vita breve, intensa e tormentata assomiglia a un pellegrinaggio verso una meta, ambita quanto sconosciuta. Egli stesso dice:“Noi siamo dei pellegrini, la nostra vita è un lungo cammino, un viaggio dalla terra al cielo”.
Inizia la sua carriera lavorando come mercante d’arte a Groot Zundert, il paesino in cui è nato.
Nel 1886 il passo più importante: IL TRASFERIMENTO A PARIGI DALL’AMATISSIMO FRATELLO THEO.
Parigi rappresenta per Van Gogh un punto di svolta, ovvero la scelta di dedicarsi esclusivamente alla pittura.
Fino a quel momento la sua pittura era fedele alla tradizione olandese.
È però anche il luogo del caos e soprattutto della dura legge del mercato che non lo comprende e lo respinge, per cui la sua sensibilità e la sua autostima vengono costantemente messe sotto pressione.
Il pellegrinaggio di Van Gogh si sposta verso sud alla ricerca di pace, solitudine e calore.
La “Notte stellata” è il dipinto più famoso e conosciuto di Van Gogh, fu dipinta con i colori ad olio ed è lunga 73,7 per 92,1 cm.
La sua realizzazione impiegò all’incirca un anno di lavoro.
Con questo dipinto il pittore volle rappresentare quella vita, quella angosciosa vita, che attribuisce alla notte e simboleggia l’inquietante consapevolezza di una solitudine desolata e di un animo smarrito e allucinato.
La caratteristica principale di questo quadro è la sua tecnica, chiamata Espressionismo, utilizzando, in questo caso, delle scie vorticose dai colori blu, giallo, azzurro, bianco, nero e marrone. Il dipinto originale si trova al“Museum of Modern Art di New York”.
POTREI ANDARE AVANTI PER ORE A RACCONTARE CURIOSITÀ, PENSIERI E IDEE SU QUESTO MERAVIGLIOSO DIPINTO, MA CONCLUDO CON UNA FRASE CELEBRE DI QUESTO IMPORTANTISSIMO E AFFASCINANTE PITTORE CHE MI RAPPRESENTA MOLTO:
"Finché ci sarà l’autunno, non avrò abbastanza mani, tele e colori per dipingere la bellezza che vedo!”.🍂🍄🌰🎨🖌️🖼️
Sveva 1F, 22/11/2024