IL NARCISISMO
Cos'è il narcisismo? I narcisisti tendono ad essere focalizzati prevalentemente su di sé e sul proprio piacere, incapaci di provare empatia per l'altro e di riconoscere i bisogni e le necessità del partner; parlano di se stessi nei particolari, senza vergognarsi di alcun dettaglio. Tendono a non dare attenzione al compagno\a, arrivando anche in casi estremi a compiere degli omicidi.
C’è un mito che parla della nascita del narcisismo e ve lo raccontiamo in breve: c’è un ragazzo bellissimo di nome Narciso e un giorno sua mamma lo porta da un indovino che profetizza: “Passerà una vita lunga e felice se non si conoscerà”.
Passano gli anni e un giorno Narciso va a bere in un fiume e inchinandosi vede il riflesso, se ne innamora e inizia a farsi male e percuotersi fino a sciogliersi e diventare un fiore.
Tommaso e Leonardo, 1E, 08/02/2025
I troll sono una figura umanoide che si dice abiti nelle foreste dell’Europa settentrionale, protagonista anche di numerose leggende.
In Norvegia vengono descritti come esseri notturni con il vizio di molestare i caproni e che non sopportano il suono delle campane. I troll possono vivere anche fino a 1200 anni, hanno sempre i capelli arruffati e un po’ sporchini, mani grandi con solo quattro dita; nella maggior parte dei casi questi hanno un corpo grassottello, occhi oro o marrone scuro e naso bitorzoluto. C’è chi dice che di giorno sono immobili e di notte prendono vita, andando in giro molto furtivamente in quanto molto golosi.
In altri Paesi europei vengono descritti come esseri malefici, beffardi, bugiardi, che rapiscono i bambini alle famiglie mentre dormono e mettono nel letto un cucciolo di troll.
Ma secondo me queste sono tutte baggianate, a parte per il loro aspetto fisico. Infatti ho potuto conoscerne uno io stessa, dato che un troll abita insieme a me e alla mia famiglia.
In realtà sono generosi, non rapiscono bambini e non amano stare da soli, sono esseri innocui se non li fate arrabbiare. Ma sono anche utili perché proteggono la casa.
Gloria 1E, 14/12/2024
Nei miti greci è Prometeo a creare l’uomo, in quelli egiziani l’uomo nasce dalla parola di un dio, mentre in quelli ebraici è Jehovah a crearlo.
Come nasce invece l’uomo nei miti cinesi? Ciò va attribuito a una divinità femminile, Nuwa, dal corpo umano e dalla coda di drago.
Secondo la leggenda, dopo la separazione fra Cielo e Terra da parte del grande eroe Pangu, Nuwa si aggirava qua e là. Nonostante sulla Terra ci fossero ormai monti, fiumi, piante e animali, non c’era vita, perché mancava l’uomo.
Un giorno, camminando sulla terra deserta, Nuwa si sentì molto sola, per cui pensò di aggiungervi qualcosa di più vivace.
Scivolando sulla terra, amava molto gli alberi e i fiori, ma ancora di più gli animali, vivaci ed energici. Osservando tutto ciò, Nuwa pensò che la creazione di Pangu non fosse sufficiente e che l’intelligenza degli animali fosse lontana da soddisfarla.
Quindi volle creare un essere più avanzato di qualsiasi altro.
Scivolando lungo il Fiume Giallo, abbassando il capo, vide la propria bella immagine riflessa nell’acqua. Molto felice, decise allora di modellare figurine con l’argilla del letto del fiume a secondo il proprio aspetto.
Ingegnosa e abile, portò presto a termine la modellazione di molte figurine quasi simili a lei, sostituendo tuttavia due gambe alla coda di drago.
Quindi soffiò su di loro, infondendovi la vita.
Di conseguenza le figurine cominciarono a muoversi, diventando esseri intelligenti e agili, capaci di camminare e parlare. Nuwa li chiamò “uomini”, poi infuse nel corpo di alcuni l’energia Yang, l’elemento maschile attivo, per cui questi diventarono maschi, e nel corpo di altri l’energia Ying, l’elemento femminile dolce, rendendoli femmine.
Maschi e femmine si misero a saltellare e a chiamarsi intorno a Nuwa, dando così vita alla Terra.
Ella desiderava riempire la terra di uomini, ma era stanca e lavorava troppo lentamente. A questo punto le venne in mente una scorciatoia, per cui inserì una corda di paglia nel fango del fiume e la fece girare, finché la parte inferiore non fu avvolta nell’argilla, quindi la estrasse, agitandola per terra.
Dove caddero dei grumi di fango, nacquero dei piccoli uomini.
Nuwa creò in tal modo gli uomini che riempirono la Terra.
Forse il lavoro di Nuwa poteva cessare con la presenza degli uomini sulla Terra.
Tuttavia questa pensò: “Come permettere agli uomini di continuare ad esistere?”.
Alla fine l’uomo deve morire.
Morto un gruppo, crearne un altro è fastidioso!
Per questo fece accoppiare uomini e donne, facendoli riprodurre da soli e rendendoli responsabili della discendenza.
L’umanità si è così tramandata di generazione in generazione, aumentando di giorno in giorno.
Emma 1F, 11/12/2024