ALARA E LA FORESTA INCANTATA
C’era una volta una foresta con tanti animali e creature magiche che vivevano in serenità.
Un brutto giorno arrivò la strega del Nord, conosciuta meglio come Ragana, che diffuse terrore e caos. Cacciò il re e la regina della foresta dal loro castello, che si trovava sopra ad una montagna, e se ne impadronì, creando un fossato di lava tutt’intorno e mettendo i suoi draghi all’interno di una grotta lì vicino.
Da quel momento le creature della foresta dovettero obbedire solo a lei, altrimenti ne avrebbero pagato le conseguenze.
Un giorno un piccolo elfo stava passeggiando per la foresta alla ricerca di funghi per un buon minestrone. Ad un tratto scorse qualcosa muoversi tra i cespugli. L’elfo impaurito arretrò chiedendo: “Chi sei?...” . In quel momento saltò fuori da lì una ragazza dicendo:“ Sono io, la principessa arciera della foresta! ” . L’elfo, spaventato, cercò di scappare, ma la ragazza con una mossa fulminea lo afferrò per il cappuccio. “ Che cosa me ne farò di te? Potrei usarti come esca per la mia missione… Intanto, come ti chiami?” . “ Mi-i, mi… ch-chiamo Dan e… e TI PREGO LASCIAMI STARE… non voglio essere usato come esca! E poi per quale missione???” .
“ Comunque io mi chiamo Alara e sto andando a sconfiggere la strega Ragana! Quindi o mi aiuti o ti do in pasto alle mie pantere.”
Così l'elfo, non avendo altra scelta, si mise in cammino con la principessa.
Cammina cammina, arrivarono in un paesino nella foresta non molto distante dal castello della strega, abitato da creature di tutti i tipi. Lì sembrava tutto tranquillo, ma, poco dopo che ci si addentrarono, si sentirono urla di terrore: “Aiuto! Aiuto! Sono tornati i draghi della strega Ragana! Si salvi chi puooooò!!!!” .
Alara, senza pensarci due volte, afferrò il suo arco e cominciò a tirare frecce contro i draghi che sputavano fuoco ovunque, mettendo in fuga gli abitanti.
Durante la battaglia, Dan, che era un tipo insicuro e timoroso, si nascose vicino a qualche albero aspettando che lo scontro terminasse.
Era rimasto solo un drago, forse il più feroce di tutti, che andò dritto contro Alara. Questo stava per colpirla, quando… Si sentì lo sguainare di una spada e l’urlo di quella bestia trafitta.
La principessa si guardò intorno, finché non vide un bel giovane con in mano la spada sanguinante.
“ Grazie… per avermi salvata… Chi sei? ” chiese Alara.
“ Sono Edward, il principe di Zenagon, un regno molto distante da qui. Volevo incontrare il re e la regina di questo posto. Sapresti dirmi dove trovarli? ”. A quelle parole la principessa si rabbuiò e rispose: “ Da quando è arrivata la strega Ragana e si è impossessata del loro castello, si sono perse le tracce del re e della regina…” .
Edward si scusò dicendo che non ne sapeva nulla.
Cogliendo l’occasione, Alara lo invitò nella sua spedizione: “ Io ti aiuterò a sconfiggere questa strega, a patto che prima mi aiuterai a cercare la spada più potente del regno, celata all’interno di un albero. Affare fatto? ” chiese il principe. Alara accettò, anche se non sarebbe stato facile trovare quest’arma in un albero tra i mille che c’erano nella foresta.
Dan era ancora nascosto ad osservare la scena, stranito dalla presenza di quel giovane. Appena i due ragazzi partirono per la loro spedizione, il piccolo elfo li rincorse, finché Alara non se lo mise sulla spalla, presentandolo ad Edward.
La ricerca fu molto lunga ma alla fine trovarono l’albero giusto, su cui era stato inciso un indovinello che faceva:
“ Che cosa ha radici che nessuno ha visto mai
Più alta degli alberi è assai.
Lassù per le nuvole va, e non si muove mai di qua. Che cos’è? ”
Questo indovinello era alquanto difficile, ma Dan riuscì a risolverlo: “ Ascoltate, forse ho risolto l’indovinello: ha radici che nessuno ha mai visto, è più alta degli alberi e per le nuvole va senza muoversi mai di qua. E’ sicuramente la montagna! ” .
“ Bravo, come hai fatto? ” chiese Alara. “ Intelligenza da elfi! Per noi é facile risolvere gli indovinelli! " rispose orgoglioso Dan. Edward disse alla principessa di incidere la soluzione con una freccia sul tronco. Immediatamente si aprì una porticina, rivelando cosa si nascondeva al suo interno: trovarono la spada e un medaglione.
Il principe afferrò l’arma che tanto desiderava ed Alara quello splendido gioiello, indossandolo.
Dan era rimasto per tutto il tempo a riflettere sul potere di quegli oggetti.
“ Sapete che quell’indovinello potrebbe esser stato inciso del re e dalla regina? Forse è un indizio per scoprire dove si trovano” disse l’elfo. “ Quindi sarebbero sotto il castello della strega, nella montagna” confermò Alara.
Detto ciò, si avviarono verso il castello.
Intanto, nel palazzo, la strega, non vedendo tornare i suoi draghi, preoccupata si fece portare dalla sua veggente oscura Sibilla la sfera magica per controllare cosa stesse succedendo. Vide i suoi draghi morti e un trio composto da due ragazzi ed un elfo avvicinarsi alla sua dimora. Così si preparò ad “accogliere come si deve” quegli sgraditi ospiti.
Alara e i suoi compagni si ritrovarono di fronte al fossato di lava che circondava il castello.
I tre si stavano per chiedere come oltrepassare quell’ostacolo, quando il ponte levatoio stranamente si abbassò permettendo loro di passare.
Insospettiti, entrarono.
“ Che ne dite di dividerci? Così potremmo accerchiare la strega. Io andrò a destra con Alara, e tu, Dan, andrai a sinistra” propose Edward.
“ Non mi fido ancora di lui” pensò l’elfo “ Lo seguirò! ” . E così fece: per non farsi vedere, sgattaiolò quatto quatto tra armature, arazzi orribili ed altri oggetti strani.
Ad un certo punto i due ragazzi si fermarono davanti a delle celle ed Alara cominciò a rivolgere domande al principe: “ Dove stiamo andando? Dov’è la strega? E…” In quel momento il principe cambiò sguardo,assumendo un’aria cattiva.
Scattò verso Alara, le legò mani e piedi e la rinchiuse dentro una delle tante celle, esclamando: “ Hai sbagliato a fidarti di me. Ti ho usata solo per avere la spada, che consegnerò alla strega! ” e detto ciò, Edward se ne andò. Alara si sentì una sciocca per aver creduto a quell’impostore.
Dan in quel momento saltò fuori dal suo nascondiglio e corse subito dalla principessa. Dato che era piccolo ed agile, riuscì ad infilarsi tra le sbarre della cella.
“ Quel farabutto! E’ riuscito ad ingannarci! Ma, Alara, ascolta: ho scoperto il potere di quel medaglione che porti al collo. Aprilo e troverai una polvere magica che ti aiuterà! ” disse Dan mentre la slegava. La principessa seguì il suo consiglio e all’interno dell’amuleto non trovò solo la polvere, ma anche un'iscrizione che recitava:
“ Se sei in difficoltà,
soffia un po’ di polvere là
e scopri cosa succederà! ”
Alara soffiò un po’ di polvere sulle sbarre della cella, che scomparvero nel nulla.
La principessa ringraziò Dan e con lui corse subito nella sala del trono, dove ben nascosta osservò la scena: vide Edward porgere la spada a quell’ orribile strega.
A Dan, intanto, venne in mente una cosa molto importante e si allontanò da lì.
Alara afferrò il suo arco, dirigendosi minacciosa verso il principe e la strega del Nord.
“ Bene bene, guarda chi si vede! ” esclamò la strega appoggiando la spada su un mobiletto.
“ Stai zitta, Ragana, e preparati a combattere… se ne hai il coraggio! ” urlò Alara.
La strega fece un segno ad Edward che si allontanò.
Così la battaglia ebbe inizio.
Intanto Dan si era diretto nei sotterranei del castello, che si trovavano all'interno della montagna. Prima era riuscito a prendere un po’ di polvere magica dell'amuleto di Alara, che aveva inserito all’interno di un piccolo sacchettino. Si mise davanti a una delle celle che c'erano lì e soffiò la polverina che, come era già successo in precedenza, fece scomparire le sbarre.
Finalmente liberi, due creature uscirono dalla cella ringraziando infinitamente il piccolo elfo, che li guidò verso la sala del trono.
Nel frattempo, Alara stava combattendo contro alcuni dei draghi che la strega era andata a chiamare.
I draghi erano forti, ma la principessa di più, infatti riuscì ad ucciderli tutti.
Ora toccava sconfiggere la strega, che teneva in mano una bacchetta molto potente.
Alara cominciò la battaglia contro di lei, svantaggiata perché stremata per aver combattuto contro i draghi che le avevano procurato una ferita alla gamba, e le erano rimaste solo tre frecce.
Tra gli incantesimi che Ragana lanciava, la principessa tirò la prima freccia: la mancò.
Tirò la seconda: stesso risultato.
Gliene rimaneva solo una.
Il cuore le batteva forte e tremava. Prese la freccia, la mise sull’arco, tese la corda e … la tirò. Non era di certo stato il suo tiro migliore, ma riuscì a colpire la strega sulla spalla. Ragana era debole, ma non era morta. Cominciò ad avanzare verso la ragazza, che disarmata non poteva più fare nulla. Alara stava aspettando la terribile fine, quando… si ricordò dell’amuleto!
Con le ultime forze che le restavano, aprì la collana e prese in mano la polverina. Soffiò e… la strega scomparve con un urlo.
Alara pensava d’aver vinto la battaglia, ma restava ancora un nemico che fino a quel momento era rimasto immobile in un angolino: Edward.
Il ragazzo afferrò la spada che Ragana aveva lasciato sopra ad un mobiletto, pronto ad uccidere la principessa.
Ma proprio in quel momento, due braccia possenti strinsero il corpo di Edward, tenendolo immobile.
Dan si avvicinò ad Alara per prendere gli ultimi granelli di polvere magica che rimanevano nell’amuleto. Gli soffiò contro il principe che, come le sbarre e la strega, scomparve.
In quel mentre, il palazzo si riempì di luce.
Alara oltre a Dan vide anche un uomo ed una donna avvicinarsi a lei. Quando le furono abbastanza vicini riuscì a riconoscerli: erano il re e la regina!
La principessa tentò di inchinarsi ma era troppo debole. Subito la regina la mise su un divano e andò a prendere acqua, garze e qualche erba curativa. Mentre il re mise in un posto sicuro la spada che prima teneva in mano Edward.
Quando Alara si fu ripresa, i sovrani le raccontarono la verità: “ Finalmente siamo di nuovo insieme! “ iniziò la regina.
La ragazza non capiva.
“ Non ricordi nulla di noi?... Quindi non sai che siamo i tuoi genitori…? ”
Alara era sconvolta. Fin da piccola gli abitanti della foresta che l’avevano cresciuta le avevano detto che lei era l’arciera protettrice della foresta e quindi avevano cominciato a chiamarla principessa. Non si sarebbe mai aspettata di esserlo sul serio.
“ Vedi, quando è arrivata la strega Ragana, tu eri molto piccola. Si è impossessata di questo castello, rinchiudendoci nelle celle dei sotterranei. Ma prima che mettesse anche te, qualche creatura della foresta è riuscita a salvarti. E poi hanno inciso l’indovinello che hai trovato sull’albero.” raccontò il re.
“ Ora ricordo…” disse Alara abbracciando i genitori.
Da quel giorno tornarono a regnare i legittimi sovrani con loro figlia, nella pace; la lava e i draghi scomparvero; Dan fu premiato per la sua intelligenza e astuzia diventando consigliere reale e della strega Ragana e di Edward non si sentì più parlare.
Così, VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI!
Giorgia, Emma e Matvii, 21/11/2024
C’era una volta un'isola incantata. Una montagna sorgeva con ai piedi un bel mare azzurro. Ci vivevano delle creature fantastiche: draghi, fate, sirene… ma le più feroci erano il demone Diablo e la fata Smeralda.
Le due amiche Candy e Wendy vivevano in una casa sull’albero.
Un giorno Diablo rubò il rubino magico che con la sua magia alimentava l'isola. Smeralda invece rubò il corallo magico che alimentava il mare.
Candy e Wendy decisero di andare a riprendersi il loro rubino e il corallo, senza i quali l’isola e il mare in poco tempo sarebbero spariti.
Toccarono l'acqua, si trasformarono in sirene e nuotarono fino all'isola di Diablo e Smeralda, provando a capire perché avevano rubato il corallo e il rubino.🫢
Arrivate all'isola, intuirono che per raggiungere Diablo e Smeralda ci sarebbero state molte le prove da superare.
Wendy disse: ”Candy, non riusciremo mai a passare tutte le prove!”.
Così dicendo apparve un mago, che disse: ”Ciao, io sono un mago e vi posso aiutare a patto che voi aiutiate me”.
Candy e Wendy accettarono.👍
Il mago diede loro una collana per localizzarlo e una scopa volante, poi sparì.
Camminando camminando, trovarono una roccia che bloccava il passaggio.
Candy disse:”Roccia roccetta, bevi un po’ di acqua rocchetta” e la roccia non si mosse.
Le due ragazze dissero in coro:”Roccia roccetta, bevi un po’ di acqua rocchetta” la roccia si spostò, così riuscirono a passare.
Camminando camminando, in lontananza scorsero delle minacciose guardie.
Tirarono fuori la scopa e dissero: ”Scopa scopetta, vola più in alto e in fretta!”.
Salirono sulla scopa e sorvolarono le guardie senza problemi.
Arrivarono ai piedi del castello e in quel momento la collana iniziò a brillare.
Il mago aveva bisogno di aiuto.
Candy e Wendy non ci pensarono due volte e con le coordinate scritte sulla collana ripresero la scopa, dissero la formula magica e partirono.
Arrivate a destinazione videro che il mago era alle prese con un drago gigante.🐉
Lui aveva una bacchetta, ma il drago sputava fuoco!🔥
Candy cercò di attirare l’attenzione del mostro, ma non ci riuscì.
Wendy invece aveva provato a colpirlo ma lui era troppo veloce.
Così le ragazze pensarono a un modo per scacciarlo, ma non riuscirono a trovarlo.
Ad un certo punto Candy vide un pezzo di carne essiccata ormai scaduta, che però sembrava un boccone perfetto per il mostro.
Wendy salì sulla scopa, prese la carne, passò davanti al muso del drago che la vide e iniziò a inseguirla.
Candy aiutò il mago ad alzarsi da terra.🧙
Qualche secondo dopo tornò Wendy e disse tranquilla: ”Il drago sta ancora seguendo la carne che ho attaccato a una gazza”.
Candy sorrise dolcemente.
Tornarono al castello.🏰
Quest’ultimo era nero e pieno di torrenti di lava che uscivano da ovunque.
Entrarono e videro il rubino e il corallo su due piedistalli.💎🪸
Poi comparve Smeralda, dicendo severamente:”E voi chi sareste? Gli eroi? O delle persone a caso?”.
Il mago rispose:”Tu sei solo una fata crudele! E noi riporteremo il rubino e il corallo a casa!”.
“No! Il mio anello no!” disse Smeralda ancora più severa di prima.
“Il tuo anello? In che senso?”chiese curiosa Wendy.💍
“Per il nostro matrimonio” disse Diablo comparendo da dietro la colonna.
“E allora a cosa vi serve il corallo?” domandò Candy.
Diablo infastidito rispose:“Non capite mai niente! È la mia collana!”📿.
Candy cercò di far ragionare Diablo e Smeralda non ci riuscì.
Così Wendy prese il corallo e il rubino e corse via con il mago e Candy.
Diablo li rincorse, ma Smeralda si trasformò in fata e spiccò il volo.
Il mago era il più lento a correre, quindi con la sua bacchetta creò un cavallo e lo cavalcò.
Wendy diede a Candy il rubino e prese la scopa.
Candy, visto che era la più veloce a correre, corse più che poté.
Aveva alle calcagna Diablo.
Wendy veniva inseguita da Smeralda.
Il mago era avanti e liberava il passaggio alle ragazze dagli eventuali animali.
Arrivarono al mare, le ragazze si trasformarono in sirene e diedero al mago la scopa, mentre Smeralda sollevava Diablo per portarlo oltre il mare.
Arrivarono all'isola e quando gli abitanti li videro si trasformarono nelle creature magiche che erano e attaccarono Diablo e Smeralda.
Li catturarono e li portarono in una prigione magica.
Nessuno li vide mai più.
Candy, Wendy e il mago vissero sempre felici e contenti come tutti gli abitanti dell'isola.
Aurora, Nicole, Alice, 21/11/2024
L’AMICIZIA VINCE SU TUTTO
C’era una volta… No, noi non vi raccontiamo le solite fiabe come “Cappuccetto Rosso” o “I tre porcellini”, ma vi stiamo regalando un’esperienza attuale, piena di colpi di scena e momenti emozionanti. Buona lettura a tutti da Sveva, Diletta e Luca!❤️
Un giorno in una scuola media arrivò una nuova alunna cinese, che si chiamava Jia-Li. Era una ragazza dallo stile tradizionale cinese: indossava un vestito rosso acceso, il cheongsam (vestito tradizionale asiatico), portava sempre i capelli raccolti in uno chignon che tratteneva la sua lunga chioma nera e così liscia da sembrare degli spaghetti. Era trattata bene dai professori, ma non dai suoi compagni: durante la ricreazione veniva bullizzata per i suoi abiti e le sue passioni. A Jia-Li piaceva molto giocare a xiangqi (scacchi del suo Paese) e a wushu taiji (sport tradizionale cinese che si basa sulla lotta). Un altro motivo importante per cui lei era presa in giro era il non utilizzo di un cellulare: era cresciuta in una famiglia povera ed era riuscita da sola a guadagnarsi i soldi per andare a scuola, per vivere e non aveva soldi e tempo da perdere per un oggetto che lei non si poteva permettere.
Dopo averla bullizzata per lungo tempo, la bulla di nome Clarissa volle fare amicizia con Jia-Li. Inizialmente lei non si fidava molto della richiesta di amicizia, e cominciò a sospettare che fosse tutto quanto uno scherzo per farla stare male. Ma, presa dalla voglia di non essere più umiliata e trattata male davanti a tutti, accettò. Furono settimane un po’ difficili per la ragazza, perché Clarissa la trattava come una serva. Continuando a sospettare un tradimento da parte delle sue “amiche”, non ci stette più insieme. La bulla, notando distacco da parte di Jia-Li, cominciò a raccontare a tutta la scuola i suoi segreti (ovviamente inventati), per umiliarla ancora più di prima. Venendo a scoprire questo fatto, la ragazza si arrabbiò molto e corse a nascondersi nell’aula di scienze. Entrata nel laboratorio trovò un ragazzo che parlava da solo, lo osservò e poi esclamò: “Ciao, chi sei?”. “Piacere, io mi chiamo Norbu e vengo dalla Thailandia, Clarissa e le sue amiche stanno prendendo in giro anche te?”. “Ciao” gli rispose Jia-Li con un tono molto impaurito: "Sì, hanno detto a tutta la scuola che io mi scaccolo nei corridoi” urlò la ragazza. “E pensare che io mi ero anche fidata di loro, ma è ovvio, sono amare più del caffè delle macchinette della scuola!”.
Da quel giorno i due si aiutarono sempre: nel fare i compiti, nello sconfiggere i bulli e ogni venerdì sera Jia-Li dava a Norbu lezioni di cinese.
Nei mesi successivi arrivarono altri nuovi alunni nella loro classe e Clarissa li trattò esattamente come ai tempi aveva trattato i due ragazzi. Capirono che se Clarissa faceva del male ai nuovi arrivati era perché era successo anche a lei. Un pomeriggio, durante i loro soliti incontri-studio in biblioteca, parlarono ad alta voce, perché tanto erano da soli e cominciarono a riflettere su ciò di cui avevano discusso i giorni precedenti. Ad un certo punto spuntarono da dietro uno scaffale Gloria e Vittoria, le due componenti del gruppetto di Clarissa. “Scusate il disturbo” esclamò Vittoria “ma vi dobbiamo assolutamente dire una cosa!”. Inizialmente i due ragazzini non si fidarono e cercarono di cacciare le ragazze dalla biblioteca. Successivamente provarono ad ascoltarle: “Noi in realtà veniamo dal futuro, siamo le figlie di Clarissa” esclamò Vittoria. “Abbiamo preso la macchina del tempo del professor Silvano, perché diventerà un mago. Dovete assolutamente tornare nel passato e fare in modo che nostra madre non diventi cattiva. E sì, prima che facciate domande, siete gli unici che la possono salvare, perché ne siete state vittime e siete molto intelligenti. Nel vostro futuro e nel nostro presente Clarissa cercherà di dominare il mondo, riducendo tutti gli abitanti suoi schiavi. In questo libro troverete tutte le risposte che vi servono. Ora noi dobbiamo andare perché la mamma la trova una cosa da “nerd” andare in biblioteca. Buona fortuna, ragazzi!” esclamarono le ragazze prima di uscire dalla biblioteca. Inizialmente Jia-Li e Norbu credettero che fosse tutto uno scherzo, ma visto il tono delle ragazze sembrava tutto reale. Cominciarono così a sfogliare il libro e trovarono una formula magica che le fece andare nel passato. La scuola non era molto diversa; Jia-Li notò che gli alunni non erano gli stessi. Ci restarono qualche settimana e capirono che Clarissa veniva presa in giro perché fu l’unica di quell’anno a essere bocciata. Nemmeno le sue vecchie amiche le parlavano e rimaneva sempre da sola. Jia-Li e Norbu in quel “multiverso” erano invisibili e le suggerirono le risposte esatte per superare l’esame di terza media. Quando tornarono nel loro presente Clarissa non era a scuola. I due ragazzi si guardarono e si batterono il cinque: AVEVANO SALVATO LA SITUAZIONE! E vissero per sempre felici e contenti…
Sveva, Diletta, Luca, 21/11/2024
C'era una volta un ragazzo di nome Mattia povero e impavido che viveva in una vecchia casa con sua sorella bella e gentile, che si chiamava Jennifer. Una notte fredda e buia un uomo goblin si intrufolò in casa loro e vide l’affascinante ragazza che stava dormendo e decise di rapirla.
La mattina seguente il fratello notò che la sorella era sparita, quindi decise di andarla a cercare per tutto il bosco.
Dopo ore di ricerca era stanco di camminare, lì vicino notò un cimitero e decise di riposarsi vicino a una tomba. Mentre dormiva sentì la voce della sorella provenire da sotto la tomba: decise di spostarla e scoprire cosa ci faceva lì sotto.
Sotto la tomba vide Jennifer legata con una corda ad una sedia. Era prigioniera di un uomo goblin che iniziò a combattere con suo fratello Mattia.
Il goblin afferrò un’ascia lunga due metri e la scaraventò addosso a Mattia, che però la schivò con un salto mortale. Appena riprese l’equilibrio il fratello minacciò l’uomo goblin dicendogli: “Se non lasci subito mia sorella ti lancio dell’acido addosso!”. Il goblin non lasciò andare la sorella e Mattia prese un barile di acido e glielo lanciò addosso, sciogliendo il goblin definitivamente.
Il fratello e la sorella tornarono a casa e vissero entrambi felici e contenti.
Viola, Gabriele e Lorenzo, 21/11/2024
C’era una volta, in un antico villaggio, una famiglia composta da quattro persone povere: una mamma, un papà, una sorellina e un ragazzino, suo fratello.
Capitan Faccione era ciccione, senza maglietta e con le scarpe bucate.
Nonostante un vecchio capitano gli avesse detto: “Stai attento! Non accostare in quell’ isola!” lui ci andò lo stesso.
Nell’ isola c’era un castello con intorno una foresta nera, che il capitano e la sua ciurma andarono a esplorare.
Entrarono senza vedere un cartello con la scritta”NON ENTRARE FIRMATO (=^ °§”/())”, ma, dato che il nome dello scrittore del messaggio non si capiva, entrarono con un pizzico di paura. Videro un gigantesco drago dormire. Lui si svegliò e sterminò la ciurma, a parte il capitano, che scappò nella barca.
Anni dopo, ricreata una ciurma, tornarono armati, entrarono nella grotta e sterminarono il drago; entrarono nella sua bocca e trovarono la vecchia ciurma che disse in coro: -Questa è la magica Terminator!- così il capitano uscì dal drago con la ciurma. Tornando alla nave con le due ciurme e la spada Terminator, un ragazzino di circa dodici anni cadde dal cielo e atterrò sul capitano: -Che cosa ci facevi nel cielo, piccolo bamboccio?!- lo sgridò il capitano.
Dopo vari minuti il ragazzino si ricordò il perché era caduto dal cielo:”Ragazzo, ricorda che ti mando nella terra per riprendere Terminator e riportarla sul pianeta Clombovento, il posto dov’è stata creata e dove potrà essere distrutta…ricorda anche che mi chiamo Mulak!” così il ragazzino rubò la spada del capitano e urlò-Vieni a prendermi Mulak!- apparve così una luce potentissima che prese il ragazzino insieme a Terminator e li portò in diversi pianeti: Terminator andò nel pianeta Clombovento, dove venne distrutto, e il ragazzino tornò nel pianeta dove era cresciuto, ma con un privilegio… i soldi necessari per andare avanti con la sua famiglia.
Enrico, Jayden, Giada e Samuele, 21/11/2024