UOMO-MONDO

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Anche quest'anno è tornato M'ILLUMINO DI MENO: per noi del Marconi l'appuntamento è per il prossimo anno

Rinviata al 23-24 ottobre 2020 la XXV Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, che si sarebbe dovuta svolgere il 21 marzo a Palermo, organizzata da Libera associazioni nomi e numeri contro le mafie.

SARAJEVO!

PER QUEST'ANNO NIENTE DA FARE ... MA L'APPUNTAMENTO E' SOLO RIMANDATO












La Biblioteca Nazionale

di Sarajevo

si tinge del tricolore

in solidarietà

con noi italiani








I CARE:

PACE E' PRENDERSI CURA



Clicca qui o sul manifesto per vedere le attività che siamo riusciti a realizzare nel 2019-20

Secondo incontro

I care/don Milani + preparazione del 9 novembre 2019

IL MURO DI BERLINO E IL KAKI DI NAGASAKI (di M. Quintana)

Al Liceo Marconi oggi è giorno di festa, anche se il cielo è piovoso e il primo freddo è arrivato. La comunità scolastica festeggia il primo raccolto del Kaki di Nagasaki, che era stato piantato nel giardino dell’Istituto il 10 aprile 2013. Un piccolo miracolo della natura che sopravvive alla morte. Già la nascita della pianta madre è stato un evento eccezionale: l’agronomo dr. Ebinuma riesce a ricavarla da una pianta fossilizzata ma ancora parzialmente vitale, sopravvissuta all’esplosione nucleare del 9 agosto 1945. I due terzi del tronco sono bruciati mentre il resto è ridotto a una larva quasi cinerea. Eppure dopo anni di tentativi riesce; una piccola parte di quel tronco annerito germoglia. Curata con amore, quella pianta dà molti piccoli “figli” che vengono sparsi per il mondo (ormai sono circa 300) per portare a tutti lo stesso messaggio: la vita vince sulla morte. La bassa vitalità della pianta madre rende però difficile l’attecchimento e la produzione di fiori e frutti nei figli. L’agronomo spiega di non aspettarsi risultati prima di 10 anni. Invece dopo solo 6 anni la pianta fruttifica. A festeggiarla anche alcuni studenti che l’avevano piantata sei anni prima.

Il giorno non è stato scelto a caso, come spiegano la D. S. P. Fattibene e il Prof. M. Quintana, curatore del Progetto: il trentennale della caduta del muro di Berlino, uno degli eventi di speranza che ogni tanto accendono la vitalità del mondo, per non far prevalere solo il negativo. Evento epocale che ha indirizzato la storia: i cinquantenni e oltre, dividono la propria vita personale in “prima e dopo” la caduta del muro. Il prof. Aldo Ligustro (docente di Diritto Internazionale UniFg, Presidente della Fondazione Monti Uniti di Foggia) ha rievocato per gli studenti i suoi 15 anni trascorsi a Berlino e la notte del 9 novembre 1989: “Avvertito da un’amica giornalista mi precipitai alla porta di Brandeburgo. Ogni tanto si vedevano alcuni tedeschi dell’est che si affacciavano titubanti dall’altra parte, percorrevano pochi metri, guardando in alto alle loro spalle se le guardie avevano intenzione di sparare, poi tornavano indietro. Per molto tempo la situazione restò questa. Poi alcuni, che erano tornati indietro, riemersero dalle brume della notte con altri amici, sempre più sicuri. Era fatta! Il muro era caduto”. Le immagini delle picconate e dell’abbattimento saranno dei giorni e settimane seguenti, quella sera a prevalere era ancora la paura. La mancanza di ordini alle guardie di confine stava anzi producendo una strage in Bornholmerstrasse, dove alcune guardie sembravano in procinto di sparare. Il loro comandante si prese però la responsabilità di impedirlo e fece alzare le sbarre.

I ragazzi hanno seguito il racconto con attenzione. Spero che abbiano almeno iniziato a capire. A loro non appartiene un mondo con le barriere, non ne hanno realmente conosciute. Si muovono liberamente, danno per scontata l’Europa unita dove ci si muove con la carta d’identità e senza controlli doganali. Sentire che solo pochi anni prima c’era una “cortina di ferro” sembra inverosimile, invece è vero. Oggi i muri nel mondo sono oltre 70 ma "basta non vederli" e per magia scompaiono. Celebrare la caduta di un muro significa anche credere che si debbano abbattere quelli attualmente esistenti.

Ma la mattinata ha riservato tante altre sollecitazioni. La prof.ssa a. Pistone del Liceo Marconi, ha inquadrato il periodo della guerra fredda, con lo scontro fra blocchi.

Il prof. Roberto Rana (docente di Merceologia e di Educazione ambientale UniFg) ha invece parlato del nucleare e delle sue problematiche, non solo belliche, ma anche per la produzione di energia. Tematica estremamente attuale, visto il rischio di fraintendere la svolta ecologica che finalmente ha investito i media, con un ritorno al nucleare, considerato falsamente pulito perché con minori emissioni di CO2.

Infine la dott.ssa Hara Hiroko, 77 anni, nata a Tokio, che aveva 3 anni quando vi furono le esplosioni nucleari. I suoi genitori erano entrambi medici. Sua madre decise di partire per aiutare i feriti ad Hiroshima e portò la figlia con sé. Non si conosceva ancora bene l’effetto delle radiazioni. Solo 10 giorni dopo la madre morì perché la pioggia nera le aveva procurato delle ferite mortali. Il padre, che si trovava in altra zona sopravvisse, ma non per molti anni. Intanto la piccola Hiroko, allontanatasi dalla zona contaminata, negli anni della scuola elementare si sottoponeva a massicce dosi di medicinale per combattere la leucemia e altre patologie indotte. Alcuni medici arriveranno a dirle che era davvero difficile che si fosse salvata. Trasferitasi in Italia al seguito del padre, che subito dopo sarebbe morto, diventa medico e, soprattutto nel campo dell’immunologia, collabora a varie ricerche proprio con il centro di Nagasaki.

La giornata si è conclusa con il raccolto dei primi kaki. Per arrivarci si è abbattuto un simbolico muro, che ha dato accesso all’albero. Un momento toccante per tutti, anche per i ragazzi, che ormai si considerano “genitori adottivi” di questo “materiale didattico vivente”.

Michele Quintana

E festa è stata, nonostante la pioggia e il primo freddo. Si festeggiava il kaki, la libertà, la pace. Ai "genitori adottivi", cioè agli studenti di ieri, di oggi e di domani, il messaggio di pace che viene da questo "materiale didattico vivente"

Gli interventi sono stati proposti dal Prof. Aldo Ligustro (docente di Diritto Internazionale, UniFg e testimone della caduta del muro di Berlino), dal Prof. Roberto Rana (docente di Merceologia e di Educazione ambientale, UniFg) e dalla Dott.ssa Hara Francesca Hiroko (sopravvissuta alle conseguenze delle esplosioni nucleari)

Per la festa del 2013 ... cliccare qui sotto

Terzo incontro

La cura

Recalcati, Lessico amoroso/Dio come ti amo + Recalcati: la cura + Cartelloni + I care ... nell'arte

Apollo e Dafne, Gian Lorenzo Bernini

Amore e Psiche, Antonio Canova

Ettore e Andromaca, Giorgio De Chirico

Il bacio, Francesco Hayez

Il bacio con la finestra, Edvard Munch

Il bacio, Gustav Klimt (particolare)

Compleanno, Marc Chagall

Sopra la città, Marc Chagall

Quarto incontro

Testimonianza del padre di una vittima di femminicidio

Le cause remote sociali e familiari, il dramma, le difficoltà sociali e legislative del dopo

Quinto incontro

Incontro con Ennio Remondino, noto giornalista RAI ed inviato di guerra

Dalla guerra nella ex Jugoslavia, alle guerre e alle armi nel mondo, al ruolo del giornalismo oggi. Per la pace, per la comprensione, per la verità.

Sesto incontro

Incontro con Roberto Lavanna, tra i fondatori e direttore del Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Foggia

Incontro con la Comunità Emmaus

Il 14 gennaio 2020, come Progetto Uomo-Mondo, abbiamo visitato la Comunità di Emmaus.

Per incontrare volti, intraprendere percorsi, confrontare e condividere idee

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Ottavo incontro

Incontro con i volontari di Trash challenge Foggia

I CARE

FOGGIA


"FOGGIA LIBERA FOGGIA": è il nome della marcia che "Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie" ha indetto a Foggia per il 10 gennaio 2020, per svegliare la società civile foggiana, avvolta da una sonnolenza che sembra connivenza. Circa 20.0000 persone hanno chiesto legalità, sicurezza, onestà. Don Luigi Ciotti ci ha chiesto "di essere orgogliosi di essere foggiani", ma giustamente lo ha vincolato alle conseguenti e necessarie azioni di vita civile e cittadinanza attiva. Come Progetto abbiamo partecipato convinti, per riaffermare i valori di pace e di impegno civile in cui crediamo






DAL MONDO DELLA PACE ...

21 marzo 2018 Foggia ... 21 marzo 2019 Padova ... 23 ottobre 2020 PALERMO

Teniamo ferme nel cuore le tue parole ...

Deve tornare il NOI, come Progetto, come Scuola, come Città