L’azienda nasce dall'intento di valorizzare alcune proprietà disponibili, collocate in territori montani particolarmente isolati e marginali, dal punto di vista produttivo.
Questi territori, una volta abitati e coltivati, conservano ancora la connotazione di un tempo: muri a secco, fazzoletti di seminativo faticosamente ottenuti con scavi e ricarichi di terra; lavori che certamente non hanno visto l’ausilio di macchine o trattori.
Queste montagne, a partire degli anni del dopoguerra in poi, hanno subito un’inesorabile spopolamento, con una riduzione d’intensità di sfruttamento tale da arrivare al pressoché completo abbandono.
Questo, che di primo impatto può costituire un’accezione negativa, diventa invece l’opportunità per un indirizzo aziendale ad impronta strettamente naturalistica.Oggi, infatti, abbiamo a disposizione territori dove non avrebbe senso l’utilizzo di fitofarmaci o sostanze chimiche di sintesi, territori ideali per il più naturali forme degli allevamenti zootecnici, l'unico, crediamo, il cui impatto ambientale non possa che essere positivo, l’apicoltura biologica.
La necessità di assecondare il ciclo vitale dell’ape ed al contempo, di ottimizzare la produzione, ha spinto a condurre l’allevamento in una sorta di nomadismo transumante. Pur rimanendo nell’ambito centro laziale, abbiamo realizzato una stazione di svernamento che si trova nella zona di pianura litoranea. Qui le famiglie iniziano il loro risveglio primaverile, con le prime fioriture tardo-invernali di crocifere, quelle primo primaverili di asfodelo, di biancospino, prugnolo e tutte le erbacee spontanee dei prati naturali.
Nei periodi di più intensa attività, le api operaie vivono in media 30-45 giorni, e nell'arco di questa breve vita dedicano tutto il loro tempo al lavoro.
Le api bottinatrici si occupano in particolare della raccolta del nettare: un'operaia diventa bottinatrice verso il ventesimo giorno di attività e assolverà a questo compito fino agli ultimi istanti della sua esistenza, che si concluderà probabilmente in volo.
Quando le bottinatrici iniziano ad allontanarsi dall'alveare, la 'consegna' che hanno impone loro di provvedere al reperimento di acqua, nettare, polline, propoli. Le bottinatrici di nettare voleranno di fiore in fiore, rimanendo costantemente fedeli alla medesima specie botanica e selezionando le essenze migliori, quelle più fluide, abbondanti, zuccherine. Fatto il carico, torneranno all'alveare, si sgraveranno del peso e riprenderanno la loro missione ...