Per Rally, si intende una manifestazione sportiva, che prevede la chiusura delle strade cittadine più ardue, asfaltate e non, per mettere alla prova le abilità degli equipaggi, i quali sono composti da pilota e copilota, a bordo di vetture preparate per svolgere tali gare, in prove cronometrate.
Le componenti principali che caratterizzano tali manifestazioni sono le prove speciali, dove le vetture vengono cronometrate, e dai trasferimenti, spesso ignorati dal pubblico, dove le macchine, rispettando i limiti del traffico urbano, hanno un tempo limitato per effettuare un trasferimento, dalla prova precedente a quella successiva.
Il mondo dei rally è molto vasto, ci sono diverse tipologie di gare, che possono essere nazionale, europea e mondiale, nonché diverse categorie che variano a seconda della vettura utilizzata.
La massima manifestazione a livello mondiale è il campionato WRC, dove si sfidano i piloti
più performanti del mondo con vetture preparate direttamente dalla casa madre.
Come si partecipa ad un rally?
L’aspetto più importante è quello di avere una buona preparazione al volante della macchina. Altre varianti da considerare sono le certificazioni necessarie, che variano da pilota a co-pilota ed il budget monetario a disposizione. Partecipare ad un rally amatoriale ha una spesa che varia da 1.000 a 4.000 euro; mentre per quanto riguarda la spesa di partecipazione ad un rally WRC la cifra si aggira sui 50.000 euro a gara.
Curiosità:
Per partecipare ad un rally servono circa 22 pneumatici di diversa mescola, fino ad arrivare nelle gare più importanti ad aver in dotazione 40 pneumatici.
Per garantire massime prestazioni, il peso della vettura assume un aspetto fondamentale: meno è, maggiore è la velocità. Quindi tutte le caratteristiche che si hanno su un’utilitaria, come il climatizzatore, su una macchina da competizione non ci sono, e la temperatura interna può arrivare fino ai 50°. Non a caso, è possibile che i componenti dell’equipaggio, al termine della stagione, arrivino a pesare persino 10 kg in meno!
I tempi di manodopera dei meccanici sono molto ristretti: per cambiare un ammortizzatore un meccanico ci impiega circa 2 minuti, mentre per rimuovere la scatola del cambio da 10 ai 12 minuti.
Barbieri Dennis, 5^AE
Cosa fa sentire più liberi del parapendio? Abbiamo voluto intervistare Graziano Maffi, istruttore di volo libero in parapendio e deltaplano del club “Le poiane d’Oltrepo”, con sede a Ca’ del monte vicino alla Val Curone. Graziano ci ha raccontato alcuni particolari interessanti da sapere sulla tecnica del volo e, per gli appassionati a questo fantastico mondo, ha anche dato alcuni suoi consigli.
1.Vivendo ogni giorno a contatto con il pericolo, ti è mai capitato di rischiare davvero la vita o di assistere qualcuno in grave difficoltà?
Innanzitutto ci tengo a precisare che il volo di per sé non è uno sport pericoloso. In alcuni casi lo può diventare ma d’altronde persino andare in bicicletta può esserlo. Il parapendio ai giorni d’oggi è sicurissimo con ormai tutti gli strumenti che sono progettati per autostabilizzarsi, è il pilota quello che è in grado di rendere un volo pericoloso o meno in base alle sue scelte di guida. Io ad esempio volo da 40 anni e mi è capitato più volte in delle gare di trovarmi in situazioni difficili, ma sono sempre riuscito a cavarmela perché la prima regola del volo è che si deve sempre sapere ciò che si sta facendo.
2.Quali emozioni ti suscita praticare uno sport come questo?
Le emozioni sono parecchie: paura, adrenalina, attenzione per ciò che mi sta attorno, ma soprattutto un senso di libertà. È inappagabile poter vedere il mondo da una prospettiva diversa, sentirsi tutt’uno con la natura e immergersi per quel piccolo periodo in essa. Il bello di praticare questo sport è che ogni giorno la situazione è diversa; le correnti d’aria cambiano quotidianamente e quindi ogni giorno si compie un’esperienza diversa, rimanendo soddisfatti quando si riesce a capire come poter sfruttare al meglio questi flussi per elevarsi di quota.
3.Quali rischi si corrono a praticare uno sport estremo?
Gli eventuali rischi di questo sport sono dati soprattutto dalle condizioni atmosferiche, bisogna essere coscienti che è impensabile lanciarsi quando vi sono forti venti oppure quando è una giornata temporalesca. Altri rischi sono dati dall’atterraggio, il pilota deve sempre trovarsi nella situazioni di atterrare in sicurezza e quindi di trovarsi in un luogo adatto a ciò. . Un'altra accortezza è che bisogna sempre avere il vento che proviene da davanti e mai da dietro quindi noi quando il vento soffia da una parte noi ci buttiamo dal lato del monte dove soffia il vento in modo da avere una maggiore stabilità. Ripeto che il rischio non è dato dallo strumento di per sé, ma da chi e come lo si usa.
4.Quali tecniche si usano per capire quando e dove è il momento giusto per lanciarsi col parapendio?
Le tecniche sono molte e variano anche in base all’esperienza del ragazzo, ad esempio se si è inesperti è più adatto lanciarsi al mattino o alla sera tardi, quando le correnti sono molto attenuate e quindi si riduce il rischio di eventuali turbolenze. Al contrario se si è più esperti le due o tre di pomeriggio sono le più adatte perché ricche di correnti che aiutano a salire e scendere di quota
5.Come ci si prepara dal punto di vista psicofisico ad un’esperienza come questa?
Sicuramente la passione è un buon pre-requisito, mi è capitato che ragazzi di 12 o 13 anni chiedessero ai genitori di poter fare un’esperienza in parapendio e quindi si rivolgessero a me per poter far entrare i loro figli in questo mondo. Un altro aspetto è la consapevolezza di se stessi, ovvero il saper distinguere ciò che si è in grado di fare da ciò che invece non si è in grado, evitando quindi di strafare e di mettersi in pericolo.
6.Come può fare un ragazzo che vorrebbe approcciare per la prima volta questo sport a scoprire se è adatto a lui?
Un consiglio che posso dare è che se si è incerti sul fare qualcosa bisogna provarla. Per chi volesse provare quest’esperienza per la prima volta noi offriamo una lezione di prova gratuita, dove si possono imparare velocemente le basi e iniziare con qualcosa di più semplice ad esempio lanciarsi ad altezze più basse per le prime volte.
7.Consiglierebbe ad un giovane di provare almeno una volta il parapendio?
Assolutamente. Quando si è ad alta quota è un momento in cui si sta da soli con se stessi, quindi può essere anche un buon modo per conoscersi di più e acquisire fiducia nelle proprie capacità, ricordando però che il parapendio lo si fa solo se si ha la volontà di farlo, non bisogna mai forzare una persona a volare perché rovinerebbe quest’esperienza indimenticabile.
Iorfida Fabio e Boscain Simone, 5^AE