La pandemia ha costretto a limitare gli spostamenti di tutti da ormai un anno, chi ne soffre maggiormente forse sono i giovani che non vedono l’ora di poter ritornare a viaggiare normalmente. Abbiamo raccolto le testimonianze di due ragazze che nell’anno 2019/2020 hanno avuto l’opportunità di vivere e studiare all’estero.
“La cosa che sicuramente mi manca di più di quell’esperienza, soprattutto ora che siamo impossibilitati a viaggiare, è la libertà di potersi muovere per fare gite fuori porta. Era possibile spostarsi con il treno e raggiungere moltissime città caratteristiche con molta facilità; e questo senz’altro dava l’opportunità di visitare il più possibile il meraviglioso paese che è il Regno Unito. Un altro aspetto di cui
sento la mancanza in questo momento, sono i laboratori scolastici che davano l’opportunità di conoscere moltissime persone nuove e sperimentare diverse attività”
~ Elisabetta ~
“Ciò che più mi manca, in queste giornate, in cui sono costretta a passare i pomeriggi chiusa in casa davanti ad un computer, sono gli amici e il mettersi in gioco in situazioni diverse da quelle quotidiane. Poter vivere in America per un anno con una famiglia che non era la mia, ma che la è diventata, è sicuramente stata una delle esperienze più belle che abbia mai vissuto!
All’inizio non è semplice, sei in una realtà diversa, con persone che non hai mai visto e devi parlare una lingua che non è la tua, ma il bello di ogni viaggio è proprio riuscire a superare quel muro che ci frena dal provare nuove emozioni e vivere momenti che ricorderemo per sempre. Ogni giorno avevo la possibilità di conoscere gente nuova e fare attività diverse, e la parte più bella era proprio la scuola! Pochissimi compiti e verifiche solo a crocette, un sogno ;) “
~ Veronica ~
Mentre aspettiamo di poter tornare a viaggiare possiamo perderci nei nostri ricordi e continuare a esplorare con la fantasia.
Semeraro Elisabetta, 5^AS e Vergagni Veronica, 5^AA
A metà Giugno 2019 sedici ragazzi tortonesi, amanti dell’avventura, presero un volo con destinazione Randers, luogo di campeggio danese, immerso nella natura incontaminata. L’obbiettivo era uno scambio culturale coordinato da La Fenice A.P.S, organizzazione che partecipa a bandi finanziati dalla Comunità europea che danno la possibilità ai giovani di viaggiare per l’Europa a costi accessibili. I soggiorni si basano su attività all’aria aperta senza tecnologia (privi di instagram, acqua calda e morbidi materassi). Il viaggio stesso, di sedici ore, è stato solo l’inizio di una stravagante avventura fra ragazzi polacchi, danesi, rumeni e noi italiani. Dall'aereo al Flixbus, già a metà viaggio, ha preso avvio l'amicizia con il gruppo di ragazzi rumeni grazie ad una battaglia alla peggior canzone Trap del proprio paese.
Giunti sul posto ad accogliere tutta la comitiva c’era Palle (nome letterario), leader del gruppo danese e organizzatore ufficiale dello scambio, che non sapeva parlare l’inglese, e forse neanche il danese.
Per pranzo, i danesi hanno proposto la loro versione di pasta al sugo, dura e insipida e della lasagna, surgelata e scipita. Cottura: Mhhmm ottima! Il riso infatti era morbidissimo, quasi una purea.
I ragazzi divisi in gruppi davanti ai falò sacrificavano grandi pentole cimentandosi con la cucina di nere zuppe di patate, finendo sempre per rubare biscotti dalla dispensa.
L’esistenza del karma incorniciava la vacanza: il ragazzo indiano-polacco Gaurav l’ha vissuto sulla sua pelle.
Durante delle lezioni di kayak aveva tentato di ribaltare una ragazza, perdendo l'equilibrio lui stesso, e finendo con la testa sott’acqua.
Le esperienze, per quanto imprevedibili e ironiche, creano sempre bei ricordi e accrescono il proprio bagaglio culturale.
Martinica Cristina, 5^AS