masse, collisioni, traiettorie /
la creazione della tridimensionalità. Estrusioni, rotazioni, operazioni booleane
LEZIONE 16: Costruzione vettoriale del mondo
Un punto nello spazio può essere trasformato in un oggetto tridimensionale attraverso due operazioni fondamentali:
1. Estrusione
Metodo costruttivo in cui una sezione bidimensionale viene traslata lungo un asse per generare un volume tridimensionale.
Elementi necessari:
Sezione di base
Direzione dell’estrusione (asse di spostamento)
Lunghezza dell’estrusione
Variante: Fasciatura (Lofting)
Si basa sulla connessione progressiva di sezioni diverse per ottenere forme più complesse.
Utilizzato nella progettazione navale, aerodinamica e nel design organico.
2. Rotazione
Processo che genera solidi facendo ruotare una sezione attorno a un asse.
Funziona come un tornio, trasformando un profilo bidimensionale in una forma tridimensionale attraverso la rotazione.
L’applicazione del movimento ai solidi permette di superare la tridimensionalità tradizionale, aprendo a sistemi più complessi:
Dal punto si genera una retta.
Dalla retta si sviluppa una superficie.
Dalla superficie si ottiene un solido.
Dai solidi si passa a strutture ancora più articolate.
L’architettura della natura si basa su relazioni reciproche tra forme, utilizzando operazioni booleane per generare nuove geometrie:
Unione (A + B = C) → Combinazione di due volumi in un unico oggetto.
Sottrazione (A - B = D) → Eliminazione di una parte di un volume per ottenere nuove configurazioni.
Intersezione (A ∩ B) → Creazione di una forma basata sul nucleo comune tra due volumi.
Questi principi sono alla base della modellazione solida nelle discipline ingegneristiche e architettoniche.
I MIEI LAVORI: modellazione, controllo delle curvature, rendering
modellazione di uno scafo
lofting
diagramma Zebra - curvature
diagramma ESA - peso
diagramma Zebra - curvature
diagramma ESA - peso
L’integrazione tra la modellazione tridimensionale e la stampa 3D ha trasformato profondamente il modo in cui il design e l’architettura affrontano la costruzione di oggetti e strutture. Questa tecnologia, nata come strumento di prototipazione, si è evoluta fino a diventare una soluzione concreta per la realizzazione di elementi architettonici complessi, sfruttando la produzione additiva su larga scala.
Uno degli esempi più innovativi di questa evoluzione è il lavoro di Enrico Dini, pioniere nella stampa 3D applicata all’architettura. La sua tecnologia consente di costruire strutture di grandi dimensioni utilizzando materiali naturali e leganti inorganici, riducendo l’impatto ambientale e aprendo nuove prospettive per la sostenibilità edilizia.
Queste tecniche non si limitano alla costruzione di edifici, ma trovano applicazioni fondamentali anche in ambito ambientale. Un esempio concreto è quello della rigenerazione degli ecosistemi marini attraverso la creazione di reef artificiali. Questi elementi, realizzati con forme organiche e superfici porose, forniscono un habitat ideale per la ricolonizzazione di coralli e altre specie marine. L’uso della stampa 3D in questo settore consente di riprodurre strutture complesse che imitano la naturale conformazione delle barriere coralline, facilitando il ripristino della biodiversità in zone compromesse dall’attività umana o dal cambiamento climatico.
la più grande barriera corallina artificiale alle Maldive .
large scale 3d printing, Enrico Dini at TEDxBocconi
LEZIONE 17: Fog: Frank Owen Gehry Masse, traiettorie, collisioni (parte 1)
Frank Gehry, nato a Toronto nel 1929 e trasferitosi a Los Angeles, ha rivoluzionato l’architettura con un approccio sperimentale basato sulla manipolazione dei materiali e delle forme. Dopo una crisi personale e professionale nel 1978, si avvicina all’arte contemporanea, sviluppando un linguaggio architettonico innovativo. La Casa Gehry, costruita con materiali industriali disposti in modo non convenzionale, diventa il simbolo della sua nuova visione.
Assemblare – Uso di materiali industriali in modo creativo, ispirandosi al bricolage.
Spaziare – Creazione di architetture dinamiche con volumi separati e disposti in equilibrio.
Separare – Distinzione tra gli elementi architettonici per esaltarne l’autonomia espressiva.
Fondere – Connessioni fluide tra le forme per generare architetture scultoree, come nella Casa Danzante.
Slanciare – Edifici proiettati verso l’esterno con un forte senso di movimento, come il Guggenheim di Bilbao.
Liquefare – Forme fluide e dinamiche, ispirate alla scultura, evidenti nel Walt Disney Concert Hall.
Grazie all’uso di software avanzati come CATIA, Gehry ha superato i limiti tradizionali dell’architettura, trasformandola in un’arte in continua evoluzione, capace di combinare tecnologia, emozione ed espressione scultorea.
Può una città evolversi e migliorare attraverso un progetto architettonico mirato?
LEZIONE 17 : Fog: Frank Owen Gehry Masse, traiettorie, collisioni (parte 2)
Frank Gehry ha rivoluzionato l’uso della tecnologia nell’architettura, trasformando la modellazione digitale in un mezzo essenziale per realizzare forme complesse. Nonostante le sue prime opere fossero basate su schizzi manuali e sperimentazioni materiche, nel 1992 l’adozione di CATIA ha segnato una svolta fondamentale.
CATIA: Dal Disegno alla Costruzione
Originariamente sviluppato per l’industria aeronautica, CATIA è un software avanzato di modellazione in NURBS che ha permesso a Gehry di gestire superfici complesse con estrema precisione. Grazie all’integrazione con il BIM (Building Information Modeling), il software ha reso possibile la costruzione di strutture altamente articolate, come El Peix a Barcellona, la sua prima opera progettata digitalmente.
Gehry Technologies: Democratizzare l’Innovazione
Il successo nell’uso delle tecnologie digitali ha spinto Gehry a fondare Gehry Technologies, un’azienda dedicata alla consulenza per altri architetti nell’uso di strumenti 3D avanzati. A partire dal Guggenheim di Bilbao, molti dei suoi progetti sono stati realizzati con processi innovativi che hanno trasformato il modo di concepire la costruzione.
L’Approccio SKIN-IN: Un Nuovo Linguaggio Materico
Uno degli aspetti più interessanti del suo lavoro è l’idea di SKIN-IN, un metodo in cui l’involucro esterno (la “pelle”) non è solo una superficie decorativa, ma un sistema integrato che interagisce con la struttura interna. Ne è un esempio il Guggenheim di Bilbao, in cui il rivestimento in titanio si sovrappone a una rete di sottostrutture tecnologicamente avanzate.
Un’applicazione ancora più sofisticata di questo concetto si trova nel Padiglione della Fondazione Louis Vuitton, progettato come una “farfalla in volo”. Qui la composizione per strati (layers) non solo definisce l’estetica fluida dell’edificio, ma integra anche funzionalità strutturali e ingegneristiche, confermando l’approccio innovativo di Gehry alla progettazione architettonica.
Padiglione della Fondazione Louis Vuitton
Walt Disney Concert Hall (Los Angeles, 1999-2003)
The IAC Building (New York, 2007)
The Dr. Chau Chak Wing Building (Sydney, 2015)
LEZIONE 18 : Tempo prima dimensione dello Spazio
"Nudo che scende le scale n. 2" (1912) di Marcel Duchamp
La percezione del tempo non è un concetto statico, ma varia nel corso della storia e in base alle culture. Differenze significative emergono tra il tempo vissuto nelle città metropolitane e quello delle comunità rurali, oppure tra il ritmo di vita frenetico delle metropoli moderne e quello più dilatato dei paesi di montagna. Per comprendere meglio queste trasformazioni, possiamo analizzare l’evoluzione dell’orologio come strumento di misurazione del tempo.
Nel passato, il tempo era scandito in modo preciso e localizzato: gli orologi si trovavano sulle torri, nelle aule e sui polsi delle persone. Questa misurazione regolava le attività quotidiane e determinava la separazione tra luoghi e funzioni (come casa e lavoro), contribuendo alla nascita del concetto di zoning urbano tipico dell’epoca industriale.
Oggi, il tempo è diventato distribuito e frammentato, non più ciclico ma percepito come discontinuo. L'orologio non è più un oggetto localizzato, ma è ovunque: negli smartphone, nei computer, nei dispositivi digitali. Anche la città ha perso la sua suddivisione rigida in zone funzionali, trasformandosi in un ambiente ibrido dove si sovrappongono diverse attività.
Questa evoluzione si riflette nel modo in cui le persone organizzano i loro incontri:
Ieri: Romeo e Giulietta si davano appuntamento "al tramonto sotto la quercia", senza una certezza assoluta sul luogo esatto.
Nel Novecento: I nostri genitori fissavano incontri precisi, ad esempio: “Ci vediamo davanti a Palazzo Borghese alle 19:30.”
Oggi: Gli appuntamenti sono negoziati in tempo reale tramite smartphone, rendendo il tempo e lo spazio sempre più fluidi.
Una prospettiva innovativa suggerisce che il tempo non sia semplicemente una quarta dimensione dello spazio, ma la prima e fondamentale dimensione che lo descrive.
Il tempo definisce lo spazio: in condizioni limitate (come una stanza buia), l’unico modo per percepire lo spazio è attraverso il tempo, che diventa quindi il mezzo primario per descriverlo.
Lo spazio come intervallo percorribile: la dimensione minima dello spazio è la linea, che nasce dal movimento nel tempo.
Il punto come entità senza spazio né tempo: in fisica e astrofisica, i punti rappresentano singolarità, come nei buchi neri, dove spazio e tempo si generano insieme in una curvatura infinita.
L’essere umano ha sempre utilizzato strumenti per ampliare la propria percezione dello spazio e del tempo. Oggi, le protesi tecnologiche – dai dispositivi digitali a Internet – permettono di navigare simultaneamente in più realtà.
Internet è una delle protesi cognitive più potenti:
Permette di densificare e moltiplicare spazi e tempi, connettendo persone e luoghi distanti in tempo reale.
Rende possibile esperienze simultanee in luoghi separati, sfidando il concetto tradizionale di spazio fisico.
Consente di immaginare e progettare spazi multidimensionali, aprendo nuove possibilità architettoniche e percettive.
Il tempo è la prima dimensione dello spazio: è il mezzo attraverso cui descriviamo lo spazio, non una sua semplice estensione.
Lo spazio è un intervallo percorribile: la sua unità minima è la linea.
Il punto non ha né spazio né tempo: concetto fondamentale in fisica e astrofisica.
Ogni sistema inferiore è contenuto in uno superiore: non esiste un unico riferimento assoluto.
La proiezione tra sistemi permette di intuire dimensioni superiori: come una creatura bidimensionale potrebbe percepire la terza dimensione solo attraverso ombre e proiezioni.
Ogni sistema ha il proprio tempo e spazio autonomo: non esistono valori assoluti, ma solo relazioni tra diversi sistemi di riferimento.
In ogni sistema superiore coesistono infiniti sistemi inferiori: un’idea che apre alla navigabilità tra differenti realtà spaziali e temporali.
La comprensione dello spazio e del tempo come variabili soggettive e relative al sistema di riferimento è fondamentale per l’evoluzione dell’architettura, della percezione sensoriale e della progettazione di nuovi ambienti. Con l’avvento delle tecnologie digitali e delle protesi cognitive, stiamo vivendo una trasformazione profonda che ridefinisce il nostro rapporto con il tempo e lo spazio, aprendo possibilità inedite per il futuro.
APPROFONDIMENTI: SI PUO' ALTERARE LA PERCEZIONE DELLO SPAZIO E LO SCORRERE DEL TEMPO?
Questo film esplora la manipolazione del tempo e dello spazio attraverso i sogni, offrendo una rappresentazione cinematografica complessa delle dimensioni spaziotemporali.
La Stanza dello Spirito e del Tempo è uno spazio sospeso tra le dimensioni, dove un giorno all'esterno corrisponde a un anno al suo interno.
Un vuoto bianco senza fine, interrotto solo da una porta e una piccola costruzione, in cui il tempo accelera e la percezione si altera. L’aria è rarefatta, la gravità più intensa, un luogo dove il corpo e la mente si confrontano con l’infinito
Immagina di entrare in uno spazio dove tempo e spazio si dissolvono. Luci in metamorfosi, nebbia artificiale che avvolge tutto, colori che sfumano come un tramonto senza fine. Il pavimento scompare, il soffitto svanisce: sei dentro un’illusione viva.
un'installazione video di 24 ore in cui migliaia di scene cinematografiche con orologi sono montate in sequenza, sincronizzate con l'ora reale.
Ogni minuto è scandito da un nuovo frammento, trasformando il film in un orologio vivente, dove il tempo non è solo raccontato, ma sperimentato in modo ipnotico
Opere immersive fatte di luce pura, in cui i confini tra spazio e tempo si dissolvono. L’ambiente diventa una superficie mutevole, la percezione viene completamente trasformata.