Il giorno della memoria all’I.S.I.S. “G. Salerno” di Gangi
a.s. 2023-2024
Il 27 gennaio scorso anche nel nostro Istituto “G. Salerno” è stata celebrata la “giornata della memoria”, in collaborazione con l’associazione F.I.D.A.P.A sez. di Gangi.
Come dimenticare il genocidio subito dal popolo ebraico per mano del Nazismo? Sicuramente è stato lo sterminio più grande mai commesso nella storia dell’umanità. Quanto orrore e quanta crudeltà! Nessuna manifestazione di pietà nei confronti degli ammalati, dei disabili, dei bambini, delle donne e dei vecchi deboli e indifesi. Figuriamoci quanto dovette essere pesante e dura la mano nei confronti degli uomini e delle donne fisicamente sani e ritenuti abili a svolgere attività lavorative. Sappiamo la motivazione addotta dai nazisti : “la razza ebraica era una razza inferiore e, perciò, bisognava sterminarla”. Questa orrenda ventata di terrore ha seminato sdegno, sconcerto, disapprovazione, condanna netta. Da tutte le parti del mondo civile, libero e democratico la voce è stata ed è una sola : “mai più si dovranno verificare atrocità simili”. Oggi tutti siamo d’accordo, ma ieri non è stato così. I negatori tentarono di insabbiare ogni cosa. Per fortuna, tentativi tutti falliti miseramente, specialmente dopo che furono scoperti i campi di concentramento ad opera dell’armata russa. Nei “campi di concentramento” i prigionieri erano sottoposti a torture di ogni sorta; l’alimentazione consisteva in delle brodaglie con pochi chicchi di riso; il loro peso corporeo diminuiva di giorno in giorno a vista d’occhio; i più gagliardi non superavano i 50 Kg. ; venivano ammassati in dei “capanni” come bestie; sottoposti a lunghe marce e a lavori usuranti e pesantissimi; al caldo, al freddo, in mezzo alla sporcizia, che dominava sovrana in barba al minimo rispetto per le norme igieniche. Sventurato chi vi finiva! I pochi che sopravvissero furono a dir poco davvero fortunati.
E noi, oggi, cosa possiamo fare? La risposta è una sola : ricordare per non dimenticare. E, per questo motivo, nelle scuole e nei sodalizi dove è possibile si organizzano incontri, conferenze, si cercano testimonianze, si mettono su spettacoli, si leggono pagine memoriali di ex deportati ,ecc... Il nostro Istituto non si è sottratto neanche quest’anno a questo impegno umanitario. Con la guida di alcuni docenti sono state organizzate diverse attività finalizzate alla riflessione e alla sensibilizzazione verso questo ordine di tematiche. La classe IV sez. T si è impegnata nella rappresentazione “Non c’è futuro senza memoria” di letture, di foto, di video, di interviste su quanto accaduto in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale . In un video protagonisti erano due persone deportate e sopravvissute che raccontavano le condizioni di vita ad iniziare dalla difficile partenza, durante il lungo e massacrante viaggio dentro vagoni per trasporto bestiame, nei freddi e squallidi campi di concentramento e, infine, in che cosa consistevano le camere a gas e la funzione dei forni crematori.
Davvero commovente! Ci domandiamo : l’uomo del XX secolo che ha commesso tali atrocità può essere chiamato davvero “uomo”? La seconda attività, che ha coinvolto gli alunni delle classi seconde guidati dai docenti di storia , si è basata sulla recita di alcuni passi estrapolati dal libro di memorie “Passi nel buio” , scritto dal cittadino di Gangi Gaetano Sauro, sopravvissuto ai campi di concentramento, da alcuni decenni scomparso, ma rappresentato dai figli. Sono stati momenti particolarmente toccanti quelli vissuti durante l’ascolto della lettura dei brani, ma ha provocato tanto sconcerto specialmente quando il deportato Sauro riferisce dei manifesti affissi sulle porte di ingresso dei luoghi pubblici recanti la scritta “è vietato l’ingresso agli italiani”. Con ciò abbiamo detto tutto.
Un film riguardava la storia di un bimbo costretto a sostenere il peso dell’ideologia nazista, ma che, al cessare delle ostilità belliche, inizia a ballare in segno di una nuova vita piena di gioia e di libertà. La mattinata si è conclusa con la collocazione nel Viale delle Rimembranze di tre “Pietre d’ Inciampo” dedicate a tre cittadini gangitani partiti per la guerra, divenuti prigionieri e deportati nei campi di sterminio da dove non sono più tornati.
Gangi, febbraio 2024
( Sintesi dei lavori svolti dagli alunni della classe II T sez. Turismo )
Coordinazione della prof.ssa Giuseppina Seminara