“FERITE...OLTRE LA PAURA”


Il 25 novembre, come è noto, ricorre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. In

tale occasione, il nostro Istituto “G. Salerno” in collaborazione con l’associazione  FIDAPA

di Gangi ha organizzato uno spettacolo teatrale intitolato “Ferite...oltre la paura” di Aldo

Rapè.

Lo spettacolo è stato preceduto dagli interventi dei Dirigenti Scolastici Ignazio Sauro e

Francesco Serio, dalla presidente della Sez. della locale Fidapa prof.ssa Alda Rita Bevacqua,

dal Vice Sindaco Rag. Nicola Blando e dal prof. Antonio Farinella, vice Presidente della BCC

Madonie. Nei rispettivi interventi tutti e quattro hanno usato parole chiare, dure e di netta

condanna contro il femminicidio dilagante in Italia e sulla urgente e improcrastinabile necessità

di dover predisporre, almeno su scala nazionale, strumenti idonei a contrastare e a combattere

più efficacemente il fenomeno. Le famiglie, le scuole, le associazioni, le varie agenzie culturali, i

mass-media e i social non possono e non debbono più tollerare questa deriva antifemminile. Il

Governo e il Parlamento debbono affrettarsi ad approvare nuove norme legislative più severe e

più adeguate al nostro tempo nella lotta contro le violenze sulle donne. Il “buonismo” , come si è

visto, non porta a nulla in una società come la nostra, ancorata ancora a una mentalità troppo

maschilista e paternalistica. Occorre accelerare i tempi e avviare una vera e propria rivoluzione

culturale che ponga al centro, come protagonisti e con pari dignità, l’uomo e la donna.

Basterebbe mettere in pratica il comandamento cristiano : “Ama il prossimo tuo come te

stesso”.

Il lavoro teatrale, interpretato dalla compagnia Primaquinta di Caltanissetta, articolato in tre

scene, ha visto gli attori impegnati in casi e situazioni in cui, in genere, possono venire a trovarsi

tutte le donne. Nella prima scena si passa dalle parole e dai gesti dolci e caramellati iniziali alle

maniere, sia verbali che materiali, gradatamente sempre più forti e violente: un crescendo

drammatico con un epilogo spesso tragico. La seconda scena ha per protagonista una ragazza

che, violentata dal padre per dieci lunghi anni, alla fine, trova il coraggio e la forza per esporre

denuncia. La denuncia non riguarda, però, esplicitamente il padre violentatore; la ragazza

denuncia, infatti, la scomparsa di tutti i sogni che quella relazione le ha portato via. Toccante è

stata l’ultima scena. Tutti gli attori hanno portato e deposto sulla scena delle scarpe, non solo

rosse o con il tacco, ma anche scarpe da giorno, da ginnastica e, soprattutto, scarpe da

bambina. Queste ultime come simbolo della violenza esercitata sulle bambine indifese.

Lo spettacolo è stato ben condotto e ben curato; il linguaggio rispondente al nostro dire

odierno e aderente alle tematiche affrontate, come anche le musiche. Non sono mancati i

momenti di intensa emozione. Negli spettatori, che hanno seguito lo svolgersi delle vicende con

particolare attenzione e vivo interesse, ha lasciato dei messaggi educativi sicuramente incisivi

sotto ogni profilo.

Qualche nostra riflessione. Tutti ci dobbiamo porre questa domanda: a che pro tanta violenza

a danno di colei che genera l’uomo? Occorre maggiore rispetto della parità di sesso o di genere,

e non si debbono frapporre discriminazioni per il colore della pelle, della religione, del pensiero

politico, della condizione economica e sociale. Rispettare se stessi e gli altri e pretendere

rispetto dagli altri, SEMPRE. Poter GODERE della LIBERTA’ nel senso più ampio della parola.

Come si può ben constatare, si tratta di principi inalienabili contemplati nella nostra

Costituzione. Il motto, quindi, deve essere: FAR VALERE SEMPRE QUESTI SACROSANTI

PRINCIPI. Sono principi irrinunciabili che ogni singola persona, in una società davvero civile,

può e deve sempre difendere e pretendere per sé e per gli altri.

( Desunto dalla prof.ssa Giuseppina Seminara da alcuni lavori svolti da alunni delle classi 2^,

3^, e 4^ sez. T )