LA GIORNATA DELLA MEMORIA 27/01
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime dell'Olocausto. Questa giornata è stata deliberata dall’Assemblea plenaria dell’ONU il 1° novembre 2005 con la risoluzione n. 60/7. I lavori preliminari della risoluzione avevano avuto luogo durante una sessione speciale dell’Assemblea dell’ONU, tenuta il 24 gennaio dello stesso anno, in occasione del sessantesimo anniversario celebrativo della liberazione dei campi di concentramento nazisti e della fine dell’Olocausto.
Perché il 27 gennaio? In quel giorno del 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.
L’ISIS “Giuseppe Salerno”, sezione ITE, in ricorrenza del 27 gennaio, ha voluto dare ospitalità alla mostra di arte fotografica “Da Anima ad Anima” della Sig.ra Arianna Di Romano. La mostra ritrae particolari momenti della Shoah : precisamente la celebrazione della marcia della morte avvenuta a Chelm, una cittadina della Polonia a circa 40 chilometri dal confine con l’Ucraina.
Alla testimonianza storica documentata dalle fotografie si è affiancata quella verbale della Sig.ra Beck Shlomit, impegnata a raccontare l’esperienza vissuta da sua madre all’interno dei campi di concentramento.
All’accoglienza del Sindaco, della sig.ra Di Romano, della sig.ra Beck e di suo marito e di altre personalità locali erano stati designati alcuni alunni della classe 3T, mentre il personale scolastico si era occupato dell’allestimento dell’auditorium per accogliere le classi quinte dell’Ite e del Liceo. Tutte le altre classi avrebbero seguito l’incontro da remoto. Inoltre, tenuto conto che i coniugi Beck si esprimevano in lingua inglese, la prof.ssa Bevacqua ha dato incarico alle alunne Ferrarello Azzurra (3^T ) e Alleri Chiara (5^T) di occuparsi della traduzione simultanea dall’inglese di quanto i relatori avrebbero esposto.
I lavori sono stati aperti dalla prof.ssa Alessia Ferraro, Presidente della Sez. della FIDAPA di Gangi. A seguire sono intervenuti il DS Ignazio Sauro e il Sindaco Giuseppe Ferrarello.
Ha preso la parola, quindi, la sig.ra Beck e ha parlato della marcia della morte e del suo significato. “Nel dicembre del 1939 duemila ebrei della città polacca di Chelm furono rastrellati dai nazisti e furono costretti a marciare in mezzo alla neve e per 50 Km in direzione della città Hrubieszèw. Molti morirono. Pochissimi riuscirono a tornare e a raccontare di quell’infamia. Le loro orme furono inghiottite dal tempo e, per certi versi, dall’oblio. Fu il primo omicidio di massa compiuto dai nazisti durante la guerra, un olocausto silenzioso, una sorta di terrificante prova generale dell’orrore, che annientò milioni di persone e che, negli anni successivi, devastò gli animi di tutti”.Le fotografie della Di Romano hanno il merito di condurre il visitatore dentro quei luoghi, teatro di devastazione e di morte. La numerosissima platea , silenziosa e attenta, ha potuto sentire sulla propria pelle la sofferta narrazione di colei che ha fortemente voluto quella commemorazione: una diretta discendente di alcuni dei testimoni di quel terribile evento, che ha coinvolto la fotografa nel progetto di divulgazione, e l’avvocato israeliano Shlomit Beck, presidente della Chelmer Organization of Israel.
L’avvocato Beck ha parlato di come è nata questa organizzazione, affermando che essa è stata fondata con lo scopo importante e primario di ricordare questi eventi.
Durante la manifestazione sono state mostrate le foto, scattate nel 2019 sempre dalla fotografa Arianna Di Romano; tra di esse alcune ritraevano il cimitero di Chelm che è stato istituito come luogo simbolico dove poter ricordare.
Di seguito cerchiamo di riassumere le narrazioni dei coniugi Beck.
“Questa prima marcia fu una sorta di marcia della “verifica”: alla stregua di un processo statistico, esperito però sulla carne di esseri umani, messa in atto dai nazisti per testare sull’opinione pubblica locale e internazionale il grado di accettazione dell’omicidio di massa degli ebrei.
La maggior parte degli ebrei di Chelm furono successivamente assassinati nei ghetti o deportati nel campo di sterminio di Sobibor. Sono passati decenni e i sopravvissuti a quella marcia sono morti uno dopo l’altro. Se fossero sopravvissuti, i più giovani oggi sarebbero in 96. I loro figli e nipoti si sono assunti la missione di mantenere vivo il ricordo di quelle atrocità, fondando la Chelmer (Organization of Israel), il cui presidente, Ben-Zion Levkovitz, fu messo a conoscenza de quegli orrori da sua madre.
Il primo dicembre 2019, i discendenti degli ebrei di Chelm hanno organizzato e concretizzato una marcia commemorativa, ricalcando il percorso che i loro familiari assassinati erano stati costretti a compiere. Oltre che nella piazza di Chelm e a Hrubieszów hanno posto targhe su quelle che furono le soste più rappresentative e sui siti delle fosse comuni. Ad ogni sosta una preghiera d’intensità straordinaria, una dolcissima nenia per cullare le immagini e la nostalgia; poi il religioso silenzio del rispetto accompagnato dalle lacrime calde sulle guance gelide dei partecipanti, e di nuovo i canti lancinanti con una massiccia partecipazione delle scuole”.
Arianna Di Romano ha partecipato e ha documentato con le sue fotografie questo primo evento storico-commemorativo, portandone testimonianza e risonanza per la prima volta anche in Italia.
L’idea è nata da Shlomit Beck, impavida guerriera della memoria. Titanico e indispensabile è stato il lavoro organizzativo svolto, che si è intrecciato alla fortissima spinta emotiva familiare. Infatti, la sig.ra è stata testimone indiretta degli atroci avvenimenti storici che le furono raccontati dalla madre, portata via da Chelm all’età di tre anni.
La sig.a Beck, nel narrare i fatti, che avevano avuto tanta risonanza concreta, dava l’impressione di leggere quella storia estremamente preziosa negli occhi cristallini della madre e della zia.
Quasi nessun ebreo oggi risiede a Chelm. I racconti personali ed esperienziali durante il primo dicembre 2019 sono giunti da diversi Paesi del mondo: Brasile, Stati Uniti, Gerusalemme, Italia, Israele. E’ stata segnalata la testimonianza di una delle sopravvissute oggi residente a New York.
La Chelmer Organization of Israel intende tenere l’evento una volta all’anno nel sistema educativo e scolastico per inculcare tali accadimenti nella coscienza israeliana.
Cosa possiamo apprendere noi giovani? Ad amare e cercare sempre la via della pace, mettendo al bando ogni forma di violenza e condannando decisamente le devastazioni, gli stermini e le guerre.
Gli alunni della classe V ITE sez. Turismo