A Mesoraca c'erano tanti alberi come: il ciliegio, il pesco, l'ulivo, il castagno, alberi che ti danno da mangiare.
Nelle strade si vedevano passare tante macchine, moto e camion ma, ogni tanto, c'era anche qualche cavallo.
I mezzi di trasporto creavano aria sporca che può fare venire alle persone i polmoni macchiati, neri. Il robottino si ricordò di un posto molto bello che si chiamava Villaggio Fratta.
Qui c'erano case sia grandi che piccole, tanti fiori dove le api andavano a succhiare il nettare, tanti alberi dove si sentiva cantare le cinciallegre e, c'erano animali come mucche e cinghiali. Quando scendeva la notte Ozobot aveva paura del buio, dei rumori che sentiva nel bosco ma, vicino a lui c'era il suo amico Antonio che lo rincuorava e lui si sentiva protetto.
Una sera Antonio e i suoi amici accesero un falò per scaldarsi, per guardare le stelle ma, anche per mettere le patate a cuocere con la logna (salsiccia), panzaglia (carne di maiale) e come fine cena bevendo la brasilena, una bevanda calabrese.
Ozobot, benché quella sera si fosse divertito, sgridò Antonio perché certe cose non si devono fare, come accendere un fuoco nel bosco.
Il giorno dopo, Antonio e Ozobot partirono per il PARCO NAZIONALE DELLA SILA.