fondamenti di fotografia e videografia
alfabetizzazione all'arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle immagini
Isabel Allende, Ritratto in seppia
La fotografia è una disciplina emozionante ma anche complessa, ma ci sono molti concetti importanti che un principianteo uno studente/ssa naturalmente non conosce o trascura al momento di iniziare a fotografare, imparando poco e non riuscendo a migliorarsi.
Una piccola guida con le cose basilari da sapere è sempre utile per cominciare nel modo migliore.
Scegliere la macchina fotografica giusta
Se ti stai avvicinando alla fotografia e stai cercando di capire quale sia la migliore fotocamera per te, probabilmente ti sentirai un po’ perso nel mare delle possibilitá offerte. Una reflex o mirorrless? Nikon o Canon? Forse qualcosa meno classico? Qual’é il budget giusto? Entry-level o giá qualcosa piú avanzato?
In questo parte proviamo a scegliere, facendo un lista delle migliori reflex e mirrorless per principianti/studenti. Ti potrebbero interessare le compatte, che in alcuni casi possono offrire una qualità d'immagine paragonabile a reflex e mirrorless, sarebbe una cosa giusta ed il mercato offre parecchie possibilità. Se siete interessati alle mirrorless, ma la vostra preoccupazione é il budget, potete leggere questo articolo sulle migliori mirrorless economiche.
Se vui una fotocamera da utilizzare tutti i giorni, avrai bisogno di qualcosa di molto leggero. Piú piccola e leggera sará la fotocamera, piú tenderai a portarla ovunque con te. Una mirrorless leggera come la Panasonic GX80 o la Canon Eos- M100 potrebbe essere la soluzione perfetta.
Puoi anche pensare per qualcosa un po’ piú grande. Se le dimensioni della fotocamera non sono una prioritá, puoi prendere in considerazione delle reflex come la Nikon D5600 o la Pentax K-70. Sono piu adatte a certi tipi di fotografia (semiprofessionale) e sono molto maneggevoli.
Se sei un amante dei selfie, scegli una fotocamera con retroschermo competamente girevole, come la Sony a 5100, o la Canon Eos- M100.
Scattare fotografie o anche fare video?
Se hai intenzione di dedicarti anche ai video, focalizza l’attenzione su modelli che offrono sistemi di messa a fuoco che funzionano bene durante la registrazione. Due esempi di fotocamere con questa carattersitica sono la Sony Alpha 5100 e la Canon EOS 200D.
Non è un caso che le pubblicità dei nuovi telefoni puntino spesso sulla qualità fotografica dell’apparecchio. O che stuoli di attori e attrici vengano ingaggiati per promuovere la qualità dei selfie dell’ultimo telefonino lanciato sul mercato.
La qualità delle fotocamere degli smartphone cresce di anno in anno. Inoltre continua a essere uno dei principali fattori su cui puntano i vari produttori, anche all’interno di uno stesso marchio, per differenziare i modelli di fascia alta da quelli più economici.
L’idea di fotografare con lo smartphone è allettante anche per moltissimi utenti, la fotocamera risulta la funzione accessoria più utilizzata in uno smartphone, dopo quelle per la comunicazione. I vantaggi sono evidenti: il telefono lo abbiamo sempre con noi, fare foto e video digitali non costa nulla, e possiamo all’istante rivedere i nostri scatti, modificarli, condividerli con gli amici.
Per gli appassionati di fotografia con lo smartphone, può valere la pena spendere qualche decina di euro in più per dotarsi di uno o più gadget che possono contribuire a rendere migliore il risultato finale. Ecco quali sono i più interessanti.
bastoni e treppiede per smartphone
bastone regolabile con giroscopio per smartphone
batteria supplementare portatile - Power Bank
Treppiede
Una differenza tra fotocamera tradizionale e smartphone è che il secondo non sta in piedi da solo. Questo rende più difficile fare foto e video in alcune condizioni: per esempio quando serve grande stabilità perché c’è poca luce o perché state riprendendo un video. Un piccolo treppiede portatile fornisce tale stabilità. In particolare sono molto popolari i treppiedi con le gambe snodate: considerato il peso ridotto degli smartphone, possono essere usati anche in luo- ghi dove altrimenti non era possibile piazzare il consueto treppiede con fotocamera, per esempio appesi al ramo di un albero, attaccati a un palo ecc. Oltre ai modelli base, esistono anche dei modelli con piedini magnetici che consentono ulteriori libertà di posizionamento dello smartphone.
Il treppiede torna utile anche in caso di selfie: in particolare, rispetto al bastone, permette di non avere il bastone nella foto e permette anche di utilizzare una gamma di inquadrature molto più ampia.
Bastone per selfie
È un gadget che gode di scarsa considerazione ed è talvolta addirittura oggetto di scherno (anche per via della scarsa considerazione attribuita da una parte della società agli amanti del selfie), ma la cui popolarità è ben meritata: se vi piace fare degli autoscatti è un oggetto che migliora notevolmente il risultato (rispetto al farsi le foto allungando la mano). Rispetto al treppiede offre meno flessibilità nel posizionamento, ma d’altro canto consente di scegliere più accuratamente l’inquadratura.
Batteria aggiuntiva
La batteria esterna (o “power bank”) è un accessorio molto diffuso nell’era degli smartphone. Si tratta di un accumulatore che permette di ricaricare le batterie interne di un dispositivo portatile. Può fare la differenza fra ritrovarsi il telefono scarico e averlo a completa disposizione quando serve di più, per esempio durante un lungo viaggio in cui non si ha la possibilità di caricare il telefono con una presa di corrente. Il suo funzionamento è semplice: per prima cosa si carica l’accumulatore collegandolo a una presa di corrente tramite un trasformatore, come si fa con un qualsiasi dispositivo portatile. L’accumulatore, immagazzinata l’energia elettrica, la restituisce tramite una porta USB e attraverso questa si può caricare qualsiasi dispositivo elettronico: cellulare, macchina fotografica, tablet ecc.
fonte WEB: tratto da: Foto e video con lo smartphone- guida di Altroconsumo.
Uno dei vantaggi delle fotocamere negli smartphone è quello di avere la macchina fotografica sempre a portata di mano, per immortalare anche i momenti più inaspettati. Mettere l’app Fotocamera nella parte in basso della home page fa sì che in ogni schermata vi troviate l’avrete sempre sottomano e basterà un tocco per aprirla. Se il telefono è bloccato, dalla schermata di blocco avete quattro modi diversi per lanciare l’app. Quello normale è sbloccare il telefono (scorrendo lo schermo verso l’alto) e poi lanciare l’app toccando l’icona. Ma altri tre metodi vi consentono di guadagnare quel secondo o due che possono fare la differenza tra scattare una bellissima foto e perdere l’attimo giusto. Scegliete quello che preferite tra:
scorrete la schermata di blocco verso sinistra;
tenete premuto per due secondi il pulsante Home 1
e poi rilasciatelo;
lanciate Siri (l’assistentevocale) e pronunciate una frase
come:“fai una foto” 2,“fai una foto panoramica”, “fai un video”: l’app si aprirà già sul comando corretto.
Foto è la modalità standard che viene mostrata quando apri Fotocamera. Utilizza la modalità Foto per scattare foto statiche e Live Photo. Scorri verso sinistra o destra per scegliere una delle seguenti modalità di fotocamera:
Video: registra un video.
Time-lapse: crea un video in time-lapse che registra i movimenti durante un periodo di tempo.
Slo-mo: registra un video con un effetto slow motion.
Panoramica: scatta una foto panoramica di un paesaggio o di altre scene.
Ritratto: applica un effetto di profondità di campo alle foto (sui modelli supportati) iPhone.
Cinema: applica un effetto di profondità di campo ai video (sui modelli supportati) iPhone.
1:1 scatta foto con proporzioni quadrate.
Su iPhone 11 e modelli successivi, tocca , quindi tocca 4:3 per scegliere tra proporzioni quadrate, 4:3 o 16:9.
tratto da: Support Apple
Il paesaggio è inquadrato il più possibile, in modo da essere nettamente predominante rispetto al soggetto, che può anche essere totalmente assente.
Il paesaggio è predominante rispetto al soggetto, ma questo è ancora ben riconoscibile nonostante la distanza che lo divide dalla macchina da presa.
Il soggetto è ripreso in modo da essere “incorniciato” dall’ambiente che lo circonda, dando così una visione d’insieme della situazione in cui si trova ma lasciando che sia l’azione il punto centrale dell’inquadratura. In sede di montaggio viene spesso usato come raccordo tra i campi più larghi e i piani più stretti.
Un’inquadratura che mostra l’ambiente nella sua interezza, compresi ovviamente tutti i soggetti che vi sono all’interno.
La figura umana è ripresa interamente, in modo da coincidere approssimativamente con i bordi dell’inquadratura, e ne è l’elemento più importante. Può essere sia verticale, quando il soggetto è in piedi, sia orizzontale, quand’è sdraiato.
La figura umana è inquadrata fino alle ginocchia o quasi. Il nome deriva dall’ampia diffusione di questo tipo di inquadratura nei western classici, dato che permette di mostrare i gesti dei pistoleri che estraggono rapidamente l’arma (non a caso negli Stati Uniti è detto proprio cowboy shot).
La figura umana è inquadrata soltanto a mezzo busto, dalla cintola o dal petto in su (in quest’ultimo caso si può parlare anche di mezzo primo piano).
Nel primo piano viene inquadrato l’attore dalle spalle in su; viene utilizzato per rivelare gli stati d’animo dell’attore ed è molto utilizzato per mostrare i dialoghi degli attori.
È inquadrato solo ed esclusivamente il volto del personaggio, a volte tagliando la parte alta della testa e persino il mento.
Viene mostrato un oggetto, o un particolare di un oggetto o di un corpo.
Steve McCurry (Filadelfia, 23 aprile 1950) è un fotografo statunitense, uno dei fotografi della Magnum Photos, che ha spaziato con i suoi reportage in più generi, dalla street photography alla fotografia di guerra e dalla fotografia urbana al ritratto come la celebre fotografia Ragazza afgana.
Inquadrare la postura giusta quando si utilizza una camera.
l'inquadratura caratterizza l'immagine ... nel caso del ritratto rappresentiamo l'anima o il carattere di un soggetto ...
La prima regola da rispettare quando si fa uno scatto è sicuramente la regola dei terzi. L’inquadratura viene divisa in nove quadrati determinando una zona centrale e delle zone esterne laterali. In quasi tutti i cellulari questa funzione si può attivare nelle impostazione dell’applicazione con cui scattate le foto.
Su sistemi Android questa funzione si chiama “Visualizza Linee Guida”.
Per realizzare un ritratto perfetto cercate di inquadrare il vostro soggetto all’interno di questa area, in modo che il viso non fuoriesca dall’inquadratura.
La regola dei terzi funziona sia quando il soggetto viene posto lateralmente all’immagine come in figura (a), ma anche quando il soggetto è centrale all’inquadratura (b), in questo caso la regola dei terzi ci viene in aiuto per collocare il viso nella parte superiore dell’immagine e avere in questo modo una foto con il soggetto inquadrato in modo perfetto.
La scelta del formato Verticale è perfetto. Ma la fotografia si sà può essere trasgredita e usare il formato orizzontale se insieme il soggetto si volesse inquadrare anche l'ambiente o il contesto.
Una delle principali differenze tra reflex e fotocamere degli smartphone stava nella foto ritratto con il cosiddetto effetto bokeh, quello in cui il soggetto in primo piano risalta su uno sfondo sfocato. Nelle reflex è un effetto che si ottiene intervenendo sulla profondità di campo, cosa resa possibile dal tipo di obiettivi che si montano sulle reflex e che è impossibile montare su uno smartphone. Gli smartphone di alta gamma però da qualche tempo hanno introdotto delle tecniche che rendono possibile un effetto simile, di solito basato sulla presenza di due obiettivi con apertura diversa.
Nell’iPhone tale modalità è dunque stata introdotta a partire dal 7 plus. Per abilitarla, toccate Ritratto 1 . Potete scegliere tra svariati effetti di luce 2 . Toccando 3 compare la barra 4 che serve per regolare la profondità di campo (e dunque la sfocatura dello sfondo). Come per tutti gli altri effetti, anche di questo potete vedere l’applicazione in tempo reale prima dello scatto, e poi scegliere quello che preferite. Tenete presente che il soggetto dovrà trovarsi a un massimo di 2,5 metri da voi.
in sintesi:
1) se vuoi inquadrare l'intera persona, scegli un inquadratura verticale
2) Se vuoi riprendere una persona con un paesaggio sullo sfondo, scegli un inquadratura orizzontale
3) Se vuoi riprendere un gruppo di persone adotta una inquadratura orizzontale o verticale a seconda di come sono messe in posa o disposte.
4) Per fare un ritratto puoi usare sia l'inquadratura verticale che quella in orizzontale a seconda del soggetto e dello sfondo. Il volto di fronte "parla" a chi guarda la foto. Il volto di profilo lascia il soggetto con se stesso.
fotografia artistica d'autore
fotografia artistica d'autore
fotografia artistica d'autore
fotografia artistica d'autore
foto di Walter Quiet
foto di Walter Quiet
foto di Walter Quiet
1. Di uno stesso paesaggio si possono realizzare inquadrature orizzontali, verticali o zoommate per evidenziare un gruppo di alberi, un insieme di case, il profilo di una montagna. Anche in questo caso la regola dei terzi consente di mettere in evidenza un elemento.
2. Inquadrare l'architettura richiede qualche accorgimento:
- il punto di vista più adatto per rendere il volume degli edifici è, di solito, quello che consente una visione angolata, con ombre decise;
- la deformazione prospettica che inclina gli spigoli verticali può essere accentuata inquadrando dal basso verso l'alto, per dare maggiore espressività all'immagine.
La vista dal basso evidenzia il profilo degli edifici contro il cielo."
l'inquadratura caratterizza l'immagine ... nel caso del paesaggo descriviamo la bellezza di un luogo e la sua poesia e rappresentiamo l'anima o il carattere di un paesaggio come soggetto ... Il paesaggio siamo Noi.
Attivate questa modalità nella schermata del programma FOTO dello smartphone o dell'iPhone.
Dopo aver selezionato la funzione, premete il pulsante di scatto e poi muovete lentamente il telefono in direzione della freccia , cercando di tenere la punta della freccia stessa sulla linea che appare sullo schermo. Premete nuovamente il pulsante di scatto per “terminare” la foto panoramica Un consiglio pratico per fare foto panoramiche: se avete intenzione di riprendere un panorama molto esteso, posizionatevi con i piedi già leggermente girati verso destra e iniziate lo scatto con il busto girato un po’ verso sinistra: in questo modo sarete un po' scomodi all'inizio della foto, ma vi trovete più stabili man mano che ruotate su voi stessi e avrete più margine per la torsione del busto alla fine della foto.
La regola dei terzi (come spiegato per il ritratto sopra) è una regola famosissima che consiste nel dividere l’immagine in 9 parti, tracciando 4 linee (2 verticali e 2 orizzontali). Il soggetto principale della foto deve essere posizionato in uno dei 4 punti in cui si intersecano queste linee.
Su sistemi Android questa funzione si chiama “Visualizza Linee Guida”.
In questo modo il soggetto verrà messo in risalto e la composizione risulterà gradevole. Ovviamente, come tutte le regole nella fotografia, la regola dei terzi può essere infranta, ma se applicata può aiutarti a rendere la composizione della foto più gradevole.
È possibile impostare la regola dei terzi nel mirino della tua macchina fotografica, o smartphone, in modo da poterla vedere direttamente mentre scattate.
Nella foto di paesaggio, qui accanto, l’orizzonte è posizionato su una delle linee dei terzi. Un’altra regola chesi può applicare nella fot di paesaggio è quella di sfruttare le linee del paesaggio per dare profondità all’immagine. Ad esempio la linea del sentiero è una diagonale che rende l’immagine dinamica.
Nella seconda immagine (a sinistra qui accanto) la regola dei terzi è ben evidente. È una foto di paesaggio pulita, con meno elementi. L'autore ha posizionato il faro proprio dove vanno ad intersecarsi la linea verticale a destra e le due orizzontali. Inoltre l’orizzonte dell’oceano è posizionato precisamente sulla linea orizzontale. Questa è un’immagine molto piacevole da vedere a livello di composizione. Se si fosse posizionato il faro nel punto centrale dell’immagine, sarebbe risultata molto più banale.
L’importante è fare tantissime prove. Quando scatti, fai varie prove: prova a posizionare il soggetto dell’immagine a destra, a sinistra e al centro e vedi quale composizione è quella che rende meglio. Dopo un po’ che scatti foto, applicare la regola dei terzi ti verrà in automatico.
fonte Web: Walter Quiet
1. Puoi inquadrare gli oggetti dall'alto, dal basso, da sinistra, da destra. Otterrai immagini molto diverse.
2. Oggetti con forme e colori simili ti consentono di mettere in evidenza i giochi dei profili e delle ombre.
3. Oggetti più colorati, come una barca arancione sul mare azzurro, la frutta al mercato o pezzi di stoffa su una bancarella, ti consentono di mettere in evidenza gli accostamenti cromatici.
Fotocamere e smartphone sono programmati per immagini con una illuminazione media.
1. Se l'inquadratura prescelta presenta zone molto illuminate e zone molto in ombra l'immagine, «in automatico», risulterà purtroppo sbiadita.
2. Le fotocamere, in genere, hanno una modalità «manuale» che consente di scurire l'immagine, per avere colori più vivaci nelle zone in luce, o di schiarirla per vedere meglio quelle in ombra.
Programmi per l'editing gratuiti: GIMP della casa GNU -
https://gimp.it.softonic.com/mac
programmi on-line, www.fotor.com, per l'editing delle immagini
Le foto digitali possono essere modificate con appositi programmi di editing, spesso gratuiti. Sono molto comodi programmi on-line, come www.fotor.com, che consentono molti tipi di elaborazioni, mostrando immediatamente come varia l'immagine.
1. Si può migliorare la brillantezza dei colori.
2. Si possono evidenziare i contrasti di luce-ombra.
3.Si può trasformare una foto a colori in una in bianco e nero.
4. Si possono rendere meno nitide alcune parti dell'immagine, come il paesaggio di sfondo a un ritratto.
5. Si possono fare moltissime altre elaborazioni.
Fare il backup (copia delle foto in un archivio) dei dati, e le fotografie sono fra i nostri dati più sensibili in quanto irripetibili, è sempre stato un passaggio che alle volte ha spaventato i più a causa dell'attenzione che bisogna avere. Scopriamo insieme come darci un metodo per non perdere i nostri ricordi.
La prima cosa che ci dobiamo chiedere è come salvare le immagini sul PC, e queste sono le prime basi che forniamo:
Non archiviate sul desktop. Rischiate di creare troppa confusione, meglio utilizzare la cartella immagini (e vedremo come questo ci tornerà utile in seguito);
Date sempre un nome logico alle cartelle. La struttura che vi consigliamo è quella di suddivisione per anno / data ed eventuale nome evento.
Non serve rinominare le foto. Si crea solo confusione, ma impariamo piuttosto ad usare i tag dei metadati, oramai li supportano (quasi) tutti i programmi.
Il vostro PC non è il vostro archivio. Lo spazio disco del PC, specie sui portatili, è ridotto, tenete sul vostro disco fisso solo le foto che dovete sistemare.
Facciamo sempre almeno due copie delle fotografie! Inoltre, se possiamo, teniamo le due copie in posti differenti (altrimenti non ci mettiamo al sicuro da eventuali furti o danni tecnologici).
Usiamo un software per il backup che ci semplificherà il lavoro. Vi consigliamo AlwaySync per PC e Synkron per Mac.
Ora che abbiamo tutte le nostre immagini ordinate sul PC, (o MAC) occorre fare una copia di backup delle stesse per non perderle.
La soluzione raccomandata è quella di dotarsi di due HD esterni. Ora i prezzi sono molto bassi e si possono trovare HD portatili esterni di grande capacità, non lesinate su questa, se scattate in RAW lo spazio si riempirà presto, a meno che non siate degli amanti del cestino ...
Come modello e come capacità vi consigliamo il Western Digital My Passport da 4 TB. Avrete inoltre, la possibilità di scegliere tra vari colori.
Vuoi salvare le foto su Google Drive usando smartphone o tablet? In questo caso, sappi che quest'operazione può essere eseguita facilmente, tramite l'app di Google Drive per Android e iOS/iPadOS. Ti avviso che puoi salvare i file multimediali su questo servizio di cloud storage soltanto manualmente.
Ogni Account Google comprende 15 GB di spazio di archiviazione condiviso tra Gmail, Google Drive e Google Foto. Per aumentare la tua quota di spazio di archiviazione, puoi acquistare un abbonamento a Google One, nei casi in cui è disponibile. Di tanto in tanto, potresti ricevere ulteriore spazio di archiviazione in virtù di una promozione speciale o di un acquisto correlato. Per ulteriori informazioni sulla tua quota, guarda quali elementi incidono sullo spazio di archiviazione a tua disposizione.
Le foto e i video in qualità originale di cui è stato eseguito il backup su Google Foto.
Le foto e i video in alta qualità (ora chiamata Risparmio spazio di archiviazione) e in qualità Express di cui è stato eseguito il backup su Google Foto dopo il 1° giugno 2021. Tutte le foto o i video di cui hai eseguito il backup in alta qualità o in qualità Express prima del 1° giugno 2021 non verranno conteggiati ai fini dello spazio di archiviazione dell'Account Google.
I file presenti su Google Drive, inclusi PDF, immagini e video.
File creati o modificati nelle app Google di creazione collaborativa di contenuti, come Documenti, Fogli, Presentazioni, Disegni, Moduli, Recorder e Jamboard.
tratto da Guida di Google Foto
tratto da: FotoPost.it
Come insegnare la fotografia ai bambini
Sostienili se dimostrano interesse per la fotografia.
Insegna ad aver cura dell'attrezzatura fotografica.
Una fotocamera adatta alle loro abilità
Lasciali sperimentare in libertà
Riguarda le foto scattate insieme a loro.
Ricorda che per i bambini le foto sono un gioco.
Se hai bambini piccoli e ti vedono usare la fotocamera, è abbastanza normale che ne siano incuriositi e vogliano provarla anche loro: qualunque oggetto nuovo richiama la loro attenzione, soprattutto se è una cosa che riguarda i genitori o i loro familiari. Forse questa situazione ti è già capitata, ma eri indeciso se mettere nelle loro mani la tua macchina fotografica, ti piace che dimostrino interesse ma hai timore che possano rompere la tua attrezzatura.
Hai l’occasione di avvicinare chi ami al meraviglioso mondo della fotografia, ma come farlo per non sbagliare? La prima decisione che devi prendere è se lasciare nelle loro mani la tua preziosa attrezzatura fotografica o dargli una fotocamera che possono considerare loro.
Indipendentemente dal valore economico, vorremmo che fosse trattata con attenzione e non subisse danni, per questo la scelta migliore è senza dubbio che abbiano una loro fotocamera, anche perchè una più semplice agli inizi può essere molto più utile.
Una cosa fondamentale da insegnare ai bambini è essere responsabili degli strumenti che possono maneggiare. Puoi formarli nella cura dell’apparecchiatura, nella preparazione prima delle uscite fotografiche, come tenere la fotocamera in sicurezza in modo che non subisca colpi e non si bagni, come mantenerla pulita e in buone condizioni, come non dimenticarla da nessuna parte.
Questa è la base più importante per poter lavorare con lo strumento di cui ha bisogno qualsiasi fotografo, la fotocamera. E cosa fare anche una volta finito di scattare le foto.
Una fotocamera reflex non è la scelta migliore per un bambino da avvicinare alla fotografia, hanno bisogno di uno strumento che possa catturare l’immagine che vogliono nel modo più semplice possibile, concentrandosi più sull’idea che sulle complicazioni tecniche, che possono approfondire in seguito.
Possono iniziare con una fotocamera compatta con diverse funzioni automatiche preimpostate, spiegando che ognuna di esse consente di scegliere meglio cosa si vuole fotografare (paesaggio, macro, ritratto, scena automatica, etc.), tenendo ben presente che non sarà la stessa cosa spiegarlo ad un bambino di tre anni o ad uno di dieci.
Alla fine un bambino è sempre un bambino, non importa quanto possa essere responsabile, ma è molto probabile che la macchina fotografica possa avere qualche incidente occasionale. Quindi anche per una questione economica è meglio iniziare con qualcosa di semplice, che sia leggera e che consenta di esprimere il loro potenziale concentrandosi sulla fotografia.
Sii paziente con i risultati e non aspettarti niente di speciale dalle prime fotografie: è normale, hanno appena iniziato! Probabilmente quello con cui avranno più difficoltà agli inizi sarà l’inquadratura. Senza intervenire troppo nel loro processo creativo, dagli alcuni consigli basilari su come comporre le foto al momento dello scatto: insegna l’importanza di avere un orizzonte dritto e ad identificare il centro di interesse nell’immagine.
Se si tratta di bambini molto piccoli, per loro è poco più di un giocattolo con cui imitare. Poco a poco miglioreranno, facendo pratica. In un primo momento, lasciali semplicemente fotografare quello che vogliono e guardare il risultato sullo schermo, per poi ricominciare a fotografare e divertirsi con la fotografia. Non dimenticare mai che i bambini hanno un punto di vista completamente differente da quello di un adulto: sono più bassi e abituati a guardare il mondo dal basso.
Il processo di apprendimento passa anche nel rivedere i risultati ottenuti insieme a loro, anche per mantenere vivo il loro interesse per quello che hanno fatto. È importante rivedere insieme le foto scattate, guardandole una ad una e chiedendogli se le immagini sono proprio quello che avevano visto al momento in cui hanno scattato.
Questo porterà la loro attenzione per la fotografia oltre il semplice gesto di imitarti con una fotocamera, scoprendo che il procedimento continua anche dopo. Con un programma di editing grafico, mostra le differenze nell’immagine se aumentiamo o diminuiamo l’esposizione, quello che succede con la saturazione dei colori o con il contrasto, lasciali giocare con i filtri e se vogliono anche aggiungere degli stickers: lasciali essere bambini!
Quando guardi le foto insieme a loro, chiedigli di scegliere quella che preferiscono e digli quale invece preferisci tu. Lascia che abbiano la possibilità di fare una selezione in base al proprio giudizio. Qualcuna stampala e mettila in un luogo in cui possano rivederla anche col passare dei giorni, per essere incoraggiati a prendere la fotocamera e scattare nuove foto, ripetendo questa procedura di frequente.
La creatività di un bambino è un tesoro artistico che molti adulti vorrebbero ancora avere. Il consiglio principale è quello di insegnare ai bambini la fotografia senza che smettano di essere sé stessi, senza che perdano la loro percezione ed il loro modo così speciale di vedere il mondo. L’infanzia è gioco e loro imparano giocando: lo stesso dovrebbe essere con la fotografia.
Quando dimostreranno ancora interesse per la fotografia, aiutali facendogli vedere dei libri fotografici o portandoli a delle mostre, dandogli i mezzi necessari per approfondire la loro conoscenza al di là di quello che puoi insegnarli. Soprattutto, non cercare di insegnare tutto in una volta: l’insegnamento deve essere un processo lento, trasformato in un gioco, che faccia crescere questa loro passione con curiosità.
nel cinema ...
Philadelphia, 1839, un uomo toglie il tappo della macchina fotografica e si siede davanti all’obiettivo. Ci resta qualche minuto, i tempi di esposizione del dagherrotipo sono lunghi, poi rimette il tappo sulla camera. È Robert Cornelius, scatta il primo autoritratto fotografico.
Cornelius era un pioniere della fotografia. Era un chimico, contribuì a perfezionare le lastre del dagherrotipo e suo fu uno dei primi studi fotografici d’America.
In Francia nel 1840 Hippolyte Bayard, uno degli inventori della fotografia, pubblica il suo Ritratto da annegato. È la messa in scena di un uomo che si annega disperato.
L’autoscatto viene utilizzato per un’autorappresentazione dell’artista. Già nel 1863 si presenta un interessante esempio di contaminazione con la pittura. In Degas che saluta, Edgar Degas si avvale di una sua foto per comporre il suo ritratto. L’assenza dell’inversione destra-sinistra (tipica dell’uso di uno specchio) fa pensare che la fotografia abbia avuto un ruolo determinante nella realizzazione dipinto.
Nel 1863 si presenta un interessante esempio di contaminazione con la pittura. In Degas che saluta, Edgar Degas si avvale di una sua foto per comporre il suo ritratto. L’assenza dell’inversione destra-sinistra (tipica dell’uso di uno specchio) fa pensare che la fotografia abbia avuto un ruolo determinante nella realizzazione dipinto.
Fèlix Nadar nel 1865 realizza un autoritratto scattando una serie di fotogrammi da più angolazioni che poi riproduce in sequenza. L’effetto visivo, una sorta di rotazione a “passo uno” mantiene ancora oggi il suo fascino.
Anni dopo, nel 1900, la diffusione della portatile Kodak Brownie porta a un’ampia diffusione della tecnica dell’autoritratto. Nel 1914, la granduchessa Anastasija Nikolaevna (13enne) (in copertina) è una delle prime adolescenti a mandare una foto di sé stessa a un amico. Nella lettera scrive: “Ho scattato questa fotografia attraverso lo specchio. È stato molto difficile, dal momento che mi tremavano le mani”.
È del dicembre 1920 uno scatto ritrovato nell’archivio della Byron Company, studio fotografico di New York dell’epoca. Vi si vedono tre fotografi che scattano un autoritratto tenendo in mano una camera puntata su di sé. Utilizzano un grandangolo. È il primo selfie della storia della fotografia.
Ma sul tema dell’autoritratto gli artisti hanno elaborato un’infinità di varianti. A volte inscenando rappresentazioni surreali, a volte mimetizzandosi nella natura circostante o utilizzando il proprio corpo come elemento significante, altre volte ancora con composizioni inaspettate. Nell’autoritratto di André Kertész del 1927, l’ombra del fotografo e della sua camera si stagliano sulla parete.
Nel 1963, Photographer’s reflection in a cut-out silhouette in a window, di Maynard Owen Williams, vede il fotografo del National Geographic specchiato e incastonato nella vetrina di un negozio.
Francis Bacon, in una foto scattata allo specchio, presenta sé e il suo mondo in una stanza spoglia, con un termosifone e una cassettiera sullo sfondo impugnando una Rolleiflex. Willy Ronis si mostra allo specchio con due luci in mano, una puntata sul viso, una sull’ambiente, con la camera appesa al collo. Diane Arbus, nel Double Self-Portrait With Infant Daughter, si presenta con la figlia. Nan Goldin, in Un mese dopo essere stata picchiata mostra il suo volto pieno di lividi per sensibilizzare il pubblico sulla violenza domestica e per documentare ciò che accade nella sua vita. Anche Cindy Sherman, quotatissima artista americana, fa del suo corpo una camaleontica rappresentazione dello stereotipo femminile nei media.
Sfrutta il suo corpo Francesca Woodman. Nel gennaio del 1981 pubblica la sua unica collezione di fotografie edita in vita, Some Disordered Interior Geometries. È una serie struggente di foto in bianco e nero: ambienti in cui l’autrice compare spesso nuda con la tecnica della doppia esposizione. In quel mese si suicida gettandosi da un palazzo di New York. Ha 22 anni. Le sue fotografie sono esposte in tutto il mondo ancora oggi.
Francesca Woodman
Alla fotografia e a un autoritratto fotografico deve tutto il popist Andy Warhol per i suoi Self-portait. Sono foto che poi riporta e “lavora” sulla tela. Molto interessante il lavoro che fa Kyle Thompson. I suoi scatti sono quasi esclusivamente autoritratti. Crea un universo surreale in cui immerge completamente il suo corpo. Nella serie Void del 2013 sembra trasformarsi in una statua. In Ghost Town del 2015 si cala in un mondo da day after.
fotografia: apprendimento avanzato