Le Relationi Universali di Giovanni Botero -1596
Le istorie dell' Indie Orientali del P. Gio. Pietro Maffei - 1749
Giro del mondo, del dottor D. Gio. Francesco Gemelli Careri..(nella Turchia) - 1699
MISSIONI
Grazie alla notevole opera di proselitismo svolta dai missionari, il modello culturale europeo lentamente incomincia a farsi spazio anche tra le popolazioni d’oltreoceano. Gli strumenti utilizzati dai missionari rientravano spesso in una complessa strategia di intervento che comprendeva la predicazione, la confessione e il catechismo dei bambini.
La conquista e la successiva assimilazione delle civiltà indigene avviene in maniera rapida, mediante azioni repressive e persuasive sia da parte dei cosiddetti Conquistadores, sia con metodi più pacifici da parte dei religiosi. Gli Europei, convinti della propria superiorità umana e religiosa, si spingono nelle terre d’oltremare con lo scopo di un’ immediata evangelizzazione: Spagnoli, Portoghesi, Olandesi, Inglesi e Francesi, spinti dalla scoperta di enormi masse umane che vivevano nella più totale ignoranza, si avvalgono, sin dalle prime spedizioni, della presenza di missionari che sbarcano nei territori del Nuovo Mondo con lo specifico compito di convertire gli infedeli. I primi padri della Compagnia di Gesù arrivano in Brasile alla fine degli anni ‘40. I Domenicani, più o meno contemporaneamente, fondarono la Chiesa peruviana, mentre Agostiniani e Francescani si spinsero in Paraguay e in Cile. Risultati altrettanto positivi si ebbero anche fuori dal Nuovo Continente, come ad esempio in alcune zone costiere dell’Africa, soprattutto in Congo accanto ai successi avuti da due gesuiti: Francesco Saverio in Giappone (dove alla fine del secolo si contano almeno 300.000 cristiani) e Matteo Ricci in Cina tra il 1583 e il 1610.
In Europa l’opera di conversione dei missionari tra gli infedeli viene propagandata attraverso la stampa di lettere e opuscoli in cui i progressi del cristianesimo si intrecciano sempre più con argomenti di tipo etnografico. La scoperta di culture e società diverse e distanti avviene gradualmente: esse portano i religiosi dei vari ordini regolari (ognuno con i propri incarichi) a provare nuove esperienze e a stabilirsi presso popolazioni sconosciute. Nelle relazione inviate ai propri superiori a Roma, i missionari riportano numerose informazioni sulle condizioni in cui si trovano ad operare: sul clima, l’ambiente, il paesaggio ma soprattutto sugli usi rituali e forme di religiosità praticate dalle popolazioni indigene.
I risultati di questa esperienza, volti a conoscere in maniera approfondita luoghi e persone al fine di rendere più efficace l’intervento educativo, mostrano all'Europa nuove civiltà e diversi costumi. Al metodo delle conversioni di massa di gran parte della popolazione, dei battesimi forzati e all'imposizione della fede dei missionari alle popolazioni del luogo, verso la metà del secolo circa si sostituirà un atteggiamento più rispettoso delle tradizioni locali e un’idea più moderna della missione intesa a educare più che a conquistare le anime della popolazione. Il nuovo metodo consiste nell'adattare il cristianesimo a culture molto diverse e in pratica si concretizza nell'opera svolta dai membri della Compagnia di Gesù e dai Cappuccini, i due ordini istituiti rispettivamente nel 1540 e nel 1528 allo scopo fondamentale di svolgere una costruttiva azione di evangelizzazione.
TURCHI E ISLAM
Il fervore religioso, molto presente in questi resoconti di viaggio, è legato pure alla difesa del cattolicesimo dall’islam con il quale i «difensori della fede» intervenivano anche militarmente «per reprimere l’audace ostilità de’ comuni nimici» (Carafa); in questo periodo l’Impero dei turchi ottomani infatti non aveva mai cessato di perseguire l’espansione nel Mediterraneo e nei Balcani. Un secolo dopo la sconfitta di Lepanto (1571), i turchi erano infatti tornati a dominare in Ungheria, Ucraina, Crimea e avevano conquistato persino alcuni territori polacchi. Nel 1683 gli ottomani erano stati molto vicini a conquistare addirittura Vienna. Pure Gregorio Carafa, zio di Carlo Maria, Gran Maestro dell’Ordine di Malta, aveva partecipato con successo alle spedizioni veneziane dei Dardanelli (1654-57) con lo scopo di ridurre la pressione dell’impero turco contro l’isola di Creta, distinguendosi inoltre in alcuni scontri nel Peloponneso (Morea) ed in Ungheria (1683-87).
"Vi sono Turchi, il zelo dei quali, per la Religione, va a tanto eccesso, che nemmeno permettono a Christiani di proferire nella loro presenza gli articoli della fede Christiana, Che sono contrari a quelli, che crede la Maomettana, come ad esempio che Iddio abbia un figliuolo: che Gesù Cristo fa Dio: che sia stato crocifisso: che la Madonna Santissima sia Madre di Dio. Inorridiscono a queste parole, se ne scandalizzano, e impongono silenzio a quelli, che le pronunziano, trattandoli d'infedeli, e di bestemmiatori." (Marchese Febure)
In questo particolare clima religioso caratterizzato dalla Controriforma rientra pure il poema di Torquato Tasso: la Gerusalemme Liberata., anch'esso presente nell'inventario della Biblioteca (ma oggi non più rintracciabile). Un'opera celebrativa sulla prima Crociata (pubblicata per la prima volta nel 1581) che riflette la paura per l'avanzata dei Turchi nel Mediterraneo. In essa la prima Crociata è simbolo di un vero e proprio scontro di civiltà, in cui alla fine prevale quella cristiana.
Guerrier di Dio, ch’a ristorare i danni
Della sua fede il Re del Cielo elesse:
E securi fra l’arme, e fra gl’inganni
Della terra e del mar, vi scorse e resse;
Sicch’abbiam tante e tante in sì pochi anni
Ribellanti provincie a lui sommesse:
E fra le genti debellate e dome,
Stese l’insegne sue vittrici, e ’l nome;
(CANTO I, vv.161-168)
Le azioni eroiche dei Crociati che lottano contro gli infedeli divengono dunque in Tasso una maniera indiretta per celebrare la grandezza della Chiesa di Roma negli anni in cui la Cristianità era indebolita al suo interno dalla Riforma protestante, in un clima religioso di forte tensione che avrebbe portato alle guerre di religione in tutta Europa (1618-1648).
Per il lavoro di contestualizzazione si ringrazia il prezioso sito https://library.weschool.com/lezioni/encyclomedia
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