Cara Terra,
da ormai tanto tempo sei la casa di 8 miliardi di persone, ma evidentemente gli occhi non sono abbastanza per accorgersi di quello che ti sta succedendo.
La voglia di potere ricchezza ci ha portati a prosciugarti delle tue risorse: le foreste vengono distrutte, i deserti si espandono e ghiacciai si sciolgono. Dal più piccolo corallo al grande rinoceronte bianco, ogni essere vivente subisce le conseguenze della nostra avarizia.
Per rispondere a tutte le nostre esigenze, spesso superflue, tu non sembri essere abbastanza. Solo quest'anno ci sarebbero infatti i servite 1,7 terre per soddisfare i nostri bisogni.
Ma perché tutto questo? La risposta sta tra gli schermi luminosi e le figure dai colori accesi che ci bombardano ogni giorno. Per quanto possiamo negarlo siamo infatti facilmente influenzabili: vogliamo l'ultimo modello di un telefono, vestiti alla moda senza spendere tanto, ignorando ciò che sta dietro a questi vizi. Siamo tutti vittime di una società consumistica, pilotata da chi sta al potere che imprigiona i nostri sogni in semplici oggetti da comprare.
L'Europa è complice di questo consumismo ma, essendo povera di risorse, è dipendente da altri paesi. Nel 2020 il tasso di dipendenza dell'Europa da altri paesi era del 57%. I gas naturali provengono infatti dalla Russia e dalla Libia. L'energia prodotta internamente all'unione europea è il 40,8% energia rinnovabile e il 30,5% energia nucleare, entrambe non inquinanti.
Infatti l'Europa da una decina di anni si impegna in vari progetti per l'abbandono di combustibili fossili a favore dell'energia rinnovabile. Un esempio è l'agenda 2030, un programma d'azione esistente dal 2015 che comprendono 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile sia a livello economico che sociale . Questi propositi sono comuni a tutti i governi e a tutti i cittadini, non solo europei ma di tutti i paesi dell’ONU. I punti più inerenti alla tutela dell’ambiente riguardano l’acqua, il cambiamento climatico, l’urbanizzazione, la produzione e il consumo. In particolare il punto 13 dell’agenda 2030 richiede che le strategie e le misure politiche prendano in considerazione la situazione ambientale. Questo viene approfondito nell’Accordo di Parigi che in ambito europeo si pone come obbiettivo principale quello della decarbonizzazione energetica entro il 2050.
La decarbonizzazione è un processo che mira alla riduzione totale di emissioni di carbonio nell’economia di un Paese attraverso la conversione alle energie rinnovabili.
Il raggiungimento di questo obbiettivo è possibile solo attraverso l’abbandono di combustibili fossili e l’avviamento di un’economia circolare, che si basa sull’utilizzo di fonti rinnovabili in modo limitato e razionale e sul riciclo di queste. Questo modello economico andrebbe a sostituire quello di un’economia lineare, che parte dal presupposto che le risorse terrestri siano illimitate, come lo spazio per i rifiuti.
Invece, come tu ci insegni, richiedono tanto tempo per rigenerasi e per questo, visto il nostro utilizzo intensivo, sono destinate a esaurirsi. Per questo un’economia circolare permetterebbe alle risorse che utilizziamo di essere riciclate e di garantirne uno smaltimento sostenibile.
Si usa il termine circolare poiché quando un oggetto viene buttato, i materiali al suo interno vengono estratti e riutilizzati per nuovi oggetti, così da diventare le nuove risorse del futuro.
Inoltre, durante tutto il processo di produzione, trasporto e riciclaggio, vengono utilizzate energie pulite, come per esempio quella eolica, idrica etc…
Molte aziende europee si stanno attivando per attuare questo modello economico. Nel caso della Barilla, in Italia, è stato avviato il progetto “Cartacrusca”, in cui viene prodotta la carta a partire dalla crusca, prodotto di scarto della macinazione dei cereali, lavorata insieme alla cellulosa. Nonostante questo modello porti beneficio alle aziende, alla società e all’ambiente, spesso non viene utilizzato perché ritenuto un processo troppo lungo e dispendioso.
L’utilizzo di combustibili fossili è infatti alle stelle e molte sono le discariche piene di rifiuti non smaltiti, e ciò danneggia te e di conseguenza noi.
Per questo stanno nascendo molte manifestazioni e campagne di sensibilizzazione rivolte sia ai governi che ai singoli cittadini. I primi a schierarsi a favore di queste proteste sono i giovani, a cui gli adulti stanno lasciando tutte le problematiche che ti affliggono. Uno dei più famosi movimenti è il “Fridays for future”, fondato da Greta Thumberg, una giovane attivista, che facendo sentire la propria voce, ha riunito milioni di giovani, per le strade del mondo, a manifestare per te. In questo modo sta nascendo una maggiore consapevolezza dentro ognuno di noi, e speriamo che ciò ci porti a rispettare di più l’ambiente, e a prenderci maggiore cura di te.
Ognuno di noi ha un ruolo in questa crisi e, con piccoli gesti quotidiani, come fare la raccolta differenziata e utilizzare l’acqua in modo limitato, possiamo provare ad aiutarti.
Con ciò ti salutiamo e speriamo di poterti riavere verde e rigogliosa come un tempo.
Tanti saluti,
Emma Tonarelli, Elsa La Selva & Gaia Gambogi