Ciao Nonna!
Da sempre sorrido quando ti impunti a volere aggiustare le cose; quando pur di non “buttare via”, conservi oggetti ormai vecchi e, come dici tu, dai loro una nuova vita. Molte volte hai definito me e i miei genitori figli del consumismo, non curanti del futuro del mondo e del fatto che le risorse della terra non sono infinite. Spesso hai ripetuto l’importanza delle 8 R di Serge Latouche: Rivalutare, Riconcettualizzare, Ristrutturare, Ridistribuire, Rilocalizzare, Ridurre, Riusare, Riciclare, necessarie per tentare di rispondere alle gravi emergenze del presente (ti confesso che sono andato a vedere su Wikipedia, perché nonostante tu lo abbia menzionato all’infinito, probabilmente non ti ho mai veramente ascoltato).
Oggi ti scrivo per dirti che… hai ragione!
A scuola abbiamo affrontato la questione della finitezza degli elementi chimici e delle risorse e della disomogeneità della distribuzione delle risorse e incuriosito ho approfondito il concetto di economia circolare.
Molte importanti risorse ed elementi chimici, definiti “mattoni” dell’Universo e della Terra, sono presenti in quantità fissa e non possono pertanto essere rigenerati. Alcuni elementi fondamentali come l’elio e l’indio sono a rischio. La maggior parte delle risorse che permettono l’alta qualità della vita europea provengono da altri continenti. La domanda delle materie prime aumenta e al contempo vi è una scarsità di risorse; nonostante molte delle materie prime e delle risorse siano limitate, la popolazione mondiale continua a crescere e di conseguenza cresce la domanda di dette materie e risorse, domanda che crea dipendenza verso altri paesi. Peraltro i processi di estrazione e utilizzo delle materie prime producono un grande impatto sull’ambiente e aumentano il consumo di energia e le emissioni di anidride carbonica.
A fronte di questi dati, il passaggio ad un’economia circolare, che si fonda sul risparmio e sull’efficienza e che tu, pur senza definirla, hai sempre promosso, è necessario ( a differenza della c.d. economia lineare in base a cui si sottraggono materie prime che vengono trasformate in prodotti che vengono gettati dopo l’uso: prendi-produci-getti-smaltisci)
L’economia circolare progetta oggetti che possono essere riparati, riutilizzati, raccolti, disassemblati e riciclati, utilizza fonti rinnovabili e coinvolge ogni aspetto della vita economica e sociale. In questo modo il ciclo di vita dei prodotti si estende, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico, generando ulteriore valore (ad esempio le LIB per automobili esauriscono il loro utlizzo per le auto quando si ricaricano solo all’80%, ma restano utilizzabili come accumulatori per impianti eolici o fotovoltaici).
Il passaggio a tale economia produce molti vantaggi come la riduzione della pressione sull’ambiente, una maggiore sicurezza sulla disponibilità delle materie prime, un aumento della competitività, un impulso all’innovazione, un incremento dell’occupazione. Inoltre offre prodotti più durevoli, innovativi, capaci di fare risparmiare e migliorare la vita (un esempio è il ricondizionamento dei veicoli commerciali leggeri che produrrebbe un risparmio di 6,4 miliardi di euro di materiale e 140 milioni di euro di costi energetici, con conseguente riduzione dei gas serra pari a 6,3 milioni di tonnellate).
Politicamente, a livello europeo, esiste il piano di azione per l’economia circolare, redatto nel 2015, che prevede una serie di passi importanti che coinvolgono la progettazione circolare dei prodotti, al fine di una loro facile riparazione, l’adeguamento dei progetti industriali, la responsabilità e la protezione dei consumatori, la trasformazione dei rifiuti in risorse e il riciclo. Tale programma è stato rivisto nel 2020, nel 2021, ponendosi obiettivi precisi e concreti entro il 2030 (ad esempio sull’uso e l’impronta ecologica dei materiali) ed entro il 2050 (anno in cui si spera di raggiungere un’economia a zero emissioni di carbonio e completamente circolare). Nel marzo 2022 la Commissione europea ha pubblicato il primo pacchetto di misure per accelerare la transizione verso un’economia circolare, che comprende il potenziamento dei prodotti sostenibili, la responsabilizzazione dei consumatori, la revisione del regolamento sui prodotti da costruzione e una strategia sui tessili sostenibili.
L’economia mondiale circolare è solo il 9%; anzi, purtroppo, nel mondo tra il 2018 e il 2020 il tasso di circolarità è sceso dal 9,1% all’8,6%. L’Italia si posiziona comunque leader in Europa , come puoi vedere da questo grafico.
Come ti ho detto, la circolarità coinvolge ogni aspetto della vita economica e sociale. Molti sono i settori che si occupano della sensibilizzazione a tale tipo di economia.
Alcuni esempi sono famosi e prodotti di noti marchi (alimentari, di mobilio, digitali ecc), che hanno promosso importanti iniziative di economie circolari . Te ne indico qualcuno di cui ho trovato anche delle immagini promozionali.
Barilla: dal 2014 la Barilla insieme al produttore di carta Favini ha dato il via al progetto CartaCrusca con cui Barilla recupera la crusca derivante dalla macinazione dei cereali e Favini la utilizza per produrre carta e packaging di prodotti Barilla.
To good to go: è l’app che combatte lo spreco alimentare permettendo di acquistare cibo in eccesso invenduto nei supermercati, nei negozi alimentari, ristoranti ecc.
Un settore che si è dedicato all’economia circolare è anche la musica, linguaggio universale che più volte si è presa carico di sensibilizzare su temi di importanza mondiale (es. live aid per la fame nel mondo, concerti per la pace ecc). Vi è infatti un progetto italiano nato da Legambiente con il gruppo “Elio e le storie tese”, che mira a raccontare, attraverso la musica, cosa è l’economia circolare. Il gruppo ha composto “Canzone Circolare”, la prima canzone compostabile, che oltre ad avere un testo e un video ricchi di parole e immagini dedicate all’argomento, lancia l’appello a tutti i musicisti a riprendere le ultime note del brano e crearne uno nuovo.
L’invito di Elio e le storie tese è stato recepito anche da un noto gruppo di musicisti lucchesi, la Gaudats Junk Band, che insieme al cantautore Effenberg hanno composto un loro brano. Peraltro il gruppo rappresenta di per sé un esempio di economia circolare, dato che gli strumenti con cui suona sono auto-costruiti con materiali di recupero (cassette per vino, oggetti di plastica, pentole ecc.) assemblati seguendo le regole della matematica e dell’acustica, al fine di farli suonare bene.
Chitarra acustica "Bertani"
Batteria Junk
Basso Tanica
Tubofono
Chitarra "Sdraiata"
Amplificatori Junk
Ti lascio con un estratto del brano della Gaudats Junk Band feat Effenberg, che conferma la saggezza degli anziani ;)
“Economia circolare
Non è difficile da realizzare
Sai lo faceva mia nonna
Dalla quinta elementare
Economia circolare
Smettila di consumare
Che la coperta è corta
Ma la possiamo allungare”
Con affetto!
Pietro Morici 3B