Caro Babbo Natale,
Volevo scriverti per parlare di un argomento importante che mi sta a cuore: il consumo di materie prime legato ai numerosissimi beni che utilizziamo. Come ad esempio un semplice e comune paio di jeans.
Come probabilmente sai, i jeans sono uno dei capi di abbigliamento più popolari al mondo e vengono prodotti in grandi quantità. Tuttavia, la loro produzione ha un impatto significativo sull'ambiente, poiché richiede l'utilizzo eccessivo di risorse naturali.
Innanzitutto l’acquirente deve sapere che il prodotto che vuole comprare in un negozio vicino casa (es. in un paese europeo, come L'Italia o la Francia) ha percorso un giro e mezzo del mondo prima di arrivare a lui, che equivale a 65.000 Km. In questo modo si innesca un meccanismo di sfruttamento di mezzi di trasporto, che hanno un grande impatto ambientale, a causa dell’emissione dei gas serra. Infatti, la produzione di un solo paio di jeans richiede materiali provenienti da 12 paesi diversi, ad esempio: la materia prima per i tessuti, ossia il cotone, deriva da paesi sub-tropicali come il Mali o l'India; il rame, usato per i bottoni, viene estratto in Namibia (Africa); la polvere di indaco, utilizzata per colorare la stoffa, ha origine in Germania. Inoltre, la produzione di un solo paio di jeans può richiedere fino a 2.000 litri d'acqua. Questo fatto comporta non solo un enorme spreco di risorse idriche, ma anche fenomeni di inquinamento dei corpi idrici più prossimi agli stabilimenti di produzione. Per risolvere questa questione, sono normalmente previste specifiche norme ambientali, come l'adozione di sistemi di depurazione presso le fabbriche, ma spesso tali norme sono disattese, soprattutto nei Paesi in Via di Sviluppo, dove sono ubicati il più delle volte gli stabilimenti produttivi.
Il problema legato alla produzione dei jeans ha origine dalle fondamenta: la coltivazione del cotone, infatti, è spesso soggetta all’utilizzo di pesticidi e insetticidi che causano l’impoverimento del suolo e alterano la biodiversità del luogo.
Per quanto riguarda invece i trattamenti finali della produzione di molti jeans, come la decolorazione e l'invecchiamento dei tessuti, viene utilizzata la pietra pomice, proveniente dalla Turchia. Questo processo consiste nel far apparire un paio di jeans appena usciti dalla fabbrica gia “usati”, quando invece si potrebbe comprare, per stare al passo con la moda, dei jeans veramente usati, favorendo un processo di economia circolare ed evitare fenomeni d'inquinamento. Per questi motivi, credo sia importante essere consapevoli dell'impatto ambientale dei nostri acquisti, in particolare quando si tratta di capi di abbigliamento come i jeans. Un modo per fare la differenza è scegliere marchi che adottano pratiche sostenibili, come l'utilizzo di tessuti biologici o la riduzione dell'utilizzo di sostanze chimiche.
Spero di aver sollevato alcune questioni importanti e di aver suscitato in te la volontà di fare la tua parte per ridurre l'impatto ambientale dei nostri acquisti.
Dunque per questo Natale mi piacerebbe avere dei jeans ecosostenibili.
Cordiali saluti,
Matteo Davini, Anna Del Monte, Vittorio Pantera, Matilde Rolle