Claude Achille Debussy nacque a Saint-Germain-en-Laye, nei pressi di Parigi, nel 1862.
Iniziò ad avvicinarsi alla musica all’età di nove anni grazie ad una zia materna che gli diede le prime lezioni di pianoforte, lezioni che poi proseguì con Mautet de Sivry una allieva di Fryederik Chopin che lo preparò ad affrontare l’ammissione al Conservatorio di Parigi.
Il giovane undicenne Debussy venne così ammesso al Conservatoire, seguendo dapprima la classe di pianoforte di Antoine François Marmontel il quale riscontrò nell’allievo un animo sensibile ma indisciplinato. Dopo aver ottenuto un secondo premio di pianoforte che ne rivelò le qualità non tanto virtuosistiche ma musicali ed interpretative, lasciò la classe di Marmontel ed intraprese studi d’organo con César Franck e di composizione con Ernest Guiraud. Tra gli avvenimenti più significativi di questo periodo vi fu un viaggio in Russia dove poté venire a contatto con alcune opere di Nikolaj Rimski-Korsakov, di Alexander Borodin, e con la cultura degli zingari; l’altro avvenimento importante fu il "Prix de Rome" che Debussy vinse nel 1884 e che, come di prassi, gli permise un soggiorno di tre anni presso Villa Medici a Roma e la pubblicazione con il prestigioso editore Durand.
Partì per Roma nel 1885, anche se il soggiorno romano non si rivelò per lui così interessante. Tornato a Parigi iniziò l’attività di compositore e tra il 1889 ed il 1890 intraprese importanti esperienze musicali che concorsero a forgiare le proprie idee estetiche, come i peregrinaggi a Bayreuth per approfondire l’opera wagneriana, e l’Esposizione Universale di Parigi che gli fece scoprire la musica orientale. Altri avvenimenti importanti di questo periodo furono la scoperta dell’opera compositiva di Modest Mussorgskij e l’approccio alle avanguardie letterarie ed artistiche della capitale. Fu infatti l’amicizia con poeti e pittori impressionisti e simbolisti a formare definitivamente il pensiero artistico di Debussy maturo. Grazie alla frequentazione di casa Mallarmé conobbe Paul Verlaine.
Nel 1893 vide per la prima volta una rappresentazione teatrale di "Pelléas et Mélisande" di Maurice Maeterlinck. L’esperienza lo impressionò a tal punto da volerne ricavare un dramma musicale. Dopo una lunga gestazione, il Pelléas trovò la prima all’Opéra Comique nel 1902 ricevendo giudizi contrastanti ma via via di crescente interesse e stima. La stessa fortuna non ebbero le successive musiche dedicare al palcoscenico, nonostante ciò, sono da ricordare le collaborazioni con Gabriele D’Annunzio per "Martyre de Saint Sébastien" e con i Ballets-Russes di Djagilev per "Jeux" del 1913.
Gli ultimi anni di vita di Debussy furono quelli della Grande Guerra in cui il compositore dovette subire una difficile condizione sia materiale che di salute, questa dovuta ad un cancro che lo portò lentamente morte nel 1918.
La rilevanza di Debussy come compositore venne fin da subito riconosciuta. Oltre ad una vasta ed imprescindibile produzione dedicata al pianoforte che comprende due importanti libri di Preludi e di Studi, ed alcune celeberrime pagine orchestrali come "Prélude à l'après-midi d'un faune" (1894), "Nocturnes" (1899) e "La mer" (1905), quello che fu più di tutto influente in Debussy rimane la freschezza e la novità dello stile compositivo che al di la della singola pagina, suggestionò ed influenzò generazioni di compositori, avendo lui avuto il merito di essersi per primo allontanato con originalità e fermezza dalla supremazia estetica del tardoromanticismo allora imperante.
Claude Debussy: Il signor Croche antidilettante - Ed. Adelphi, Milano, 2003
Claude Debussy: Tutti gli scritti - Ed. Il Saggiatore, Milano, 2018