Arnold Schönberg nacque a Vienna nel 1874 da una famiglia appartenente alla piccola borghesia ebraica. Vienna, al tempo capitale di un vasto impero, quello asburgico, sulla via del tramonto, rappresentava il punto di incontro e scontro tra un particolare conservatorismo politico e borghese, tipico delle società dalla lunga tradizione imperiale, ed alcune tra le tendenze più innovative e radicali che il mondo dell’arte abbia potuto manifestare a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Il giovane Arnold crebbe quindi in una città dalle moltissime sfaccettature, in cui Brahms rappresentava l’indiscusso erede della tradizione musicale austro-tedesca, e l’ancora giovane Gustav Mahler, fervente wagneriano, ambiva alla carica di Direttore dell’Opera Imperiale, mentre la corrente della Secessione tentava di affermare nuovi principi estetici nel campo della pittura, dell’architettura e nel design industriale, negli stessi anni in cui Sigmund Freud si avvicinava alla formulazione di ciò che fu poi la psicanalisi.
Nonostante la famiglia Schönberg non coltivasse attivamente la musica, il giovane Arnold dimostrò fin da subito una precoce inclinazione per quest’arte. Iniziò lo studio del violino all’età di otto anni, che coltivò soprattutto suonando con amici in formazione cameristica. Nel 1890 la morte del padre lo costrinse a trovare un impiego, presso una banca, continuando tuttavia a coltivare l’interesse per la musica anche se sostanzialmente da autodidatta. Studiò da autodidatta anche il violoncello e ben presto entrò a far parte di un’orchestra dilettante diretta da Alexander von Zemlinsky che fu anche il suo primo e unico insegnante di composizione.
Frutto del lavoro con Zemlinsky, fu il Quartetto in re minore, e grazie a quest’ultimo Schönberg poté ampliare i propri orizzonti musicali, venendo a più stretto contatto con la musica di Richard Wagner, Anton Bruckner e Hugo Wolf. Il "Primo Quartetto", di ispirazione brahmsiana, trovò un certo consenso alla prima esecuzione, e le prime grandi composizioni, come il poema sinfonico "Pelléas und Mélisande" ed il ciclo dei "Gurre-Lieder", che si rifacevano sostanzialmente ad un linguaggio di derivazione tardoromantica, vennero accolti con una certa benevolenza. Tuttavia, già con "Verklärte Nacht", sestetto per archi dal linguaggio decisamente più aggiornato seppur ancora sostanzialmente tonale, il giovane compositore venne contestato, vicenda che diede inizio a quel difficile rapporto con il pubblico che caratterizzerà da qui in avanti la maggior parte della carriera compositiva di Schönberg.
Dopo il matrimonio con la prima moglie Mathilde nel 1901, il compositore si trasferì con la famiglia a Berlino, città in cui insegnò, su invito di Richard Strauss, presso il Conservatorio Stern, e dove trovò impiego come compositore di musica per cabaret presso l’Überbrettl, celebre locale in cui lavoravano anche famosi autori come Frank Wedekind e Richard Dehmel. Il periodo berlinese non durò a lungo. Tornato a Vienna, Schönberg continuò l’attività di didatta, prima accanto all’amico Zemlinsky, poi privatamente, avviando quell’intensa e mai più interrotta attività che lo vide insegnante di alcuni tra i maggiori compositori del primo Novecento come Anton Webern ed Alban Berg. A Vienna, la musica di Schönberg, eseguita per lo più grazie all’interessamento di Zemlinsky e al supporto di Gustav Mahler, venne più volte contestata. Ne fu un esempio l’esecuzione nel 1907 della "Kammersymphonie" op.9, costruita con un linguaggio che ormai si potrebbe definire post-tonale, affidato ad un organico che riecheggia quello di un’orchestra scarnificata. Di quegli anni fu anche la stesura del celebre Harmonielehre, che più che un semplice manuale di armonia si rivelò essere la sintesi discorsiva (e a tratti polemica) della posizione dell’autore nei confronti dell’insegnamento accademico e della legittimità del linguaggio tonale nella sua valenza culturale e storica, proprio agli albori della sua dissoluzione.
Con la prima "Kammersymphonie" e con il finale del "Secondo Quartetto" per archi, Schönberg segnò quindi la precisa direzione del suo pensiero musicale, che necessariamente doveva sfociare verso l’atonalismo. Il periodo atonale fu per il compositore quello più incerto, complicato dalla difficolta di riuscire a trovare un nuovo sistema che gli permettesse di riorganizzare il materiale compositivo, ma nello stesso tempo quello più intriso di singoli capolavori. Questo fu anche il periodo più intenso e prolifico dello Schönberg pittore. Egli, infatti, si avvicinò all’espressionismo figurativo grazie al contatto con autori come Kokoschka e Gerstl, e soprattutto grazie alla duratura amicizia con Kandinskij, padre dell’astrattismo, con il quale trovò il più fecondo punto di scambio di reciproche influenze. Il periodo espressionista dal punto di vista musicale per Schönberg non fu determinato solo dalla libera atonalità ma anche dall’abbandono delle grandi forme in favore delle piccole composizioni dal carattere per lo più aforistico, come i "Cinque Pezzi per Orchestra" op.16, in cui tra l’altro Schönberg introdusse per la prima volta il concetto di Klangfarbenmelodie, e i "Sei piccoli Pezzi per Pianoforte" op.19.
Uno dei simboli della produzione espressionista di questo periodo fu senza dubbio "Erwartung", monodramma teatrale dalla durata indicativa di mezz’ora su testo di Marie Pappenheim. Qui l’aspetto aforistico come si capisce, non riguarda la durata della composizione in sé, ma si rifà la dimensione della vicenda che dilata in un tempo di circa trenta minuti ciò che nella drammaturgia della protagonista è riconducibile ad un solo istante psicologico. Ad "Erwartung" seguì "Die glückliche Hand", altro monodramma in cui però Schönberg mise in musica una sua personale vicenda familiare.
Nel 1911, anno della morte di Mahler, Schönberg si trasferì nuovamente a Berlino. Gli anni 1911-1913 furono i più significativi per la musica del Novecento. Nel 1912 vi fu la prima a Berlino del "Pierrot Lunaire", ciclo di brani ispirati alla canzone di cabaret, per ensemble e voce femminile dominata dall'innovativa tecnica dello Sprechgesang. Nel 1913 a Vienna un’ormai celebre esecuzione che prese il nome di "Skandalkonzert", in cui Schönberg presentava tra le altre, opere di Webern, Berg, Zemlinsky e Mahler, venne duramente contestata ed interrotta, terminando in una vera e propria rissa. Pochi mesi dopo avvenne a Parigi la scandalosa prima del balletto “Le Sacre du Printemps” di Igor Stravinskij.
Schönberg: My Evolution [ENG]
The Language Of The New Music - Doc [EN]
Schönberg: Who I am [EN]
Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Schönberg venne inizialmente arruolato, ma poi congedato per problemi d’asma. Terminata la guerra, in collaborazione con alcuni amici ed allievi, riuscì a dare nuovi spazi all’esecuzione della musica contemporanea grazie al "Verein für musikalische Privataufführungen", che sopravvisse fino al 1921 e che ebbe al suo attivo ben 117 concerti diretti per la maggior parte dallo stesso compositore. Nel dopoguerra Schönberg arrivò anche all’intuizione ed alla formulazione della tecnica dodecafonica. Nel 1923 la prima moglie, Mathilde, morì prematuramente, ed il compositore dopo poco si risposò, con Gertrud, sorella di un suo allievo. Dal secondo matrimonio nacquero tre figli tra cui Nuria, la futura moglie di Luigi Nono. Nel 1925 fu nuovamente a Berlino dove ottenne la cattedra di composizione ereditata dal compianto Ferruccio Busoni, posizione che gli procurò una certa stabilità economica che gli permise di comporre con una certa intensità. In questo periodo nacquero opere come il "Terzo Quartetto", i primi due atti di "Moses und Aron" (rimasta incompiuta) e le "Variazioni per orchestra" op.31. Il mondo musicale europeo tra le due guerre fu dominato per lo più dall’interesse per il recupero del passato. Il neoclassicismo che divenne la cifra determinate di un’importante fase compositiva di autori come Stravinskij e Paul Hindemith, non risparmiò Schönberg che dalla tradizione trasse soprattutto l’aspetto formale, applicandolo al più aggiornato linguaggio seriale.
La sua permanenza a Berlino questa volta sarebbe stata destinata a durare se in Germania non fosse salito al potere Adolf Hitler. Le origini ebraiche di Schönberg gli avrebbero di certo impedito di conservare il suo posto all’accademia, decise quindi di lasciare l’incarico nel 1933 e di trasferirsi con la famiglia in Francia, prima di salpare per quella che sarà di fatto la sua seconda patria, gli Stati Uniti. In America Schönberg svolse principalmente l’impiego di insegnante, prima a Boston dove rimase per poco tempo a causa del clima ostile alle sue condizioni di salute, poi a Los Angeles dove nel 1936 ottenne la cattedra presso l’Università di California. Di questo periodo sono anche composizioni come il "Quarto Quartetto", il "Concerto per Violino" ed il "Concerto per Pianoforte". In alcune altre composizioni scritte nel periodo americano, Schönberg trovò la necessità di rendere concreto il suo impegno sociale e politico, come nell’"Ode a Napoleone", e soprattutto in "Un Sopravvissuto di Varsavia".
La speranza di tornare in Europa alla fine della guerra fu poi vanificata da alcuni gravi problemi di salute che lo costrinsero a lasciare anche il posto di insegnante all’università. Continuò a tenere qualche lezione privata e qualche conferenza, ma dopo l’arresto cardiaco che lo colpì nel 1946, Schönberg dovette ritirarsi definitivamente. Negli ultimi anni di vita continuò a comporre e risistemò alcuni scritti. Morì nel 1951.
Arnold Schönberg: Harmonielehre (Manuale di armonia) - Ed. Il Saggiatore, 2014
Arnold Schönberg: Elementi Di Composizione Musicale - Ed. Suvini Zerboni, 1969
Arnold Schönberg: Stile e idea - Ed. Pgreco, 2012
Arnold Schönberg, Vasilij Kandinskij: Musica e pittura - Ed. Abscondita, 2018
Luigi Rognoni: Espressionismo e Dodecafonia - Ed. Einaudi
Allan Janick, Stephen Toulmin: La grande Vienna - Ed. Garzanti
Theodor W. Adorno: Filosofia della Musica Moderna - Ed Einaudi