Quante storie questa sera

Performance tra fiabe e mito per la classe prima della scuola secondaria di primo grado
“Nessuno di noi sa tutto quello che si dovrebbe sapere su come si può intervenire per creare una sensibilità narrativa. Esistono due luoghi comuni che sembrano aver superato la prova del tempo. Il primo è che un bambino (o una bambina) deve conoscere, avere dimestichezza con i miti, le storie, le fiabe popolari, i racconti tradizionali della sua cultura (o delle sue culture). Sono quelli che strutturano e nutrono un'identità.”
Jerome Bruner Da “La cultura dell’educazione. Nuovi orizzonti per la scuola", ed. Feltrinelli .
 
L’attività teatrale si è inserita nel programma di lingua che prevede lo studio di miti, fiabe, favole, novelle e leggende.
Si voleva con questa proposta porre maggiore attenzione sui significati che la narrazione esercita su ragazzi di questa particolare fascia di età. Già di per sé raccontare una storia rappresenta un’operazione formativa e la scelta di un modello di conoscenza. Il nostro intento era di collegare a questa operazione un lavoro sull’ espressione corporea e sulla lettura ad alta voce.
Ed ecco che miti, favole, fiabe, novelle e leggende ci sono serviti non solo per insegnare generi diversi di narrazione e scrittura ma per far ricercare modalità di interpretazione e rappresentazione degli stessi in relazione alle emozioni suscitate da storie e personaggi. 
L’esperienza si è conclusa con una serata di lettura e movimento aperta al pubblico. 

 

 

Testo teatrale

Quante storie questa sera

 

 

 

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