Riflettore Newton con struttura in alluminio

Nell'inverno del 2013 mi sono deciso a tentare l'autocostruzione di un riflettore Newton con l'intenzione di realizzare una configurazione in qualche modo 'originale' e che mi evitasse di utilizzare i classici tubi di PVC (pesanti) o i più 'recenti' tubi di cartone detti Casseri (tipo Sonotube), decisamente più adatti alla costruzione di riflettore Newton ma di non facile reperibilità (e poi diciamola tutta ... non avevo neache voglia di andarli a cercare ...). L'idea quindi fu quella di progettare e realizzare una struttura di tipo aperto, diciamo 'a traliccio', utilizzando gli ormai a me stra-noti ed onnipresenti profilati di alluminio. Sulla base dell'esperienza fatta per la realizzazione del mio Dolly per Timelapse e sulla base di un bel pò di avanzi di lavorazione ... ho pensato ad un sistema che mi permettesse di sostenere in modo adeguatamente rigido lo specchio primario, con la sua culla, ed il secondario alle estremità di un 'trave' principale, quest'ultimo composto da una coppia di profilati 30x15mm uniti tra loro (sicuramente si trova in commercio un profilato che permetta di realizzare questo trave in soluzione unica ma io ho cercato di realizzare l'intera struttura con materiale facilmente raggiungibile, si può dire, in qualunque Brico center).
Ci tenevo a dimostrare (sia a me stesso che a chiunque altro interessato a questi tipi di progetto) che fosse possibile inventarsi anche una alternativa DIY all'acquisto del focheggiatore. Ho pensato quindi ad un sistema (lungi da me la pretesa di definire tale soluzione una 'invenzione', dato che è probabile che abbia visto sul web, nel passato, soluzioni tecniche simili già realizzate, anche se non ricordo di preciso dove) di 'slitta porta-secondario' che permettesse la messa a fuoco mediante lo scorrimento longitudinale (cioè lungo l'asse ottico principale dello strumento) del gruppo che supporta meccanicamente lo specchio secondario e la torretta porta-oculare/DSLR. Il principio di funzionamento è molto simile alla slitta di scorrimento che ho realizzato per il mio Dolly, ma con una sorta di accoppiamento madrevite-chiocciola che ne permette il movimento micrometrico longitudinale, fluido e preciso grazie all'interposizione di sottili fogli di plastica rigida tipo Teflon tra le superfici di contatto mobili dei profilati di alluminio.

Le parti più robuste della torretta derivano da listelli di alluminio 35x4 tipicamente utilizzati come pesi per le tende da arredamento (ne ho una certa scorta in cantina). Sulla torretta porta-oculare in realtà ho montato una baionetta maschio per DSLR (io posseggo una Nikon), derivata da un set di prolunghe per macrofotografia (rigorosamente cinese), che permette l'innesto diretto del corpo macchina della reflex oppure l'innesto di uno dei tubi di prolunga suddetti, opportunamente modificato per poter alloggiare un oculare da 1.25".

Il supporto del secondario è fissato ad un archetto in lamina di alluminio da 1.5mm di spessore che sopperisce alla mancanza del tubo con le consuete tre razze per il sostegno dello specchio di rinvio. Soluzione questa largamente adottata nell'autocostruzione sopratutto dei riflettori tipo Dobson.

Il supporto per la culla del primario è un semplice T realizzato con profilati rettangolari più piccoli e fissato perpendicolarmente all'altra estremità del trave principale.
Il classico sistema di regolazione a tre punti della culla con mollette di richiamo e viti di fissaggio a 120° permette la consueta collimazione del primario.

Il sistema nel suo complesso è risultato alquanto rigido, stabile e leggero. Ho realizzato questa struttura per un primario da 6" e rapporto focale f5, acquistato di seconda mano su Astrosell. E' il mio primo riflettore in assoluto e non ho ancora maturato esperienza riguardo osservazioni astronomiche ma conto di collaudare al più presto lo strumento sia in visuale che in fotografico.

Bene ... mancava solo un sistema di copertura oscurante, almeno per le zone prossime ai componenti ottici. Dopo un paio di tentativi falliti, cercando di utilizzare semplice cartoncino nero tipo Bristol (...), ho scoperto quasi casualmente, durante uno dei miei ennesimi giri di perlustrazione al Self, uno scaffale abbondantemente rifornito di fogli in PVC di varie dimensioni e colori. C'era anche un 50x70 con spessore 1mm che faceva proprio al caso ...
Arrotolato e consolidato in forma cilindrica con un paio di listelli di alluminio avvitati 'a sandwich', eccolo formare un perfetto tubo di oscuramento stabile e leggero, suddiviso in due parti (per permettere l'accesso alla parte centrale del trave dove ho piazzato il punto di fissaggi della piastra di supporto a 90°) e da piazzare attorno al primario (25cm di lunghezza del tubo) ed attorno alla torretta (20cm, sezione di tubo questa che si muove insieme alla torretta-focheggiatore perchè fissata ad essa).
Entrambi i tubi si possono velocemente rimuovere per accedere alle parti ottiche corrispondenti.

Per ovviare all'inconveniente dell'orientamento fisso dell'asse ottico deflesso dal secondario rispetto alla montatura, ho pensato di realizzare un supporto angolato a 90° (visibile qui sotto al centro) che fungesse da interfaccia tra dovetail e OTA dello strumento. Questo supporto viene fissato al dovetail che a sua volta è agganciata alla sede della montatura equatoriale, mentre l'OTA del Newton verrà avvitata facilmente (una sola vite di fissaggio) in una delle due possibili posizioni sul supporto, a 90° tra loro, per adeguarsi alle diverse situazioni osservative. Questa funzionalità dovrebbe imitare in qualche modo la possibilità di ruotare il tubo attorno all'asse ottico principale, propria del Newton in configurazione classica a tubo intero strutturale.




Altre immagini nella image gallery qui sotto.

ATM - Newton 150 f5


Scrivetemi per farmi sapere il vostro parere ...

Maggio 2014











Comments