Il problema della contaminazione delle acque è sempre più pressante. Molteplici fonti di inquinamento hanno un impatto devastante sull'ambiente e sulle acque in particolare.
Il nostro progetto nasce dall'osservazione ed analisi dei corsi d'acqua presenti nel circondario del rhodense (MI) e si propone di contribuire alla riduzione degli inquinanti nelle acque reflue causato da molecole attribuibili ad alcuni farmaci e pesticidi (antibiotici come Ciprofloxacina e Sulfametossazolo; medicinali come Carbamazepina e Diclofenac, principio attivo del Voltaren; pesticidi come Glifosato e Clorpirifos) con l'utilizzo di piante acquatiche (macrofite), quali Typha latifolia e Phragmites australis, sulle cui radici vivono numerosi batteri aerobi.
Dal mondo vegetale può arrivare dunque un aiuto per ridurre la contaminazione di inquinanti organici, poiché, attualmente, i metodi convenzionali di depurazione non risultano in grado di ridurre/rimuovere queste sostanze che restano presenti nelle acque trattate. Riteniamo che la fitodepurazione mirata possa giocare un ruolo significativo nel futuro del risanamento idrico, perché l’utilizzo di batteri consente una efficace metabolizzazione degli inquinanti ed un’efficiente impiego delle risorse.