Il Liceo Majorana da anni si batte per la preservazione dell’ambiente e dell’ecosistema. Lezioni frontali e trasversali riguardanti questa importante tematica sono all’ordine del giorno; collaborazioni con rilevanti enti territoriali sono ormai sviluppate, come con comune di Rho, Parco Plis e associazione Circola, ma perché non creare un progetto interno che possa fondere i principi fondamentali sul quale si basa la formazione e l’educazione del Liceo Majorana? Da qui nasce Rizo-sfera: il parco dove tutto torna, un luogo dove ecologia, scienza e ricerca, sport e attività fisica, meditazione e introspezione, si fondono. Un’area all’interno dei cancelli scolastici che promuove, oltre che la socialità, persa dopo anni di pandemia e restrizioni, anche l’unione della ricerca scientifica alla vita quotidiana di tutte le persone. Il progetto propone quindi di creare uno spazio armonico in un'area esterna inutilizzata dell'istituto.
L'idea nasce dal concetto di armonia e collaborazione; si è quindi deciso di sviluppare il progetto secondo una pianta circolare. Due circonferenze, una dentro l'altra, ma non concentriche, definiscono un percorso breve e infinito attorno a un laghetto artificiale con coltivazioni di macrofite. Un nucleo vitale che cresce verso l'altro e tenta di toccare il cielo, mentre noi umani, bassi e piccoli, ci confrontiamo con tanta magnificenza. Come in una cellula, la natura vuole essere il patrimonio, padre e madre che, attraverso il suo equilibrio, coordina i suoi organelli, secondo una dinamica simbiotica; una statica in continua evoluzione, secondo canoni silenziosi e intrinsechi basati sull'ascolto reciproco del naturale e dell'artificiale. Un equilibrio necessario per la sopravvivenza degli ecosistemi; un ricordo canonico e liturgico dell'appartenenza dell'uomo alla natura.
"L'essenza della poesia sta nell'interpretare il mondo attraverso l'anima." - Ralph Waldo Emerson
Il nome "Rizo-sfera: il parco dove tutto torna" nasce dalla riflessione dell'importanza delle radici e del suo microbiota. Le radici sono una parte essenziale di qualsiasi organismo vegetale. Le radici hanno molteplici funzioni, tra cui l'assorbimento di acqua e nutrienti dal suolo, la stabilità della pianta e il sostegno del sistema aereo. Tuttavia, le radici hanno anche una valenza simbolica e metaforica che va oltre la loro funzione biologica. Le radici possono rappresentare le nostre origini, la nostra storia familiare e culturale, le nostre tradizioni e i nostri valori fondamentali. Il mantenimento delle nostre radici è importante per la nostra identità e il nostro benessere psicologico. Sapere da dove veniamo e chi siamo ci aiuta a trovare la nostra posizione nel mondo e ad avere un senso di appartenenza. Inoltre, le radici possono anche rappresentare la connessione che abbiamo con gli altri e con la natura. Come le piante che si nutrono dal suolo, noi siamo parte di un ecosistema più ampio e interconnesso. Pertanto, preservare e onorare le nostre radici è importante non solo per la nostra salute individuale, ma anche per il benessere della comunità e dell'ambiente in cui viviamo.
Il progetto prevede di riqualificare parte del giardino della scuola per valorizzare l'istituto, con la realizzazione un laghetto con coltivazione di macrofite (in particolare Phragmites australis e Typha latifolia) e una pedana in legno dove potersi sedere, rilassare e conversare.
Gli obiettivi del progetto sono molteplici:
Concretizzare un piccolo impianto di fitodepurazione con macrofite acquatiche
Avvicinare gli studenti alla natura
Creare un luogo adatto per poter coltivare diverse specie vegetali
Riqualificare parte dello spazio scolastico esterno
Garantire agli studenti e ai professori uno spazio esterno adeguato alla vita sociale e scolastica (lezioni all’aperto, studio collettivo pomeridiano…)
Creare uno spazio ispiratore per sviluppare la creatività degli studenti (per scrivere poesie, creare opere d’arte…)
Reputiamo fondamentale creare uno spazio che, oltre ad essere importante per la ricerca scientifica, possa essere un punto di riferimento per la didattica quotidiana; riportiamo alcuni spunti di riflessione:
Il parco può ospitare lezioni all’aperto (en plein air)
Si possono fare osservazioni naturalistiche per toccare con mano la natura (Tassonomia: programma di scienze naturali del secondo anno)
Prelevare campioni vegetali per visualizzarli a microscopio (Utilizzo dei microscopi: programma di scienze naturali del secondo anno), estrarre DNA (Acidi nucleici: programma di scienze naturali del secondo e terzo anno), fare cromatografia su carta (Fotosintesi clorofilliana: programma di scienze naturali del secondo anno)
Prelevare campioni di acqua per analizzarli attraverso kit o HPLC (Ciclo dell’acqua e H2O: programma di scienze naturali di primo e secondo anno) e attraverso spettrofotometria (programma di fisica)
Osservare la natura per ipotizzare degli Arché (Scuole filosofiche: programma di filosofia del terzo anno)
Osservare la natura per creare disegni artistici dal vivo (Abilità nel disegno a mano libera: programma di arte dal primo al quarto anno), per studiare la progettazione di parchi e la paesaggistica (Disegno tecnico e tavole architettoniche: programma di arte dal primo al quarto anno)
Analizzare opere poetiche, narrative e teatrali a stretto contatto con la natura per comprenderne meglio i significati (Poesia e natura: programma di italiano del secondo anno)
Mettere in scena opere teatrali all’aperto, in un luogo studiato appositamente (possibile attività extrascolastica: corso di teatro)
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