La Voce del Crespi cerca te!
Come abbiamo potuto constatare, il rientro a scuola quest’anno è stato piuttosto strano, per certi versi anche molto triste: vedere le aule svuotate, la mancanza di contatti tra amici e compagni di classe hanno lasciato in ognuno di noi un senso di sconforto.
Se per gli alunni dal secondo anno in poi il rientro è stato così, possiamo immaginarci come lo hanno vissuto i nuovi arrivati.
Per questo, anche se un po' in ritardo, noi de "La posta del Crespi" siamo tornati nuovamente con un sondaggio a riguardo.
Abbiamo chiesto ad alcuni di voi quali fossero stati gli aspetti, negativi o positivi, sul rientro a scuola 2020 e che messaggio avreste potuto dare ai ragazzi di prima per aiutarli ad ambientarsi.
Per prima cosa abbiamo pensato di chiedervi come è stato per voi il rientro a scuola,
le opinioni in questo caso sono state abbastanza discordanti: alcuni lo hanno definito abbastanza traumatico, altri, più positivi, l’hanno definito bello perchè si sono accorti del valore della scuola, altri ancora l’hanno definito strano, in particolare per tutte le nuove norme che abbiamo dovuto seguire.
Chi ha seguito le lezioni alternando sin dall'inizio presenza e distanza, ha detto di aver incontrato qualche difficoltà, per esempio a prendere appunti oppure durante le interrogazioni.
Abbiamo poi voluto sapere cosa vi manca di più del Crespi: tutti gli intervistati si sono trovati d’accordo sul fatto che ciò che manca di più sia il contatto fisico ed emotivo, in particolare con i compagni di classe.
Alcuni ci hanno riferito di sentire la mancanza delle piccole cose quotidiane che caratterizzavano la vita al Crespi, come ad esempio la fila alle macchinette o le corse per arrivare per primi dal paninaro;
a molti manca l’intervallo tradizionale, quello in cui si poteva conoscere gente nuova o scambiare quattro chiacchiere con gli amici delle altre classi;
qualcuno ci ha detto anche di aver nostalgia delle feste, delle assemblee e di tutti quegli “assembramenti” che ormai ci siamo quasi dimenticati.
Infine, abbiamo pensato di chiedervi un consiglio da dare a chi ha iniziato quest’anno la sua esperienza al liceo:
qualcuno è andato più sul piano pratico e ha consigliato di studiare molto sin da subito, così che in futuro non si corra il rischio di rimanere indietro;
altri invece hanno dato consigli che aiutano a vivere il liceo serenamente anche dal punto di vista relazionale: hanno consigliato di lasciarsi andare, di non aver paura di esporsi agli altri e di non angosciarsi a causa del periodo, perchè il “vero” liceo è diverso rispetto a quello che stiamo vivendo ora.
Ed è proprio vero, il nostro liceo non è quello che stiamo vivendo ora: il Crespi è anche chiacchierare con i compagni, incontrarsi con gli amici all’intervallo o fare la fila alle macchinette.
il Crespi è qualcosa di più di videolezioni fredde e verifiche su google moduli, il Crespi è un luogo di passaggio dove si entra ragazzini e si esce come gli adulti del mondo di domani, dove si fanno alcune delle esperienze più belle dell'adolescenza e si stringono amicizie tra le più durature.
Il Crespi è un vero e proprio luogo di formazione, a livello personale e culturale, e speriamo tutti di poterlo rivivere nuovamente appieno.
Miti da sfatare e consigli pratici da una studentessa per gli studenti
Studiare non è una cosa da niente, diversamente da come i nostri genitori o talvolta insegnanti ci vogliono far credere per incoraggiarci a farlo. È un’attività invece che richiede molti anni di allenamento, concentrazione, energia fisica, costanza, e anche una certa innata predisposizione. Spesso noi studenti pensiamo di aver dato il meglio di noi, lamentiamo che quelle cinque ore spese sui libri meritino più di una sufficienza, e ci demoralizziamo pensando di non essere abbastanza intelligenti, ma non ci accorgiamo dell’immenso margine di miglioramento che abbiamo a disposizione. Pertanto, questi sono i consigli di una studentessa di quinta, per gli altri studenti, in particolare coloro che ancora si stanno approcciando alla vita scolastica al Liceo Crespi.
Innanzitutto, occorre premettere che si può essere particolarmente predisposti alla memorizzazione di nozioni o all’attenzione per lunghi periodi di tempo, ma ciò non significa che studiare sia un’attività riservata solo ad alcuni. Lo studio è per tutti, proprio come lo sport, e praticarlo frequentemente darà sicuramente risultati. Soprattutto, non bisogna credere che il voto dei professori sia una considerazione sulla nostra intelligenza: bisogna valutare tutti i nostri risultati anche in relazione all’impegno nel momento della prova, all’umore, al livello di ansia, in una certa percentuale anche alla sfortuna. Se hai mai ritenuto di poter ottenere un voto più alto, di aver perso la tua occasione perché non hai saputo gestire le emozioni, non pensare di non essere capace: il controllo delle emozioni è parte dell’esercizio di studio, e come ogni esercizio necessita di allenamento.
Il secondo mito da sfatare è che ad una grande quantità di tempo investita nello studio corrisponda necessariamente un bel voto. Non ti servirà a niente trascorrere tutto il pomeriggio sui libri se non riesci a mantenere la concentrazione per più di venti minuti. La chiave di uno studio di qualità sta proprio in questo: alzare la propria soglia dell’attenzione allenando il cervello a restare concentrato per intervalli di tempo a mano a mano più lunghe.
Puoi partire impostando un lasso di tempo di dieci minuti, fino ad arrivare a quarantacinque minuti (la soglia dell’attenzione massima stimata da uno studio dell’Università di Padova): durante questo tempo, è vietato toccare il cellulare, alzarsi per prendere qualcosa da mangiare, o tenere accesa la televisione. Se vuoi ascoltare musica, è meglio che prediliga generi più rilassanti, e prima di iniziare la sessione di studio, assicurati di avere tutto l’occorrente sulla scrivania, onde evitare di alzarti più tardi, essendoti accorto di aver dimenticato il materiale necessario in un’altra stanza. Insomma, bisogna eliminare ogni forma di distrazione.
Per aumentare notevolmente la qualità di studio ci sono dei passaggi faticosi e obbligati che purtroppo non si possono saltare: la comprensione del concetto e la ripetizione, la tappa forse più difficile in assoluto, che non può avvenire prima di quella della comprensione.
La comprensione è un passaggio che può avvenire in svariati modi, come per esempio schemi, riassunti, la semplice rilettura degli appunti o l’evidenziazione delle parole chiave. È un passaggio fondamentale per cominciare a memorizzare l’argomento, ma anche per organizzare mentalmente l’ordine di esposizione dello stesso. È inoltre la fase dello studio forse più personale, ma non per questo deve andare a discapito dell’efficienza: per capire quale metodo di studio risulti più efficiente in rapporto a tempo e fatica investiti, non resta che provarne diversi e scegliere quello più congeniale alle proprie capacità.
Anche la ripetizione è un passaggio che può avvenire in diversi modi – ripetendo oralmente per proprio conto, facendosi interrogare, ricopiando più volte gli appunti – tuttavia, nonostante esistano metodi personalizzati e che rendano lo studio più leggero, le scorciatoie sono decisamente meno rispetto a quelle che si possono adottare durante la comprensione. Per quanto riguarda la mia esperienza e quelli che sono i risultati tra gli altri studenti che conosco, cominciare a ripetere pochi argomenti di una materia con anticipo rispetto alle verifiche è l’unico modo per fissare i contenuti nella mente a lungo termine e per comprenderli in modo più accurato e approfondito. Pertanto, la ripetizione non è un esercizio che può essere svolto in maniera del tutto efficace se si comincia a studiare il giorno prima della verifica.
Purtroppo non esiste un modo del tutto efficace per memorizzare molti concetti in poco tempo: anche se in un primo momento le informazioni ti possono sembrare ormai assimilate, molto spesso sarai propenso a confonderti mentre le esponi, e quasi sicuramente le dimenticherai entro pochi giorni. Magari non ritieni utile o necessario ricordare tutto ciò che studi a scuola, ma è bene tenere a mente che molti argomenti che affronterai negli ultimi anni richiedono le conoscenze che si assimilano in quelli passati; se non sarai preparato adeguatamente a questa evenienza, incontrerai molte più difficoltà di quante non ti aspetti adesso.
Lo studio non finisce con il lavoro a casa, ma continua anche nel momento in cui si deve svolgere la propria verifica o interrogazione. La mente deve rimanere concentrata più che mai durante il momento di ricevere la valutazione: se hai sbagliato qualcosa, non essere frettoloso nel cercare di correggerla. Fermati, arresta ogni processo cerebrale in corso, e riparti da capo. Spesso i professori fanno domande apparentemente complesse, ma che in realtà racchiudono concetti estremamente semplici se non chiave della materia che stai studiando. Se ti arrovelli con l’istinto per cercare la risposta al più presto, otterrai come unico risultato di darne una scorretta.
Insomma, non fare giri mirabolanti di parole quando il professore ti chiede qualcosa, ma arriva ‘dritto al punto’. Potrebbe sembrare un metodo efficace per ostentare tutto ciò che hai studiato, ma più spesso sembrerà invece che stai tentando di raggirare la domanda perché non conosci la risposta. Non per questo le riflessioni personali, i confronti, i collegamenti con altre discipline sono superflui, anzi. Dei collegamenti pertinenti e delle riflessioni critiche profonde dimostrano tutta l’elasticità mentale dello studente.
Insomma, tutto ciò può sembrare un traguardo irraggiungibile. All’inizio del nostro percorso di scuola superiore, e spesso anche durante, le nostra autostima è messa a dura prova dalla richieste molto più esigenti dei professori e dal carico di lavoro più impegnativo da gestire. Ciò non significa che non siamo abbastanza dotati per la strada intrapresa, ma anzi, che la abbiamo a cuore. Una parte della formazione scolastica si trova proprio nel migliorare noi stessi e nell’acquistare confidenza nelle nostre capacità.
Inaspettato sarebbe sicuramente l’aggettivo perfetto per descrivere il periodo che stiamo vivendo da tre mesi a questa parte. Anche se con maggiori libertà rispetto a prima, la situazione è, in ogni caso, da non prendere alla leggera.
E quale momento migliore per un nuovo sondaggio?
Questo mese, per l’appunto, abbiamo deciso di chiedervi quali fossero le parole o le frasi che avete cercato maggiormente in questo periodo di quarantena.
Ecco a voi le risposte più frequenti:
Scuola
Anche in un periodo di pandemia, la scuola non si ferma e tocca a voi stabilire se sia meglio così oppure no. Per questo in molti di voi ci hanno risposto dicendo di aver cercato maggiormente il sito della scuola, Mastercom, Google Calendar o vari siti, soprattutto a prova di linguisti.
Attualità
In un periodo come questo, tra emergenza sanitaria globale e proteste per diritti inalienabili in America, è molto importante tenersi continuamente aggiornati. Infatti, anche questo, è stato oggetto di molte delle vostre ricerche.
Siti per shopping online
sicuramente almeno una volta dall’inizio della quarantena abbiamo immaginato quale sarebbe stato il nostro prossimo acquisto e, non potendo muoverci, abbiamo ringraziato innumerevoli volte l’esistenza di siti online adibiti a ciò.
Musica
questa non può mai mancare nel nostro quotidiano. E non è da meno in una situazione del genere: infatti, testi di canzoni e le stesse sono stati cercati spesso.
Siti Streaming
che sia Netflix o qualche sito di dubbia provenienza, film e serie tv sono stati sicuramente nostri compagni fedeli in questi mesi. Ed ecco che, appena si libera un momento, non si perde occasione per scovare qualcosa di nuovo in questi siti.
Ricette
questo periodo ha sicuramente dato vita o spazio alle passioni culinarie più sfrenate di molte persone (oltre alla caccia al lievito nei supermercati). Per questo, la ricerca di nuove pietanze con cui dilettarsi è entrata a fare parte della cronologia di molti di voi.
E voi vi ritrovate in qualche ricerca oppure no?
Febbraio è finito e con esso anche la magia del fatidico giorno di San Valentino, con coppie mano nella mano che si incontrano per scambiarsi qualche pensiero o solamente per trascorrere la giornata insieme, felicemente.
Noi de “La Voce del Crespi” come potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di fare un bel sondaggio al riguardo?
Anche questa volta, infatti, abbiamo chiesto a voi Crespiani di dirci le vostre opinioni in base al tema dell’amore, ma più precisamente di cosa ne pensiate riguardo al tema della comunità LGBTQ+. Come sappiamo bene, ancora oggi, non tutti approvano la scelta dell'amore non condizionato da stereotipi di genere e, molto spesso, osserviamo atti di violenza contro chi ne è coinvolto direttamente, anche da parte delle persone più impensabili. Ed essendo ancora, per alcuni, un argomento tabù, ecco qui cosa ne pensate al riguardo:
Possiamo dire che “pro” sia stata la risposta più frequente, se non l’unica. Infatti, anche non essendo costantemente informati su ciò che avviene nella comunità, tutti voi avete risposto dicendo che ognuno è libero di amare chi vuole, indipendentemente dal proprio sesso.
Un’altra considerazione emersa sul tema è quella della necessità dare obbligatoriamente un’etichetta: in molti di voi, infatti, ci hanno informati sul fatto che sempre più spesso ci si sente come in obbligo di doversi etichettare in qualche maniera. Questo come se fosse uno standard impostosi per avere la certezza di potersi considerare normali.
Per quanto riguarda i matrimoni tra persone dello stesso sesso, parlando in maniera generale, molti voi si sono dimostrati a favore.
Identica cosa per quanto riguarda le adozioni, anche se qui abbiamo riscontrato più punti di vista in merito all’educazione dei bambini: infatti, alcuni di voi hanno dichiarato di non essere completamente d’accordo sulla validità dell'educazione che verrebbe impartita da una coppia dello stesso sesso, rispetto a quella offerta da una composta da un uomo ed una donna.
E voi cosa ne pensate al riguardo?
Chi non ha mai sognato di incontrare il proprio cantante preferito dal vivo?Sicuramente nessuno può affermare il contrario ed è proprio con la musica che abbiamo deciso di inaugurare la nostra rubrica di sondaggi. Infatti, abbiamo chiesto proprio a voi studenti quali sono i vostri generi musicali preferiti e questi sono i risultati:
POP
È evidente quanto il genere pop sia molto famoso e diffuso e, infatti, è stato il genere più citato dai crespiani intervistati. I cantanti pop internazionali più ascoltati sono Billie Eilish, Ariana Grande e Shawn Mendes; altri nominati, seppur in minoranza, sono stati Imagine Dragons ed Ed Sheeran.
Per quanto riguarda il pop italiano, molto menzionato è stato sicuramente Ultimo. Molti di voi sono entrati in contatto con questo genere grazie a programmi radiofonici o televisivi e Youtube e, successivamente, lo hanno approfondito. Alla domanda su come fare per introdurre una persona al genere, seppur molto diffuso, la risposta è di soffermarsi principalmente sul testo, cosa che negli ultimi tempi è stata messa da parte a favore del ritmo.
TRAP
Altro genere molto ascoltato è la Trap, diffuso molto tra i giovani, soprattutto negli ultimi anni. I cantanti più citati internazionali e non, sono stati Ghali, Sfera Ebbasta e Lil Pump. La maggior parte di voi si sono avvicinati a questo genere grazie al suggerimento di amici e poi hanno approfondito personalmente.
Le risposte più diffuse sul modo di introdurre una persona al genere sono di provare, perchè non si saprà mai se qualcosa non piace fino a che non la si prova.
K-POP
Pur non essendo un genere molto conosciuto o amato, troviamo anche il K-pop, o pop coreano, tra i generi più ascoltati dai crespiani: questo sta raggiungendo, infatti, sempre più fan a livello mondiale, soprattutto negli ultimi tempi. Tra i gruppi più citati troviamo i Bts, Nct, Ateez e Twice.
La maggior parte di voi ha confessato di esserne venuta a conoscenza grazie ad amici e, alla domanda su come introdurre qualcuno al mondo del K-pop, la risposta più comune è stata quella di non avere pregiudizi e di non giudicare la musica solo per la lingua con cui è cantata: sì, è un genere molto discriminato per questo.
E voi cosa pensate al riguardo? Sono proprio questi i generi che vi appassionano?